Scritto: Mercoledì, 09 Settembre 2015 21:01 Ultima modifica: Giovedì, 10 Settembre 2015 09:12

Torna il "Bright Spot" di Cerere nelle immagini di Dawn


La stavamo aspettando con trepidazione e finalmente l'immagine tanto attesa è arrivata: si tratta di una ripresa del cratere Occator di Cerere, noto per il misterioso "Bright Spot", ripresa dalla sonda della NASA Dawn dall'orbita HAMO (High-Altitude Mapping Orbit).

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Cerere- cratere Occator Cerere- cratere Occator Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Nell'articolo precedente Marco Di Lorenzo vi ha mostrato le incredibili ultime foto della superficie del pianeta nano, ad una risoluzione di 140 metri per pixel ma mancava all'appello il cosiddetto "Spot 5".

L'immagine rilasciata dalla NASA poco fa, in apertura, è stata ottenuta sovrapponendo due esposizioni, una breve per catturare il dettaglio dei punti luminosi, che altrimenti risulterebbero sovraesposti, e una normale per riprendere la superficie. Il team ha anche creato un animazione con una vista tridimensionale e topografica dell'area: il dislivello copre circa 6 chilometri tra le zone più basse (in blu) nel fondo del cratere e i rilievi circostanti (in marrone).
Il modello è stato ottenuto integrando l'ultima ripresa effettuata da un'altitudine di 1.470 chilometri con le viste a bassa risoluzione delle campagne di osservazione precedenti. La topografia è stata stirata 1,5 volte in altezza per migliorare la percezione dei rilievi.

Analogamente, sfruttando un'immagine ripresa durante l'orbita Survey e l'ultima rilasciata, siamo riusciti ad ottenere l'anaglifo qui sotto: pronti con gli occhialini 3D!

NASA Dawn - Cerere: cratere Occator, anaglifo

NASA Dawn - Cerere: cratere Occator, anaglifo
Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

"Presto, l'analisi scientifica rivelerà la natura geologica e chimica di questo misterioso e affascinante paesaggio extraterrestre", ha dichiarato Marc Rayman, capo della missione Dawn.

Le macchie strane su Cerere sono diverse, sparse un po' ovunque sulla superficie del pianeta nano, apparentemente senza una logica ma il "Bright Spot" ha attirato l'attenzione fin dalla sua scoperta. Si trova all'interno di un cratere di circa 90 chilometri di diametro e la sua natura è tuttora sconosciuta.
Le ipotesi sono diverse: quella del ghiaccio trova maggiore consenso ma idee alternative, come la possibilità che possa trattarsi di sali, ancora non sono state scartate.

Di certo quelli che all'inizio apparivano solo come punti luminosi, ora stanno assumendo una forma più definita.
Qui sotto un dettaglio dell'immagine originale, ingrandito 2x enfatizzando i dettagli.

NASA Dawn - Cerere: cratere Occator, dettaglio 2x

NASA Dawn - Cerere: cratere Occator, dettaglio 2x
Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Quello che posso dire su questa foto è che si iniziano a notare molte caratteristiche intriganti: il pavimento del cratere è molto complesso e anche laddove potrebbe sembrare liscio, non lo è. Guardando attentamente si notano un'infinità di piccole rughe e sgraffi: alcuni rettilinei, discontinui e più profondi ricordano le tracce lasciate dai massi saltellanti e rotolanti su Marte, i cosiddetti "Rolling Stones" (ma attenzione, non sto dicendo che lo stesso processo si sta verificando anche su Cerere!); altri, più leggeri, corrono invece nella stessa direzione. Altri ancora sembrano i segni lasciati dallo scorrere e contrarsi di un materiale fluido/viscoso.
Inoltre, continuo ad avere la sensazione che quella macchia luminosa sia qualcosa di "ribollito" dall'interno piuttosto che materiale esposto o depositato. Ma quello che trovo ancora più interessante sono le due sinuose linee parallele che collegano lo spot principale alla zona "imbrattata" di bianco più in alto sulla destra nella foto. Potrebbe essere una coincidenza ma sembra che quelle tracce conducano ad un unico blocco di materiale delle stesse dimensioni che, quindi, potrebbe aver slittato dallo Spot 5 fino alla nuova posizione, macchiando i dintorni.

Tuttavia, ovviamente queste sono solo interpretazioni visive, cosa è o non è il "Bright Spot" ce lo dovranno rivelare gli strumenti di Dawn.

Qui sotto una rielaborazione dell'immagine originale, leggermente ingrandita e dettagliata, processata da Marco Di Lorenzo.

PIA19889 Credit: Marco Di Lorenzo

PIA19889 sharpened e ingrandita al 135 per cento.
Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: Marco Di Lorenzo

Ad oggi, sono state pubblicate oltre 50 immagini riprese durante l'orbita Survey da una distanza di 4400 chilometri, con una risoluzione di 410 metri per pixel e 12 dell'orbita HAMO da un'altitudine di 1470 chilometri, con una risoluzione di 140 metri per pixel. La mappatura disponibile è stata riassunta nella tavola qui sotto da Emily Lakdawalla: in blu e verde la Survey, in rosso la HAMO.

Dawn: immagini Survey e HAMO

Basemap: ESA / DLR (Thomas Roatsch). Location map by Emily Lakdawalla.

Altre informazioni su questo articolo

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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