Scritto: Domenica, 07 Ottobre 2012 08:07 Ultima modifica: Sabato, 29 Agosto 2015 07:45

Titano, la grande luna di Saturno dalla forma insolita


In generale, tutti i corpi celesti non risultano perfettamente sferici ma sono un po' schiacciati a causa della loro rotazione.

Tuttavia, Titano, la grande luna di Saturno, risulta più piatta di quanto dovrebbe essere e la sua forma ricorda una grande pizza tonda.

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TITAN N00164130-32

TITAN N00164130-32
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

In generale, tutti i corpi celesti non risultano perfettamente sferici ma sono un po' schiacciati a causa della loro rotazione. Tuttavia, Titano, la grande luna di Saturno, risulta più piatta di quanto dovrebbe essere: la rotazione della luna dovrebbe determinare un diametro all'equatore pari a 410 metri più lungo del diametro da polo a polo, mentre risulta più grande di 680 metri.
Da dove arrivano i 270 metri di troppo?

In uno studio del 2009 era stato suggerito che questo poteva essere dipeso dal fatto che una volta la luna ruotava più velocemente: il 15 - 20 % più veloce di ora.
Altri scienziati nel 2010, hanno proposto che il guscio schiacciato di Titano, poteva dipendere da uno spessore variabile a seconda della latitudine.

Ora, due scienziati del Jet Propulsion Laboratory a Pasadena (California), Mathieu Choukroun e Christophe Sotin, offrono un'interessante soluzione: il ciclo metereologico di Titano sarebbe la principale causa che avrebbe determinato la forma della luna.

Il loro recente documento, che si basa sui dati provenienti dalla sonda della NASA Cassini, sostiene che la pioggia composta da idrocarburi di etano penetra nel sottosuolo di Titano, modificando il metano presente ed alterando la densità della crosta, soprattutto in prossimità del poli.

Come la Terra, Titano ha un ciclo "idrologico": la differenza è che su Titano evaporano e piovono idrocarburi piuttosto che l'acqua.
L'atmosfera della luna di Saturno contiene grandi quantità di metano e una misura minore di etano.
I modelli metereologici prevedono che piogge di etano cadono durante le stagioni invernali ai poli. La pioggia di etano scorrerebbe poi in superficie formando laghi e penetrando nel suolo.

Il problema è che i calcoli stimano che l'etano caduto sulla superficie, dovrebbe essere molto di più. Dove è finito quello mancante?
Choukroun e Sotin teorizzano che sia penetrato nel sottosuolo, sostituendo in parte il metano presente all'interno della crosta.
La loro idea si basa su esperimenti di laboratorio sui clatatri, dimostrando che il metano può facilmente lasciare il posto all'etano.

L'etano, quindi, più massiccio del metano, sostituendosi nel sottosuolo aumenta la densità della crosta, compattandola. Ciò potrebbe causare un carico di etano vicino alle regioni polari, minore invece sarebbe la sua influenza all'equatore. Ed ecco, il gioco è fatto: Titano risulta più appiattita del previsto!

Poichè l'etano si forma nell'atmosfera di Titano ad una velocità nota, gli scienziati, supponendo che il processo sia stato più o meno costante, hanno stimato che, affinchè Titano avesse la forma attuale, ci sarebbero voluti dai 300 ai 1200 milioni di anni.

Studiare la forma dei corpi celesti è un aspetto fondamentale per comprendere la loro composizione interna, la loro storia e l'evoluzione climatica.

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