Lo scorso 27 aprile, la sonda Cassini ha inaugurato la fase finale della sua missione, tuffandosi nello spazio a soli 300 km dall'anello C e sorvolando le nubi di Saturno a 3000 km di altezza. E' stata una impresa mai tentata prima e gli scenziati si aspettavano che la sonda incontrasse un numero consistente di particelle o perlomeno grani di polvere, al momento dell'attraversamento del piano degli anelli; del resto, manovre analoghe effettuate all'esterno degli anelli avevano mostrato un incremento del numero di impatti, per fortuna innocui perchè dovuti a particelle minuscole.

 In considerazione del rischio e per evitare danneggiamenti eccessivi, il team di navigazione ha utilizzato la grande antenna-radar (costruita in Italia da Alenia) come scudo protettivo. Questo ha permesso di raccogliere dati solo attraverso due strumenti rismasti direttamente esposti allo spazio, le antenne del magnetometro e del Radio and Plasma Wave Science (RPWS). Ebbene, con grande sorpresa, quest'ultimo strumento che in precedenza aveva registrato un gran numero di urti attraversando il piano degli anelli all'esterno, stavolta ha rivelato pochissimi urti (non più di 5) da parte di particelle non più grandi di 1 micrometro. Tutto questo è evidenziato dalle due immagini in apertura, che riportano la distribuzione in frequenza dei segnali registrati in funzione del tempo (sulle ascisse sono indicati anche l'angolo rispetto al piano degli anelli e la distanza dal centro di Saturno).

 Mentre gli scenziati si interrogano sul perchè di questo inatteso vuoto, potremmo suggerire al team di navigazione di azzardare, almeno in occasione dell'ultimo passaggio attraverso questa regione prima del tuffo nell'atmosfera del pianeta, di rischiare un pò di più e cambiare l'assetto della sonda per fotografare, ad esempio, gli anelli da vicino e di profilo...

 

Riferimenti:
- https://www.nasa.gov/feature/cassini-finds-the-big-empty-close-to-saturn/