Punti di LagrangeEh già… pensavate fosse finita? E invece no: durante un'intervista alla CCTV weiboHu Hao, capo progettista del programma cinese di esplorazione lunare, ha detto che l'orbiter si sta dirigendo verso il punto di Lagrange L1 del sistema Terra-Sole. Non è noto quale siano esattamente gli obiettivi ma è stato dichiarato che eseguirà osservazioni dell'ambiente spaziale, del Sole e porterà avanti alcuni test operativi. Ad ogni modo, questa non è una novità. Ricordiamo che Chang'e-2, che ha orbitato e mappato la Luna nel 2010, ha successivamente visitato il punto lagrangiano Terra-Sole L2 per testare il tracciamento e le reti di terra. E, successivamente, ha sorvolato l'asteroide 4179 Toutatis. Anche nella missione propedeudica Chang’e 5-T1 del 2015, il modulo di servizio aveva girovagato parecchio

Dopo aver lasciato l'orbita lunare, l'orbiter Chang'e 5 si è separato dal modulo di rientro a 5000 chilometri dalla Terra. Quest'ultimo ha rimbalzato sull'atmosfera ed è atterrato nella Mongolia centrale il 16 dicembre 2020; l'orbiter invece ha eseguito un'accensione dei motori poco dopo il rilascio della capsula. Fino ad ora, non era chiaro a cosa servisse, se per evitare il modulo di rientro appena rilasciato o evitare l'atmosfera stessa. Ma poi, il 20 dicembre, la missione estesa verso un punto di Lagrange L1 è stata ufficializzata. Hao ha riferito che questa è stata possibile grazie all'accurato posizionamento orbitale eseguito dal Long March 5 al momento del lancio, perché ora l'orbiter ha ancora più di 200 chilogrammi di propellente. Il team deciderà anche un'altra destinazione dopo che il lavoro in L1 sarà terminato, ha detto Hao. Forse potrebbe viaggiare fino a L4 e L5 del sistema Sole-Terra. Un documento, presentato al Congresso Astronautico Internazionale nel 2018, suggerisce che Queqiao, il satellite di collegamento che facilita le comunicazioni con la Terra dal lato opposto della Luna per la missione Chang'e 4, potrebbe raggiungere proprio uno di quei punti di Lagrange a fine missione primaria per cercare asteroidi troiani del nostro pianeta.

 

Nel frattempo, sulla Terra...

La capsula dei campioni, atterrati con successo il 16 dicembre nella Mongolia centrale, è stata aperta ed i contenitori sono stati trasferiti sabato 19 dicembre 2020 all'Osservatorio Astronomico Nazionale di Pechino, diretto dall'l'Accademia Cinese delle Scienze. Questi sono stati sigillati nell'ambiente lunare e verranno aperti per la prima volta sotto vuoto in laboratorio.

Hou Jianguo, presidente dell'Accademia Cinese delle Scienze, ha organizzato una cerimonia speciale per consegnare i preziosi contenitori ai ricercatori che si occuperanno delle analisi.

Purtroppo, però, sembra che non proprio tutto sia andato come programmato: invece dei 2 chilogrammi di suolo lunare previsti, la capsula è tornata sulla Terra con 1.731 chilogrammi. Il piano era quello di prelevare 1,5 chilogrammi con gli scoop e 0,5 chilogrammi con la perforazione. Tuttavia, durante un'intervista sulla CCTVHao ha detto che la perforazione doveva arrivare a 2 metri di profondità ma erano presenti più rocce di quelle attese. Il team, quindi, ha ritenuto troppo rischioso proseguire ed il prelievo è avvenuto a circa 1 metro, raccogliendo meno materiale.