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L'antica superficie di Marte potrebbe esser stata ripetutamente scossa da supervulcani giganti che avrebbero scatenato colossali ed esplosive eruzioni in grado di cambiare per sempre il volto del pianeta.

Esaminando un'antica zona di Marte, Arabia Terra, gli scienziati hanno scoperto quelli che potrebbero essere i resti di un supervulcano, ossia di un vulcano in grado di produrre fino a 1000 chilometri cubi di materiale durante la sua attività

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Il rover della NASA Curiosity sta contribuendo in pochi mesi di missione a confermare quelle che per molti (noi compresi) sono state intuizioni da anni: le premesse sono buone e tutti speriamo in un crescendo di scoperte.

Cinque dettagliati articoli, sui dati dei primi 100 sol di missione, sono stati pubblicati ieri sulla rivista Science: uno dedicato alla roccia "Jake Matijevic", quattro concentrati sui sedimenti e la sabbia di Rocknest.

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Nel nostro ultimo report, avevamo seguito Curiosity lungo i primi chilometri di percorso verso il Monte Sharp, iniziato ufficialmente durante il sol 326 (6 luglio 2013).

Nella mappa è indicata, con una stellina verde, la posizione del rover al 27 agosto 2013, quando aveva lasciato la zona di Glenelg da 1,39 chilometri.
I triangoli verdi rappresentano, invece, i punti di interesse individuati dal team: il primo è Waypoint 1, dove si trova ora il rover.

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Nel nostro ultimo report, avevamo lasciato il rover della NASA Curiosity in partenza verso il Monte Sharp, con un percorso di circa 8 chilometri, iniziato ufficialmente durante il sol 326 (6 luglio 2013): Curiosity aveva appena terminato di lavorare sui principali target individuati nel viaggio di andata verso Yellowknife Bay, come Point Lake e lo Shaler.

Curiosity potrebbe impiagarci anche un anno per raggiungere la meta e molto dipenderà da quanti obiettivi scientifici interessanti verranno individuati lungo la strada.

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Quella che vi proponiamo è una sequenza di 12 immagini scattare dalla Rear Hazcam di Curiosity, durante il sol 368 (19 agosto 2013).

La prima foto è stata ripresa alle 3:21:57 pomeridiane (ora locale) e l'ultima alle 3:24:22 pomeridiane (ora locale).

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Lunedì, 05 Agosto 2013 18:27

Curiosity: primo anno su Marte

Mancano ormai poche ore ai festeggiamenti: lo scorso 6 agosto alle 7:32 ora italiana, Curiosity aveva appena toccato il suolo marziano atterrando con estrema precisione a "Bradbury Landing", l'area prescelta all'interno del cratere Gale, trasformando i "sette minuti" di terrore della discesa, in sette minuti di gloria.

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Dopo aver studiato Point Lake, il rover della NASA Curiosity si è diretto verso il secondo target che aveva destato particolare interesse già nel tragitto di andata, lo Shaler: un affioramento sedimentario, dove il pattern delle stratificazioni indica la presenza passata di flussi idrici.

Questo sperone era già stato ispezionato un po' più da lontano, con le foto scattate dalla NavCam e dalla MastCam, durante il sol 120 (7 dicembre 2012).

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Come era stato annunciato nella conferenza del 5 giungo, Curiosity ha iniziato il suo percorso a ritroso in direzione del Monte Sharp.

La prima sosta è stata Point Lake, un affioramento roccioso che durante il viaggio di andata era stato osservato da una distanza di 25 metri.

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Il monte Sharp, l'enorme tumulo di 5, 5 chilometri che sorge al centro del cratere Gale, dove da agosto dello scorso anno opera il rover della NASA Curiosity, si potrebbe esser formato a seguito dell'azione del vento e non dell'acqua: se il risultato di questo nuovo studio fosse corretto, le aspettative sull'abitabilità passata del cratere Gale, e di Marte, si ridurrebbero notevolmente.

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Nel nostro ultimo report sulle attività dei rover, prima dell'inizio della congiunzione Marte - Sole e del blackout delle comunicazioni tra Marte e la Terra, avevamo anticipato che tra le immagini del sol 227 e del sol 232, erano apparsi una serie di piccoli fori all'interno del foro effettuato con il trapano di Curiosity su John Klein.

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