Tuttavia, ci sono ancora speranze per un recupero perché la navicella, vecchia di 46 anni, può ancora ricevere comandi.

Gli scienziati della NASA stanno cercando disperatamente di risolvere il problema da una distanza di 24 miliardi di chilometri ma i messaggi inviati impiegano circa 22,5 ore per giungere a destinazione. Una singola comunicazione andata e ritorno con la Voyager 1 richiede, pertanto, ben 45 ore. Ciò significa che ci vorranno giorni prima che gli esperti possano scoprire se i tentativi di ripristino stanno funzionando o meno.

Questa non è la prima volta che la Voyager 1 invia letture casuali. Nel 2022, la sonda ha iniziato a restituire alcuni dati attraverso un computer di bordo rotto, inficiando i messaggi in uscita.

 

L'anomalia

Secondo un post del 12 dicembre, sul blog della NASA, il sistema dati di volo (FDS) della Voyager 1, che raccoglie informazioni dagli strumenti scientifici nonché dati ingegneristici sulla salute e lo stato del veicolo spaziale, non comunica più come previsto con l'unità di telecomunicazioni (TMU) della sonda. Quando funziona correttamente, l'FDS compila le informazioni in un unico pacchetto dati in codice binario (0 e 1), che viene poi ritrasmesso sulla Terra utilizzando la TMU. Recentemente, la TMU ha iniziato a trasmettere uno schema ripetuto di zero e uno come se fosse “bloccata”, si legge nel comunicato.

Dopo aver escluso altre possibilità, il team della Voyager ha stabilito che la fonte del problema è l'FDS.
Lo scorso fine settimana il team ha provato a riavviare l’FDS e a riportarlo allo stato in cui si trovava prima che iniziasse il problema ma la navicella spaziale continua a non restituire dati utilizzabili.

Un team della NASA sta ora esaminando documenti vecchi di decenni sulla sonda e i suoi computer: una tecnologia estremamente obsoleta che è stata quasi dimenticata.

D'altra parte, la missione non sarebbe mai dovuta durare così a lungo. Entrambe le sonde Voyager 1 e Voyager 2, lanciate in rapida successione nel 1977, erano progettate principalmente per esplorare Giove e Saturno. Ora, si stanno allontanando sempre più da noi attraverso lo spazio interstellare.

In ogni caso, anche se la sonda venisse recuperata, la missione non potrà durare in eterno: al di là della Nube di Oort entrambe le navicelle inevitabilmente moriranno poiché la potenza dei loro generatori si esaurirà. Alcuni hanno suggerito di inviare un messaggio finale alla Voyager 1 prima che il suo sistema di comunicazione si guasti definitivamente. Queste "ultime parole" potrebbero persistere per millenni se codificate nella memoria dei computer di bordo.