L’Agenzia Spaziale Italiana e la NASA hanno siglato oggi un accordo per una cooperazione bilaterale. L’obiettivo è la realizzazione di uno studio preliminare dedicato alla progettazione di sviluppo delle capacità abitative relative ai futuri moduli lunari, i Lunar Surface Multi-Purpose Habitation (MPH) Module(s) proposti da ASI, del programma Artemis.

 A firmare il Presidente dell'ASI, Giorgio Saccoccia e l'Amministratore della NASA, Bill Nelson, a margine della 17esima seduta del Comitato interministeriale per le politiche relative allo Spazio e alla ricerca aerospaziale (COMINT), presieduto dal Ministro per l’Innovazione tecnologica e la transizione digitale con delega alle politiche spaziali e aerospaziali, Vittorio Colao e alla presenza del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi Di Maio.

 L’ASI condurrà lo studio con il supporto dell'industria italiana al fine di elaborare un progetto conforme agli obiettivi della missione Artemis e ai requisiti forniti dalla NASA. Quest’ultima si impegnerà a supportare l’Agenzia fornendo informazioni tecniche e programmatiche aggiornate sul programma. Il programma Artemis getterà le basi per una presenza a lungo termine sulla superficie lunare e utilizzerà il nostro satellite per convalidare i sistemi abitativi nello spazio profondo, indispensabili per le future missioni su Marte. Come parte del programma Artemis, la NASA condurrà una missione portando la prima donna e il prossimo uomo sulla superficie lunare, utilizzando il lanciatore Space Launch System (SLS) che trasporterà gli astronauti a bordo della capsula Orion.

 Nei giorni scorsi si era tenuto anche un incontro fra il Direttore Generale dell'ESA Josef Aschbacher, e Bill Nelson per discutere sulla collaborazione per il programma Artemis. Era anche stata ventilata la possibilità di avere un primo astronauta europeo nella missione Artemis 4, che dovrebbe raggiungere l'orbita lunare ed attraccare all'avamposto orbitale Gateway. In seguito gli astronauti europei affiancheranno quelli americani, giapponesi e canadesi sul suolo lunare per la realizzazione dell'avamposto sulla superficie.