La straordinaria manovra, assolutamente fuori standard per Juno, è iniziata alle 23:46 UTC ed è durata 10,5 ore, cinque volte più a lungo di ogni altro utilizzo dei propulsori fatto finora.
Se la sonda fosse finita all'ombra di Giove, la missione sarebbe potuta finire.

"Con il successo di questo burn, siamo sulla strada giusta per saltare l'ombra il 3 novembre", ha dichiarato Scott Bolton, a capo del progetto Juno presso il Southwest Research Institute di San Antonio.
"Saltare oltre l'ombra è stata una soluzione incredibilmente creativa a quella che sembrava essere una geometria fatale. Le eclissi non sono generalmente amiche dei veicoli spaziali a energia solare. Ora, invece, di preoccuparmi della morte per congelamento, non vedo l'ora di conoscere la prossima scoperta scientifica che Giove avrà in serbo per Juno".

La manovra ha modificato la velocità orbitale di Juno ed ha consumato 73 chilogrammi di carburante ma senza di essa, la sonda avrebbe trascorso 12 ore in transito nell'ombra di Giove, scaricando completamente le sue batterie. Senza energia e senza poter controllare le temperature dell'hardware, probabilmente non sarebbe sopravvissuta al congelamento.

Juno raggiunse Giove il 4 luglio 2016. Inizialmente la sua orbita di 53 giorni doveva essere ridotta a 14 ma la modifica non venne mai messa in pratica a causa di un problema legato al sistema propulsivo. Tuttavia, dato che il periodo orbitale non influisce sui dati scientifici ma solo sulle tempistiche necessarie per raggiungere il perigiove successivo, Juno sta svolgendo i compiti come da programma, ha solamente bisogno di più tempo per portare a termine la missione. Ecco perché si è trovata a fare i conti con l'ombra del gigante gassoso.
"La pianificazione della missione pre-lancio non prevedeva una lunga eclissi che avrebbe fatto precipitare nell'oscurità il nostro veicolo spaziale ad energia solare", ha affermato Ed Hirst, project manager di Juno presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, California. "Il fatto che siamo riusciti a pianificare ed eseguire questa manovra necessaria mentre già stiamo operando nell'orbita di Giove, è una testimonianza dell'ingegnosità e dell'abilità del nostro team, insieme alla straordinaria capacità e versatilità del nostro veicolo spaziale".

A seguito delle problematiche ai motori, a giungo 2018 la NASA approvò un'aggiornamento delle operazioni della missione fino al 2021, che prevede ulteriori 41 mesi in orbita attorno a Giove per consentire a Juno di raggiungere i suoi obiettivi scientifici primari. Questa prima fase si concluderà a luglio 2021, con l'analisi dei dati e le attività di chiusura missione finanziate fino al 2022.

Ora Juno si prepara ad affrontare il 23-esimo perigiove previsto per il prossimo 3 novembre.