Scritto: Venerdì, 17 Agosto 2018 14:17 Ultima modifica: Sabato, 18 Agosto 2018 05:54

Dawn: ultime da Cerere


A dispetto della preannunciata fine missione, Dawn continua a lavorare imperterrito, inviando immagini estremamente dettagliate di Occator e svelandoci i segreti all'interno di Cerere.

Rate this item
(0 votes)
Un collage di immagini su vari dettagli dei bright spot all'interno di Occator. Al centro in alto è visibile l' immagine "di contesto", al centro lo zoom su Vinalia Facula (con due ulteriori ingrandimenti sulla destra) e a sinistra "Cerealia Facula" con diversi ingrandimenti, riconoscibili dai colori delle cornici. Colori aggiunti in post-process. Un collage di immagini su vari dettagli dei bright spot all'interno di Occator. Al centro in alto è visibile l' immagine "di contesto", al centro lo zoom su Vinalia Facula (con due ulteriori ingrandimenti sulla destra) e a sinistra "Cerealia Facula" con diversi ingrandimenti, riconoscibili dai colori delle cornici. Colori aggiunti in post-process. Crediti: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: M. Di Lorenzo

 Il mosaico in apertura la dice lunga sui risultati strabilianti che Dawn sta collezionando, anche se la Nasa non sembra dare molto risalto ad essi in questi ultimi mesi (a causa di ciò anche il sottoscritto, ciclicamente, si dimentica di questa missione per poi scoprire improvvisamente che ci sono grosse novità). Eppure quella attuale è, per molti aspetti, la fase più esaltante della missione anche se, purtroppo, anche l'ultima; ammetto di averlo già detto in passato, sbagliandomi, ma è come se Dawn fosse una "sonda felina" con sette vite e non vuole proprio saperne di andare in pensione, nonostante gli acciacchi!

 Per i distratti e i neofiti, ricordo che attualmente la sonda americana (con contributo italiano) sta orbitando attorno a Cerere, nella fascia principale degli asteroidi, seguento un'orbita decisamente ellittica che la porta quasi a sfiorarne la superficie. Si tratta dell'orbita XMO-7 (la settima "eXtended Mission Orbit"), una ellisse di 35x4700 km di altezza, ovvero 510x5200 km dal centro del pianeta nano. L'orientamento iniziale scelto per questa orbita, unito al fatto che essa è in risonanza con la rotazione di Cerere (il periodo di rivoluzione di 27 ore è esattamente il triplo del periodo di rotazione) fa si che il periastro cada in corrispondenza del celebre cratere Occator, il quale ospita al suo interno la formazione più appariscente di macchie chiare ("bright spots") che costellano la superficie di Cerere; dalle analisi chimiche "a distanza" svolte da Dawn, tali macchie sarebbero costituite per lo più da Carbonato di Sodio, un composto che sulla Terra è facile trovare nelle "evaporiti", depositi sedimentari nel letto di bacini una volta riempiti d'acqua. La più "luminosa" di queste macchie, esattamente al centro di Occator, si chiama "Cerealia Facula" ed è mostrata qui sotto in tutto il suo splendore.

e

Versione rimpicciolita di un fattore 3 e ritagliata al centro di un enorme mosaico di "Cerealia Facula", basato sulle immagini XMO-7 e, in certe zone, XMO-1 (riconoscibili per la risoluzione 10 volte più bassa) - PIA21924 - Image credit: NASA/JPL/Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA/PSI - Processing: M. Di Lorenzo

  Altre immagini sul bordo del cratere e su altre macchie chiare minori le mostreremo a breve come "immagini del giorno".

 Dall'ultimo "Mission Status" (un pò datato per la verità) si evince che, almeno fino al 9 agosto, la sonda era in buona salute e continuava a trasmettere dati. Siccome, a causa delle varie perturbazioni, l'orbita sta lentamente cambiando orientamento, presto verranno esplorate regioni più a sud di Occator e questo continuerà fino a quando sarà disponibile l'idraziona nei serbatoi, necessaria per poter riorientare la sonda e consentirle di comunicare con la Terra.

 Uno dei motivi per  far volare Dawn così vicino a Cerere è quello di carpire informazioni sul suo campo gravitazionale e quindi sulla distribuzione di massa al suo interno. Come illustrato nella grafica qui sotto, il modello globale ricavato dalle misure fatte finora (sia gravimetriche che topografiche) suggerisce una struttura "differenziata" composta di almeno tre strati.

Interior

Image credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing/improvement by M. Di Lorenzo

 Lo strato più interno (mantello) è dominato da rocce idratate, come le argille. Lo strato esterno, una crosta spessa circa 40 chilometri, è una miscela di ghiaccio, sali e minerali idratati. Tra i due c'è uno strato che potrebbe contenere un po' di liquido ricco di sali, chiamato "salamoia"; esso si estende per almeno 100 chilometri. Purtroppo, Dawn non riesce a "vedere" oltre un centinaio di chilometri di profondità e quindi non è possibile dire se, vicino al centro di Cerere, ci sia un oceano liquido oppure un nucleo di materiale denso, ricco di metallo.

Riferimenti:
https://dawn.jpl.nasa.gov/multimedia/images/image-detail.html?id=PIA21924
https://photojournal.jpl.nasa.gov/catalog/PIA22660

Altre informazioni su questo articolo

Read 1146 times Ultima modifica Sabato, 18 Agosto 2018 05:54
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Latest from Marco Di Lorenzo (DILO)

More in this category: « Il "bright spot" di Ceres in 3d

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Lunedì, 20 Agosto 2018 21:04 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Grazie Lanfranco, troppo buono!

  • Comment Link Ominetti Lanfranco Lunedì, 20 Agosto 2018 15:20 posted by Ominetti Lanfranco

    Belleissimo!!!...e soprattutto molto bello e interessante poter essere aggiornati sulle missioni astronautiche che fanno storia espandendo le conoscenze sul nostro sistema solare!...Bravi!(anche par me che sono solo un curioso di astronautica e astronomia!

Leave a comment

Make sure you enter all the required information, indicated by an asterisk (*). HTML code is not allowed.

Seguici!

Newsletter

Abilita il javascript per inviare questo modulo

Immagine del giorno

NEO news

NEO News

Notizie e aggiornamenti sugli asteroidi che passano vicini a noi, sulla loro catalogazione e...

StatisticaMENTE

Curiosity odometry

Curiosity odometry

Aggiornato il 10 Luglio [updated on Jul...

Insight statistics

Insight statistics

[aggiornato al 9/7/20 - Sol 574] - Meteo...

ISS height

ISS height

Aggiornamento del 9 Luglio [Last update:...

HST orbit

HST orbit

Aggiornamento del 9 Luglio [Last update:...

OSIRIS REx operations

OSIRIS REx operations

(aggiornato il 24/6/20). Le manovre della sonda am...

[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

Acquista