Scritto: Venerdì, 01 Luglio 2016 17:24 Ultima modifica: Sabato, 02 Luglio 2016 07:32

Rosetta si prepara al gran finale


Rosetta è ormai alla fine della sua avventura. La sonda, invecchiata dopo 12 anni nello spazio ed impolverata dopo due anni passati a fianco di Chury, sta accompagnando ancora la cometa verso l'orbita di Giove, dove l'energia solare a disposizione per operare è ridotta drasticamente e il downlink dei dati scientifici soffre di una riduzione di banda.

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La posizione di Rosetta al 2 luglio 2016 La posizione di Rosetta al 2 luglio 2016 Fonte: http://sci.esa.int/where_is_rosetta/

Nel viaggio di andata la sonda era stata messa in ibernazione per 31 mesi mentre questa volta sta continuando a seguire attivamente la cometa 67P/Churyumov–Gerasimenko. Ma invece di rischiare un letargo dal quale forse non si sarebbe più risvegliata, già nel 2014, il team decise che la navicella avrebbe raggiunto con una discesa controllata il piccolo lander Philae sulla superficie della cometa il 30 settembre 2016, decretando la fine della missione.

Le ultime ore di vita consentiranno a Rosetta di prendere molti dati scientifici ed anche molte immagini ad alta risoluzione.
"30 settembre segnerà la fine delle operazioni spaziali ma l'inizio della fase in cui l'attenzione delle squadre sarà pienamente focalizzata sulla scienza. Abbiamo anni di lavoro davanti a noi per analizzare a fondo i dati", ha detto nel report Matt Taylor, project scientist della missione all'ESA.

Il team inizierà a modificare la traiettoria della sonda ad agosto in vista del gran finale, in modo da avvicinarsi al nucleo con una serie di orbite ellittiche.
"La pianificazione di questa fase è in realtà molto più complessa di quanto non fosse l'atterraggio di Philae", ha dichiarato Sylvain Lodiot, a capo delle operazioni. "Le ultime sei settimane saranno molto impegnative volando in orbite eccentriche intorno alla cometa che saranno ancora più rischiose della discesa finale stessa".
"Più ci avvicineremo alla cometa e più sentiremo la sua influenza gravitazionale non uniforme. Questo richiederà maggior controllo sulla traiettoria e quindi più manovre. I nostri cicli di pianificazione dovranno essere eseguiti in tempi molto più brevi".

Circa 12 ore prima dell'impatto, la sonda sarà a 20 chilometri dal nucleo ma la regione su cui questo dovrà avvenire è ancora in discussione.
In generale, tuttavia, si prevede che il touchdown avverrà a 50 centimetri al secondo, circa la metà della velocità nell'atterraggio di Philae a novembre del 2014.

In ogni caso, l'antenna ad alto guadagno probabilmente non sarà rivolta verso la Terra al momento dell'impatto, rendendo praticamente impossibili eventuali comunicazioni anche in caso di sopravvivenza della sonda.

Nel frattempo, le attività scientifiche proseguiranno con tutti i rischi che comportano, come il safe-mode subito a soli 5 chilometri dalla cometa un mese fa. "Come sempre, dobbiamo essere preparati per il inaspettato", ha concluso Patrick Martin, responsabile della missione.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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