Nel complesso, ci è voluto un giorno e mezzo per ricevere i sei megabyte di informazioni raccolte durante sei ore del fly-by, dal polo nord al polo sud di Giove.
"Il primo scorcio del polo nord del pianeta è diverso da qualsiasi cosa abbiamo visto o immaginato prima. E' molto più blu lassù rispetto ad altre parti del pianeta e ci sono un sacco di tempeste. Non c'è alcun segno di bande o cinture a cui siamo abituati tanto che da questa vista è difficile riconoscere Giove", ha detto Scott Bolton, ricercatore principale della missione presso il Southwest Research Institute in San Antonio.
"Stiamo notando che le nuvole hanno delle ombre, forse sono ad una quota più alta rispetto ad altre caratteristiche".

Giove, tempesta al polo nord. Dettaglio.In apertura, una nostra elaborazione delle immagine raw dei poli nord e sud ripresi con i filtri rosso, verde e blu il 27 agosto alle 11:59 UTC ed alle 13:56 UTC rispettivamente (le ultime raw rilasciate sono disponibili qui e qui).
Il polo nord, a sinistra, risale ad un paio d'ore prima del massimo avvicinamento, quando la sonda si trovava ad una distanza di 73.009 chilometri dalla cima delle nuvole. Questa vista include un dettaglio interessante: in alto sul terminatore, una tempesta piuttosto importante sembra avere una consistente struttura verticale.
Il polo sud, a destra, è stato invece fotografato da una distanza di 95.096 chilometri.
Il file full-size può essere scaricato dalla nostra gallery.

Ma oltre alle JunoCam, il Jovian Infrared Auroral Mapper (JIRAM), fornito dall'Italia, ha acquisito alcune foto straordinarie della regione polare nell'infrarosso.
"Questa prima vista dei poli nord e sud di Giove sta mostrando punti caldi e freddi mai visti prima", ha commentato Alberto Adriani, ricercatore dell’INAF e scienziato principale dello strumento.
"E, nonostante sapessimo che le prime immagini in infrarosso del polo sud di Giove avrebbero potuto rilevare un'aurora meridionale, siamo rimasti sorpresi nel vederla per la prima volta. Nessun altro strumento, né dalla Terra né dallo spazio, è stato in grado di vedere l'aurora australe prima d'ora. Vediamo un’aurora molto luminosa e strutturata. L'alto livello di dettaglio delle immagini ci dirà di più sulla sua morfologia e dinamica".

Aurora al polo sud di Giove, catturata dallo strumenti JIRAM infrarosso, tra i 3,3 edi 3,6 micron.

Aurora al polo sud di Giove, catturata dallo strumenti JIRAM infrarosso, tra i 3,3 ed i 3,6 micron, le lunghezze d'onda degli ioni di idrogeno eccitati.
L'immagine è stata ottenuta assemblando tre scatti consecutivi.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/SwRI/ASI/INAF/JIRAM

Il video mostra le sessioni di calibrazione di JIRAM. Lo strumento sonda il pianeta da sud a nord in un filmato composto da 580 fotogrammi, raccolti in un perido di 9 ore che coprono quasi una rotazione completa di Giove. Il colore rosso mappa l'emissione termica a lunghezze d'onda intorno a 4,8 micron, il blu mappa l'aurora a lunghezze d'onda intorno a 3,45 micron.

Un altro set di dati unico è stato raccolto dal Radio/Plasma Wave Experiment (Waves) che ha registrato le emissioni radio del pianeta.
"Giove sta parlando con noi in un modo in cui solo i giganti gassosi sanno fare", ha detto Bill Kurth, ricercatore dello strumento.
"Le onde rilevate hanno la firma delle particelle energetiche che generano le aurore che circondano il polo nord di Giove. Ora cercheremo di capire da dove vengono gli elettroni e cosa li genera".