Da giugno di quest'anno, il microsatellite cinese Longjiang-2 (noto anche come DSLWP-B) orbita attorno alla Luna, dove studia le emissioni radio di stelle e galassie, a lunghezze d'onda molta lunghe (da 1 a 30 metri). Avrebbe dovuto lavorare in formazione con il gemello, Longjiang-1 (DSLWP-A), per formare un  interferometro ma, sfortunatamente, quest'ultimo venne dichiarato perso il giorno successivo al lancio. Entrambi partirono il 20 maggio 2018 alle 23:28 ora italiana dal Launch Complex 3 dello Xichang Satellite Launch Center (provincia del Sichuan) con il satellite "communication relay" Queqiao.

Queqiao è un nome che deriva da una storia popolare cinese in cui due innamorati, separati dal "fiume d'Argento" che simboleggia la Via Lattea, possono riunirsi solo un giorno all'anno, grazie ad un ponte formato da uno stormo di gazze, il "ponte Magpie" .
Questo satellite sarà di supporto al lander ed al rover di superficie dell'ambiziosa missione Chang'e-4 che tenterà il primo atterraggio morbido sul lato più lontano della Luna.
Opera in un'orbita attorno al secondo punto Lagrange Terra-Luna (L2) a più di 60.000 chilometri dalla superficie lunare (e a quasi il doppio della distanza da cui lavorano i satelliti per le comunicazioni terrestri in orbita geosincrona). Da qui, Queqiao avrà una vista diretta sia del lato nascosto della Luna che della Terra.

Un'immagine dimostrativa dell'orbita di Queqiao attorno al punto di Lagrange L2

Un'immagine dimostrativa dell'orbita di Queqiao attorno al punto di Lagrange L2
Crediti: NAOC/CAS

Queqiao è entrato in orbita attorno a L2 alle 3:00 UTC del 14 giugno 2018.
"Il satellite è il primo satellite di comunicazione al mondo che opera in quell'orbita", aveva dichiarato orgoglioso Zhang Hongtai, presidente della China Academy of Space Technology (CAST), all'agenzia di stampa Xinhua.
Utilizzerà un'antenna parabolica di 4,2 metri per comunicare con il lander ed il rover sulla superficie lunare in banda X e con la Terra in banda S.

I Longjiang rilasciati durante il percorso, invece, misurano 50x50x40 centimetri e pesano 45 chilogrammi.
Oltre agli strumenti scientifici, Longjiang-2 è equipaggiato con una piccola fotocamera CMOS costruita dagli studenti soprannominata "Inory Eye" e con ricetrasmettitore VHF / UHF SDR per beacon, telemetria, telecommando e downlink dell’immagine digitale, costruito e gestito dall'Istituto di tecnologia di Harbin, in Cina.
Tuttavia, ricevere i segnali dall'orbita terrestre è relativamente semplice mentre le cose si complicano dall'orbita lunare che è un migliaio di volte più distante. Per questo Longjiang-2 trasmette segnali in due modalità a bassa velocità di trasmissione dati, resistenti agli errori: una utilizza la modulazione digitale (GMSK) a 250 bit al secondo, mentre l'altra (JT4G) commuta tra quattro frequenze ravvicinate per inviare 4.375 bit al secondo, sviluppata dall'astrofisico vincitore del premio Nobel Joe Taylor.

Da quando Longjiang-2 è arrivato in orbita ellittica attorno alla Luna i radiamatori sono in grado di riceverlo. I dati vengono trasmessi per sessioni di 2 ore alla volta, durante le quali la telemetria GMSK viene trasmessa in raffiche di 16 secondi ogni 5 minuti. Dopo alcune sessioni di test all'inizio di giugno, è stata attivata anche la modalità JT4G, con 50 secondi di trasmissione ogni 10 minuti.

La Luna e la Terra fotografate da LONGJIANG-2

La Luna e la Terra viste da LONGJIANG-2

Crediti: CNSA

Il software dedicato open source scritto da MingChuan Wei e dal team di Harbin consente ai radioamatori di ricevere i segnali dal microsatellite con modeste antenne yagi, di decodificare la telemetria e i dati delle immagini e caricarli sul sito web di Harbin.

DSLWP-BPer riprenere l'immagine in apertura è stata necessaria un'attenta pianificazione.
Dato che la fotocamera è fissata sul satellite il cui pannello solare deve sempre puntare verso il Sole, il team ha dovuto aspettare il 9 ottobre per ottenere la giusta geometria tra orientamento dell'orbita di Longjiang-2, Luna, Sole e Terra.

L'immagine risultante, dopo alcune importanti correzioni di colore, mostra il lato più lontano della Luna, con diversi crateri prominenti facilmente identificabili; il disco completamente illuminato della Terra con oceani blu, sistemi nuvolosi e alcune masse continentali, che, in base al momento in cui è stata scattata l'immagine, sono probabilmente l'Africa e l'Australia.

Qui sotto le mie elaborazioni dei due scatti in cui compare la Terra ed una piccola animazione che mostra l'immagine prima del processing, dopo e la nomenclatura di alcuni crateri.

DSLWP-B il lato nascosto della Luna e la Terra

DSLWP-B il lato nascosto della Luna e la Terra

DSLWP-B il lato nascosto della Luna e la Terra

Crediti: MingChuan Wei, Harbin Institute of Technology Processing: Elisabetta Bonora