In questi giorni, a San Francisco, si sta svolgendo l'annuale raduno dell'"American Geophysical Union" (AGU); nei giorni scorsi abbiamo già discusso i risultati pubblicati in quella sede a proposito di Maven e Curiosity, ieri i ricercatori dell'ESA e della NASA hanno presentato nuovi risultati sulla missione di Rosetta e Philae. 

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Kathrin Altwegg (ROSINA Principal Investigator) ha reso noti i risultati sulle analisi dei gas emessi dal nucleo della 67P, evidenziando la curiosa periodicità "modulata" nella densità di gas (immagine sopra), una sorta di "battito cardiaco" rivelato già a grande distanza e legato al periodo di rotazione della cometa e all'emissione dei suddetti gas da zone ben precise. Si è poi soffermata sulla complessità della chimica organica rivelata, con molecole ben più complesse del metano (figura sottostante) e ha accennato nuovamente alla questione del rapporto deutoerio/idrogeno anomali rispetto all'abbondanza terrestre. Ha concluso dicendo che questo è solo un assaggio poichè, da Agosto ad oggi, l'attività della cometa è cresciuta relativamente poco mentre, entro il prossimo Agosto, è previsto un aumento di un fattore 100 nell'emissione di gas cometari! Questo permetterà di stabilire le proprietà termiche e strutturali del nucleo, le sue eventuali stratificazioni e le eterogeneità di composizione. Si spera anche di rivelare gas nobili, nuovi isotopi e di misurare il rapporto D/H in molecole diverse dall'acqua.

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E' stata poi la volta di Jean-Pierre Bibring (Lead Lander Scientist) che ha parlato dello storico atterraggio di Philae e delle attività che sono in atto in previsione di un possibile (auspicabile) risveglio dall'ibernazione. Come noto, la fase di separazione e discesa (SDL) del lander è andata esattamente come previsto, permettendo di misurare il campo magnetico da grande distanza fino al suolo con lo strumento ROMAP (presto avremo dati sul livello di magnetizzazione primordiale del nucleo) e fotografando il nucleo con un dettaglio crescente (dai metri ai millimetri) tramite ROLIS, come esemplificato nell'immagine sottostante (la stellina rossa indica il luogo prescelto per l'atterraggio).

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L'atterraggio è stato invece decisamente più rocambolesco ma ha permesso di fare una "scienza del rimbalzo", basata soprattutto sui dati di ROMAP e MUPUS, oltre che sulle informazioni fornite dai pannelli solari e dalle immagini panoramiche CIVA; e proprio da questo complesso di microcamere viene la nuova impressionante immagine, scattata 2 minuti dopo il primo touchdown:

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mosaico di immagini CIVA durante il rimbalzo di Philae - ESA/Rosetta/Philae/CIVA

Dal forte effetto "mosso" è evidente che Philae stava ruotando rapidamente su se stessa attorno a un asse diverso da quello perpendicolare. Una volta finiti i rimbalzi, Philae si è fermata in posizione non orizzontale e in un luogo poco esposto alla luce solare; questo viene illustrato nella seguente simulazione, dove Philae appare "incastrata" tra due costoni e riceve luce per sole 4h 33m durante ogni rotazione:

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Sono state presentate anche un paio di immagini già note e riprese da CIVAS/ROLIS ma riprocessate per dare maggiore risalto ai deboli dettagli:

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Il video della conferenza stampa è reperibile su http://www.ustream.tv/recorded/56575467