Scritto: Lunedì, 26 Dicembre 2016 09:46 Ultima modifica: Lunedì, 26 Dicembre 2016 11:24

Le nuvole di Titano giocano a nascondino nelle immagini della Cassini


Queste due immagini riprese durante il fly-by su Titano T-120 dalla fotocamera Imaging Science Subsystem (ISS), in alto e dallo spettrometro Visual and Infrared Mapping Spectrometer (VIMS), in basso, mostrano come le nuvole della luna di Saturno siano osservabili solo a determinate lunghezze d'onda.

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Due immagini riprese durante il fly-by T-120. In alto, ISS dell'8 giugno 2016 scattata da 640.000 chilometri; in basso, VIMS del 7 giungo 2016 da 45.000 chilometri. Quest'ultima composizione, in falsi colori, è stata elaborata per migliorare la visibilità dei sistemi nuvolosi. Due immagini riprese durante il fly-by T-120. In alto, ISS dell'8 giugno 2016 scattata da 640.000 chilometri; in basso, VIMS del 7 giungo 2016 da 45.000 chilometri. Quest'ultima composizione, in falsi colori, è stata elaborata per migliorare la visibilità dei sistemi nuvolosi. Crediti: NASA/JPL-Caltech/SSI/Univ. Arizona/Univ. Idaho

Nei due scatti è visibile l'emisfero nord di Titano dove sta entrando la stagione estiva ed i modelli atmosferici prevedono un incremento dei sistemi nuvolosi alle alte latitudini.
Nella vista in alto, ripresa da ISS nel vicino infrarosso l'8 giugno 2016, le nubi sono quasi del tutto assenti mentre in basso, nell'immagine di VIMS nell'infrarosso del 7 giugno 2016, se ne notano molte.

Gli scienziati hanno concentrato più di 24 ore di osservazioni per svelare il mistero durante i fly-by T-120 e T-121, del 7 giugno e del 25 luglio 2016.
Le differenze potrebbero dipendere dalla nebbiosa atmosfera della luna combinata con le diverse lunghezze d'onda a cui arrivano i due strumenti: VIMS è sensibile fino a 5 micron, rispetto alle lunghezze d'onda più corte nel vicino infrarosso di ISS (0,94 micron), utilizzate per fotografare la superficie di Titano e la bassa atmosfera. Le nuvole ad alta quota ed i leggeri cirri sono otticamente più spessi della foschia atmosferica a lunghezze d'onda più lunghe ma otticamente più sottili della foschia alle lunghezze d'onda più corte usate da ISS. Per questo VIMS è riuscito a vedere dettagli sfuggiti invece alla fotocamera.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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