Scritto: Venerdì, 26 Ottobre 2012 05:16 Ultima modifica: Lunedì, 01 Aprile 2013 14:55

Uno sbuffo su Saturno dopo la tempesta by NASA Cassini


La sonda della NASA Cassini ha avuto la fortuna di osservare l'evolversi di una massiccia tempesta su Saturno.

I dati hanno rilevato disturbi record nell'atmosfera del pianeta nonostante la tempesta si fosse placata da diverso tempo.

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Saturn PIA12829

Saturn PIA12829
Credit: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

La sonda della NASA Cassini ha avuto la fortuna di osservare l'evolversi di una massiccia tempesta su Saturno.
I dati hanno rilevato disturbi record nell'atmosfera del pianeta nonostante la tempesta si fosse placata da diverso tempo.

Lo spettrometro infrarosso della Cassini CIRS (Composite Infrared Spectrometer) ha rilevato una potente scarica di energia nella stratosfera di Saturno che ha provocato un'impennata di 83 Kelvin oltre la normale temperatura.
Contemporaneamente, gli scienziati del NASA Goddard Spaceflight Center a Greenbelt, nel Meryland, hanno notato un enorme aumento di etilene la cui origine è ancora un mistero. La misurazione è avvenuta grazie al McMath-Pierce Solar Telescope a Kitt Peak in Arizona. L'etilene è un gas inodore e incolore che in genere non è presente su Saturno. Sulla Terra, invece, è creato sia da fonti naturali che artificiali.

Gli scienziati del Goddard descrivono lo "sbuffo" senza precedenti e in merito verrà pubblicato un articolo sul numero del 20 novembre dell'Astrophysical Journal.

Tracking the Saturn Storm in the Infrared by Cassini

Tempesta su Saturno in infrarosso
Credit: NASA/JPL-Caltech/GSFC

"Questo picco di temperatura è così estrema ed incredibile, soprattutto in questa zona dell'atmosfera di Saturno che in genere è abbastanza stabile", ha detto Brigette Hesman, principale autore dello studio e scienziato dell'University of Maryland che lavora al Goddard. "Per ottenere un cambiamento di temperatura su scala analoga sulla Terra , ci si sarebbe dovuti spostare dal pieno inverno di Fairbanks in Alaska, alla piena estate del deserto del Mojave."

Il primo evento è stato rilevato dalla sonda Cassini nell'emisfero nord di Saturno il 5 dicembre 2010. Poi la tempesta è cresciuta talmente tanto che se fosse stata sulla Terra avrebbe coperto tutto il Nord America. Questo fenomeno su Saturno in genere si verifica circa ogni 30 anni terrestri.

Questa, non solo è stata la prima tempesta nel suo genere ad essere osservata da un veicolo spaziale in orbita intorno ad un altro pianeta  ma è stata la prima ad essere osservata in infrarosso, permettendo agli scienziati di determinare la temperatura dell'atmosfera di Saturno.

Le misure delle temperature effettuate dallo spettrometro CIRS, sono state pubblicate per la prima volta nel maggio 2011 ed hanno rilevato due punti inusuali di aria più calda nella stratosfera, indicanti  un massiccio rilascio di energia.
Successivamente, i segni visibili della tempesta hanno iniziato a scomparire mentre i dati del CIRS hanno rilevato che i due spot si erano fusi insieme. La temperatura di questa massa di aria calda combinata è salita oltre i 220 Kelvin.
Al tempo stesso il picco di etilene è aumentato di 100 volte rispetto a quanto ci si potrebbe aspettare.
Il team sta ancora cercando di determinarne l'origine ma ha escluso la presenza di un serbatoio profondo nell'atmosfera.

"Non abbiamo mai visto etilene su Saturno quindi questa è stata una sorpresa", ha detto Michael Flasar del team CIRS.

"Questi studi ci daranno una nuova visione su alcuni processi fotochimici che lavorano nella stratosfera di Saturno, di altri giganti del nostro sistema solare e oltre", ha detto Scott Edgington, scienziato del Team Cassini al Jet Propulsion Laboratory a Pasadena in California.

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