Nelle ultime settimane, la sonda dell'ESA Rosetta ha adattato la sua traiettoria volando sul piano del terminatore a distanze comprese tra i 180 km ed i 153 km dal nucleo della cometa, a latitudini tra 0 e 54 gradi, per identificare la posizione del lander. Purtroppo, però, oltre a non aver ottenuto riscontri, tra il 10 e l'11 luglio i sensori di navigazione "star tracker" sono di nuovo entrati in confusione a causa dell'ambiente invaso dalle particelle di polvere cometaria, scambiate per stelle, proprio come era accaduto durante il flyby di San Valentino e quello del 28 marzo. Dato che in questa fase, ovviamente, in prossimità del perielio, la sicurezza del veicolo spaziale è una priorità assoluta, il team ha prontamente riportato la sonda a distanze di sicurezza, tra i 70 ed i 190 km dal nucleo.

D'altra parte la situazione di Philae è piuttosto curiosa: dopo il movimentato atterraggio del 12 novembre 2014, era entrato in ibernazione alle 0:36 UTC del 15 novembre, dopo 57 concitate ore di scienza. Da allora, molte furono le ipotesi ma il luogo effettivo di atterraggio, sicuramente un posto buio ed angusto, è rimasto sconosciuto. Le speranze erano che Philae si potesse risvegliare, non appena avesse ricevuto una migliore illuminazione, comunicando lui stesso la posizione.
A sorpresa, sabato 13 giugno 2015 alle 22:28 ora italiana, l'Electrical Support System Processor Unit (ESS), a bordo della sonda dell'ESA Rosetta, ha iniziato a ricevere un segnale radio dal lander, riaccendendo le speranze.
Ma per la seconda volta, le cose non stanno andando esattamente come si sperava.

Philae sembra godere di buona salute e le sue batterie dovrebbero essere ormai sufficientemente cariche per fare scienza. Tuttavia, le comunicazioni sono intermittenti ed imprevidibili e dal 9 luglio non c'è stato più alcun contatto.

Gli ultimi dati acquisiti, ancora in fase di analisi, stanno sollevando anche molti dubbi:
"l'illuminazione solare sui pannelli è cambiata da giugno a luglio e questo non può essere spiegato solo con le stagioni della cometa", ha dichiarato Stephan Ulamec del DLR, project manager di Philae.

Dunque, Philae potrebbe essersi spostato, forse cambiando il suo orientamento rispetto alla superficie.
Il lander si trova su un terreno irregolare, senza ancoraggi e basterebbe anche una piccola emissione di gas per muoverlo. Ovviamente, questo influirebbe anche sulla posizione dell'antenna e quindi sulle comunicazioni.

Philae modello - Credits: DLRUn'altra questione è che una delle due unità di trasmissione del lander sembra non funzionare correttamente, oltre al fatto che anche una delle due unità riceventi è danneggiata.

Insomma, lo stato attuale di Philae rimane incerto ma nel frattempo ulteriori comandi sono in preparazione e vengono testati a Terra per consentire di riprendere le operazioni quanto prima.
Il team, ad esempio, vuole riattivare lo stesso blocco di comandi, rimasto immagazzinato nella memoria del lander, già utilizzato nel post #CometLanding: entrerebbe, quindi, di nuovo in azione di MUPUS (ve lo ricordate? Una vera star!), ROMAP e SESAME, PTOLEMY e COSAC in modalità "sniffing". Il tutto senza alcun movimento meccanico (ciò vuol dire che il trapano SD2 sarà messo da parte, almeno per ora).

Se il programma dovesse funzionare, Philae potrebbe fare scienza e trasmettere i dati a Rosetta alla prima buona occasione.

Dalla fine di questa settimana, Rosetta inizierà ad alternare i tentativi di comunicazione con il lander con le proprie osservazioni scientifiche in vista del perielio, compresa l'esplorazione delle latitudini meridionali, che hanno iniziato a ricevere luce solare solo negli ultimi mesi.