Ancora burocrazia dalla FAA

In un avviso pubblicato nel Federal Register il 10 maggio 2024, l'Ufficio per il trasporto spaziale commerciale della FAA ha annunciato che sta avviando il processo per una dichiarazione di impatto ambientale (EIS) per i lanci di Starship dal Complesso di lancio 39A del KSC. L’EIS è necessario come parte del lavoro della FAA per approvare una licenza di lancio per Starship da quella rampa.

Questo processo inizierà con una serie di incontri sia di persona che virtuali con il pubblico, previsti per giugno. Tali incontri consentiranno alla FAA di discutere i propri piani per l'EIS e di accettare i commenti del pubblico sulle questioni che dovrebbero considerare in tale analisi ambientale.

L’EIS sarà la seconda revisione ambientale che coinvolge i piani di SpaceX di utilizzare LC-39A per i lanci di Starship. La NASA aveva completato una prima valutazione ambientale (EA) nel 2019 seguendo i piani di allora dell’azienda per costruire un’infrastruttura di lancio sull’LC-39A per Starship, scoprendo che non avrebbe avuto un impatto significativo. All'epoca SpaceX stava pianificando fino a 24 lanci di Starship all'anno da quella piattaforma.

Una nuova EIS, ha concluso la FAA, è necessaria a causa dei cambiamenti nella progettazione di Starship e nelle sue operazioni rispetto alla valutazione del 2019. "SpaceX propone ora di costruire un'infrastruttura di lancio aggiuntiva non precedentemente contemplata nell'EA del 2019," ha affermato la FAA, inclusa una "torre di cattura" per gli atterraggi dei Super Heavy. Il design stesso di Starship/Super Heavy è cambiato in modo significativo dal 2019 e SpaceX ha discusso i piani per evolvere ulteriormente il design.

SpaceX ora prevede un tasso di lancio più elevato, con un massimo di 44 lanci all'anno da LC-39A. Il booster Super Heavy atterrerà anche sull'LC-39A, mentre in precedenza EA SpaceX aveva proposto di far atterrare il booster su una nave drone o nella Landing Zone 1, l'ex Launch Complex 13 nella vicina Cape Canaveral Space Force Station, utilizzato adesso per i rientri dei booster del Falcon 9 e Falcon Heavy.

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Nella foto una vista dall'alto del pad 39A del Kennedy Space Center con, sulla destra, la torre orbitale destinata alla Starship. Credito: Twitter / @GregScott>_photo

SpaceX ha già costruito alcune infrastrutture sull'LC-39A per le missioni Starship, inclusa una torre di lancio molto più alta di quella esistente utilizzata per i lanci Falcon. Questo lavoro, ha affermato la FAA, rientra nell’ambito della valutazione del 2019, ma l’EIS è necessario per infrastrutture di lancio aggiuntive per supportare gli atterraggi dei booster e altre esigenze di lancio, come un sistema di getti d'acqua per la rampa.

Altre modifiche proposte includono un sistema di liquefazione del gas naturale, stagni per l'acqua in eccesso e un'unità di separazione dell'aria per generare propellente. Nessuno di questi era nella revisione originale del 2019 e ora deve essere preso in considerazione prima che SpaceX possa iniziare la costruzione dei nuovi impianti.

Altre rampe a Cape Canaveral

Il nuovo studio verrà eseguito in parallelo con un EIS condotto dal Dipartimento dell'Aeronautica Militare per i lanci di Starship dalla Space Force Station di Cape Canaveral. Tale studio esaminerà il potenziale per l'utilizzo dello Space Launch Complex (SLC) 37, che aveva ospitato i lanci dell'ormai ritirato Delta 4, nonché di un nuovo sito, SLC-50, che verrebbe costruito tra SLC-37 e il successivo pad a nord, SLC-40, utilizzato oggi dal Falcon 9 di SpaceX.

La FAA non ha reso noto un calendario per il completamento dell'EIS per i lanci di Starship dalla LC-39A. Lo studio della Space Force è invece già iniziato con riunioni esplorative a marzo e includeva un programma che prevedeva la pubblicazione di un EIS finale nel settembre 2025 e un percorso della decisione, selezionando quale sito sarebbe stato utilizzato per i lanci di Starship, un mese dopo.

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Nella foto il sito SpaceX di Roberts Road al Kennedy Space Center. Credito: Walter Scriptunas II / Spaceflight Now

L'aumento dei voli previsti per Starship dalla costa della Florida è stato confermato anche dalla Presidente di SpaceX, Gwynne Shotwell, che recentemente ha affermato che saranno ben 15 i voli di rifornimento necessari per un'unica missione della Starship HLS destinata a scendere sulla superficie lunare con Artemis 3.

 

Modifiche in vista

Però, dopo che la SpaceX aveva innalzato la torre orbitale completando i lavori a gennaio dello scorso anno, nelle ultime settimane si sono avute delle novità importanti. I lavori alla rampa Starship del pad 39A erano fermi da ormai un anno, forse proprio in attesa dei risultati dei primi Integrated Flight Test (IFT) da Starbase, in Texas. Poi, improvvisamente, poco meno di due mesi fa, le zampe della OLM (Orbital Launch Mount, ovvero l'incastellatura rialzata dove viene appoggiato il Super Heavy per il lancio) sono state abbattute. SpaceX o Elon Musk non hanno fornito, come al solito, nessuna spiegazione di questa operazione. Però quasi certamente, dopo i danni avuti durante IFT-1, e la conseguente installazione della cosiddetta 'doccia rovesciata' sulla rampa di Starbase, vi sarà stata una ri-progettazione della rampa in Florida. A questo punto resta da vedere se verrà realizzato un sistema uguale a quello di Starbase, che pare funzionare molto bene, oppure verrà adottato un diverso approccio visto anche la vicinanza con la rampa da dove partono i Falcon 9. Certo è che, anche se tutti i voli di prova previsti per Starship da Starbase avranno successo, non vedremo volare il razzo dalla Florida prima di almeno 12 mesi e questo aggiunge sempre più difficoltà nel centrare l'obiettivo di scendere sulla superficie lunare con Artemis 3 prima del 2027.

Intanto nel sito SpaceX di Roberts Road, che si trova all'interno dell'area del Kennedy Space Center, proseguono i lavori per l'ampliamento delle strutture e la realizzazione dei segmenti della seconda torre orbitale per Starbase. Un primo segmento completo della torre è stato trasportato a Port Canaveral e verrà inviato in Texas in questi giorni.