Essendo stata sommersa di proposte (oltre 8000 in una settimana) l'ESA si è presa un giorno in più per decidere quale nome scegliere per il luogo di atterraggio sulla cometa, il sito designato finora con un anonima lettera J. Alla fine, la scelta è andata ad Agilika, in un ideale proseguimento logico della scelta del nome del Lander.

Philae, infatti, è il nome dell'isolotto situato nel lago Nasser, in Egitto, il luogo sacro dove sorge un importante complesso di templi tra cui quello di Iside. Tra l'altro, un importante obelisco rinvenuto a Philae fu usato per interpretare i geroglifici insieme alla stele di Rosetta, che ha dato il nome alla sonda madre. Nel 20° secolo, però, a causa dell'entrata in funzione della diga di Assuan, la zona archeologica fu soggetta a ripetute inondazioni che ne minacciarono la sopravvivenza; l'UNESCO intraprese una serie di azioni per salvare il complesso che, alla fine, venne smantellato e ricostruito in un sito a 550m di distanza, più elevato. Il nome di questo sito è, per l'appunto, Agilika. Un particolare interessante è il fatto che lo spostamento dei 40mila pezzi di cui era fatto il complesso avvenne in 3 anni, alla fine degli anni '70, e venne finanziato dal Governo Italiano.

Anche se, nell'ambito della competizione indetta dalle agenzie spaziali Italiana, Tedesca e Francese, ben 150 partecipanti hanno proposto questo nome per il sito d'atterraggio, la giuria composta da membri della "Philae Lander Steering Committee" ha selezionato il concorrente francese Alexandre Brouste come vincitore; egli avrà la possibilità di poter assistere, la prossima settimana, all'atterraggio "dal vivo" dal centro di controllo di Darmstadt, in Germania. Ricordo che anche la nostra Elisabetta Bonora avrà questo onore, come vincitrice del concorso fotografico "Are we there yet"?

ESA Rosetta navCam 30 ottobre

Image: ESA/Rosetta/NAVCAM, CC BY-SA IGO 3.0

L'immagine qui sopra è un mosaico realizzato dall'ESA a partire da 4 immagini NavCam riprese il 30 Ottobre da una distanza di 26.8 km e mostrano, in alto, proprio il punto di atterraggio, riconoscibile perché quasi completamente privo di pericolosi massi. l'immagine originale ha una risoluzione di 2.3 m/pixel e abbraccia un'area di circa 4.0 x 3.7 km.

Fonti:
http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Rosetta/Farewell_J_hello_Agilkia