Scritto: Mercoledì, 27 Aprile 2016 07:51 Ultima modifica: Mercoledì, 27 Aprile 2016 09:56

Il fascino di Titano e del Ligeia Mare


Dall'inizio della missione nel 2004, la sonda NASA/ESA Cassini-Huygens ha scoperto che la Terra non era più l'unico posto del Sistema Solare con un liquido stabile in superficie perché anche su Titano, la luna maggiore di Saturno, circa il 2 per cento del totale (1,6 milioni di chilometri quadrati) è ricoperto di mari, fiumi e laghi.

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Il fascino di Titano e del Ligeia Mare Crediti: ESA

Titano ha da sempre destato un enorme interesse perché ricorda molto la Terra primordiale: entrambe hanno una densa atmosfera dominata dall'azoto, per oltre il 95 per cento sulla luna di Saturno dove c'è anche molto meno ossigeno contro un mix di metano ed di altri gas, compreso l'etano. Metano ed etano a quelle temperature (circa -170° Celsius), così lontano dal Sole, possono esistere sulla superficie in forma liquida. Sia il nostro pianeta che Titano hanno sistemi nuvolosi: quelli della luna sono formati dal metano che si comporta come il vapore acqueo sulla Terra, cadendo sotto forma di pioggia e scorrendo in fiumi e laghi.

Su Titano ci sono tre grandi mari situati vicino al polo nord, Kraken Mare, Ligeia Mare, Punga Mare, circondati da altri numerosi laghi più piccoli. Mentre al polo sud è presente un solo grande lago, anche se ci sono diverse teorie secondo cui, in passato, anche il resto della luna era ricco di bacini di idrocarburi liquidi.
In ogni caso, la loro natura era rimasta un mistero fino al 2014 quando fu presentato lo studio di un team italiano guidato da Marco Mastrogiuseppe, membro del team radar Cassini e associato presso l’Università La Sapienza di Roma, grazie al quale si era riusciti a misurare la profondità del Ligeia Mare (circa 170 metri) e a determinarne la sua composizione, prevalentemente metano.

Titano - Ligiea Mare

Crediti: NASA/JPL-Caltech/ASI/Cornell

"Prima della Cassini, ci saremmo aspettati che il Ligeia Mare fosse costituito in gran parte da etano che viene prodotto in abbondanza in atmosfera quando la luce solare rompe le molecole di metano", ha affermato nel report Alice Le Gall, della squadra radar della Cassini presso il laboratorio LATMOS di Parigi, autrice di un nuovo documento che indipendentemente conferma i primi risultati, basato sui dai raccolti durante i fly-by dal 2007 al 2015 e pubblicato sulla rivista Journal of Geophysical Research.

L'inaspettata composizione potrebbe indicare o la presenza di piogge di metano che riforniscono più o meno continuamente il mare oppure che l'etano viene rimosso da qualche altro processo, può finire nella crosta sottomarina o in qualche modo scorrere altrove, per esempio nel Kraken Mare.
Utilizzando i dati dello studio precedente, Le Gall e colleghi hanno utilizzato le informazioni sulla propagazione degli echi radar in profondità per separare il contributo della temperatura, dalla riva fino al punto più profondo. Tali misure hanno fornito ulteriori indizi sulla composizione: "abbiamo scoperto che i fondali di Ligeia Mare sono probabilmente coperti da uno strato di fanghi di composti ricchi di materiale organico".

I materiali organi vengono prodotti nell'atmosfera di Titano dall'interazione tra azoto e metano.
Gli scienziati ritengono che quelli più pesanti ricadono sulla superficie, probabilmente con le piogge. Tra questi, alcuni, come nitrili e benzene, si depositerebbero sul fondo del mare. Lo studio ha anche scoperto che il litorale intorno Ligeia Mare è probabilmente poroso ed inondato di idrocarburi liquidi. I dati utilizzati, infatti, coprono il periodo che va dall'inverno alla primavera nell'emisfero settentrionale della luna e quindi, analogamente a quanto accade sulla Terra, i terreni circostanti ai bacini si sarebbero dovuti riscaldare più rapidamente rispetto ai mari stessi, con l'aumentare delle temperature. Tuttavia, questa differenza termica non si è verificata dimostrando che anche i terreni limitrofi devono essere imbevuti di liquido.

"E' un meraviglioso miracolo di ricerca, stiamo facendo oceanografia extraterrestre su una luna aliena", ha dichiarato Steve Wall, ricercatore della squadra radar della Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA a Pasadena, in California.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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