ESA Rosetta: 67P 2 settembre NavCam

Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM

A parte il divertimento che ci può essere per noi appassionati, questi ultimi scatti offrono anche una vista ravvicinata dell'attività cometaria già notata intorno al collo del nucleo da OSIRIS esattamente un mese fa.

Come la volta scorsa, le quattro immagini da assemblare, scattate nell'arco di 20 minuti tra la prima e l'ultima, sono accostate nella composizione in apertura, ripulite in parte dal rumore e dai raggi cosmici. Si sovrappongono leggermente e la loro luminosità è stata uniformata (la sfumatura al centro è un artefatto).

Anche Fred Jansen, Mission Manager di Rosetta, non ha resistito e ieri ha postato su Twitter il suo mosaico!

Le immagini del 2 settembre hanno qualche difficoltà in più rispetto alle precedenti.
Oltre ai problemi di allineamento dovuti a viste leggermente diverse per via del movimento della sonda lungo la sua orbita e alla rotazione della cometa, bisogna fare i conti con la luminosità del nucleo rispetto alla leggera atmosfera cometaria.
Così, bisognerebbe decidere cosa si vuole osservare, se i dettagli di superficie o i getti, oppure entrambi fondendo, ad esempio, due diverse versioni dello stesso mosaico.
Diversamente, se volessimo renderla piuttosto reale, allora bisognerebbe tenere a mente che il corpo della cometa è decisamente scuro: durante un hangout, il 2 settembre, è stato detto che l'albedo nell'ordine del 4%.

In apertura, trovate una ricostruzione artistica realizzata da me e da Marco Faccin, mentre qui sotto una vista in cui abbiamo preferito ottenere maggiori dettagli sulla supericie del nucleo un po' a discapito dei getti.

ESA Rosetta: 67P 2 settembre 2014 NavCam

Comet on 2 September 2014 NavCam
Credits: ESA/Rosetta/NavCam - Processing by 2di7 & titanio44

L'attività cometaria è invece maggiormente percepibile nel seguente mosaico realizzato da Marco Di Lorenzo:

ESA Rosetta: 67P 2 settembre 2014 NavCam - Ken Kremer e Marco Di Lorenzo

Credits: ESA/Rosetta/NAVCAM/Ken Kremer – kenkremer.com/Marco Di Lorenzo

Di sicuro qualcosa sta succedendo sul nucleo di 67P dove sembrano esserci almeno due regioni attive.

In ogni caso, nonostante qualche esperimento a colori, un po' tutti stiamo aspettando con ansia le immagini di OSIIRIS, possibilmente riprese con filtri diversi: la speranza che qualcosa venga condiviso prima dei tempi di rilascio stabiliti, è davvero molta.

Ora, Rosetta sta iniziando le manovre che la porteranno effettivamente in orbita intorno a 67P.
Al momento si trova ancora intorno ai 50 chilometri di quota ma mercoledì 10 è stato effettuato un “burn”, ossia un'accensione dei propulsori, che porterà gradualmente la sonda ad un'altitudine di soli 29 chilometri.

A questo punto, la gravità di 67P dovrebbe catturare la navicella.
La nuova orbita avrà un'inclinazione diversa rispetto alle precedenti e terrà impegnata Rosetta per una settimana che, successivamente, scenderà ancora, prima a 19 e poi a 10 chilometri.

Tuttavia, se l'attività cometaria dovesse aumentare, le polveri potrebbero danneggiare gli strumenti, soprattutto le fotocamere, per cui il team è pronto a risalire verso un'orbita più alta e sicura. I gas, invece, non dovrebbero costituire un problema.

Andrea Accomazzo, Rosetta Flight Director, durante l'hangout ha spiegato che la determinazione dell'esatto centro di massa, un dato importante che servirà per pianificare le prossime manovre, ha fatto venire qualche “qualche mal di testa” alla squadra ed ancora non è stato stabilito.

Nel frattempo è in vista un calendario piuttosto impegnativo per i prossimi giorni.
Philae, dormiente sulle spalle di Rosetta, sta per essere riattivato per una verifica dei sottosistemi e il DLR comanderà al lander di scattare anche qualche foto.
Le sue fotocamere erano già state utilizzate in passato, ad esempio per una foto di Marte nel 2007 ed ai pannelli solari il 14 aprile scorso, ma questa volta guarderanno la cometa.

"Ovviamente, non avremo una bella foto ad alta risoluzione, come da Osiris e dalla NavCam, ma sarà interessante per noi avere un quadro del genere," ha detto Barbara Cozzoni, ingegnere del DLR

Un'altra questione che il team dovrà risolvere sarà quella della denominazione delle varie caratteristiche superficiali di 67P ma per ora i 5 siti di atterraggio candidati non sono altro che lettere.
Ad ogni modo, entro il 14 settembre, saranno valutati e classificati, per definire un sito di atterraggio primario e uno di riserva.

I due finalisti saranno annunciati durante un briefing il 15 settembre che si terrà presso il quartiere generale dell'ESA a Parigi, davanti alla stampa e live su Internet.

Per ora, però, se siete in attesa ancora di altre immagini, sappiate che la rubrica #CometWatch ha chiuso così l'ultimo post:
"More images next week!"