Scritto: Martedì, 23 Giugno 2015 13:03 Ultima modifica: Mercoledì, 24 Giugno 2015 06:58

Su Cerere continua il mistero delle macchie bianche


Le ultime immagini inviate dalla sonda della NASA Dawn mostrano le famose macchie bianche che caratterizzano la superficie del pianeta nano Cerere sempre più in dettaglio e, con esse, altre curiose topografie come un picco a forma di piramide che domina un paesaggio prevalentemente pianeggiante.

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NASA Dawn: Cerere "Survey Orbit" (immagine originale: https://flic.kr/p/tPHhXw) NASA Dawn: Cerere "Survey Orbit" (immagine originale: https://flic.kr/p/tPHhXw) Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

"La superficie di Cerere ha evidenziato molte caratteristiche interessanti ed uniche. Ad esempio, le lune ghiacciate del Sistema Solare esterno hanno crateri con un picco centrale ma su Cerere troviamo più buche centrali che picchi", ha detto Carol Raymond, ricercatore per la missione Dawn presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California. "Queste ed altre caratteristiche ci permetteranno di comprenderne la struttura interna".

Dawn ha studiato il pianeta nano più in dettaglio grazie alla seconda orbita di mappatura, chiamata Survey, ad una distanza di 4.400 chilometri dalla superficie (per essere aggiornati sull'avvicinamento della sonda a Cerere, seguite il post di Marco Di Lorenzo). Man mano che la sonda si avvicina quella che inizialmente era solo una macchia bianca in un cratere di 90 chilometri di diametro, appare ora formata da più elementi: almeno 8 punti circondano l'area luminosa più grande, stimata intorno ai 9 chilometri di diametro, ben evidenti nella nostra elaborazione qui sotto.

PIA19579 - dettaglio

PIA19579 - dettaglio (disponibile in dimensioni originali sul nostro album di Flickr) - 9 giugno 2015
Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Qui sotto una visione d'insieme "colorizzata" per mettere ancora meglio in evidenza le strutture più chiare la cui tinta verdastra è di "fantasia":

PIA19579

Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing: K. Kremer e M. di Lorenzo (DILO)

Nonostante la risoluzione raggiunta, la natura di questi spot brillanti è ancora sconosciuta, sebbene ghiaccio e sale siano le ipotesi più accreditate "ma gli scienziati stanno valutando anche altre opzioni", si legge nell'ultimo report
Per saperne di più, bisognerà attendere i dati dalla mappatura nel visibile e nell'infrarosso dello spettrometro di bordo, che consentirà agli scienziati di identificare la firma dei materiali analizzando la luce riflessa.

Qui sotto, una vista 3D del cratere che ospita lo Spot5: occhialini alla mano!

Ceres PIA19579 - 568 anaglyph

Ceres PIA19579 - 568 anaglyph
Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA - Processing Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Oltre ai punti luminosi, le ultime immagini mostrano anche una montagna dalle forti pendenze e dalla forma piramidale, che deve alzarsi per circa 5 chilometri sopra la superficie.

PIA19574 - montagna a forma di piramide

PIA19574 - Cerere, montagna a forma di piramide - 6 giugno 2015
Credit: NASA/JPL-Caltech/UCLA/MPS/DLR/IDA

Cerere ha anche diversi crateri con picchi centrali e mostra le prove di flussi, frane, crolli, ecc. Nel complesso, da una prima analisi, sembra che il pianeta nano conservi i segni di una maggiore attività superficiale rispetto a Vesta, il protopianeta studiato per 14 mesi dalla sonda da Dawn tra il 2011 ed il 2012.

Read 3841 times Ultima modifica Mercoledì, 24 Giugno 2015 06:58
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Giovedì, 16 Luglio 2015 18:36 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Gianni, i filmati pubblicati in precedenza mostrano chiaramente che, una volta non illuminate dal sole, anche queste macchie diventano scure e non emettono luce propria. E' solo una suggestione che deriva dalla forte differeza di riflettività; anche la seconda foto dell'articolo, in cui sembra vero quello che dici, è stata scattata "di giorno", sottoesponendo il terreno scuro per meglio vedere la struttura delle macchie.

  • Comment Link gianni lorenzi Giovedì, 16 Luglio 2015 17:10 posted by gianni lorenzi

    se mi spiegano come fa il ghiaccio a brillare al buio.. potrò pensare che sia giaccio...

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