Scritto: Sabato, 09 Maggio 2020 09:51 Ultima modifica: Sabato, 09 Maggio 2020 17:41

L'abitacolo del futuro "Lunar Lander" costruito anche in Italia?


Potrebbe vedere la luce sul territorio nazionale la sezione pressurizzata del veicolo proposto dalla Dynetics, appena selezionato dalla NASA insieme ad altri due concorrenti.

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L'abitacolo del futuro "Lunar Lander" costruito anche in Italia? Copyright Dynetics

 La settimana scorsa, l'ottimo Massimo Martini ha descritto i tre progetti approvati dalla NASA per lo sviluppo del futuro veicolo di allunaggio, nell'ambito del piano "Artemis". Dei tre disegni in competizione, uno è stato presentato dalla società americana Dynetics, mentre gli altri due sono di Space-X e di un consorzio capeggiato da BlueOrigins e Boeing.

 Quel particolare progetto (il più bello e pratico, secondo il modesto parere di chi scrive)  verrà in buona parte appaltato alla società europea nata dalla fusione tra la francese Thales e l'italiana Leonardo/Alenia, che si occuperà di realizzare la cabina pressurizzata centrale. Di seguito, sono riportati alcuni fotogrammi tratti da una entusiasmante animazione (visibile in fondo all'articolo) fornita da questa società che è attiva in molteplici campi, dall'aeronautica militare allo spazio, passando per la cyber-sicurezza e l'intelligenza artificiale.

DHLS1

Apertura dei "firings" dopo il lancio del DHSL  e arrivo in orbita lunare senza equipaggio. - Credits: Dynetics

 Il futuro veicolo di atterraggio con equipaggio, ribattezzato "Dynetics Human Landing System" (DHLS), ha completato la fase iniziale di progettazione e sviluppo, la cosiddetta "Preliminary Design Review" (PDR). Esso rappresenta un componente chiave nella strategia di ritorno sulla Luna entro la metà di questo decennio e dovrà consentire a quattro astronauti di raggiungere la superficie lunare ed eventualmente rimanere su di essa per un massimo di una settimana (in tal caso l'equipaggio si riduce a due membri), per poi risalire in orbita lunare. Verrà lanciato autonomamente, senza equipaggio, tramite lo Space Launch System (SLS) Block 1B. Nei voli commerciali, potrà essere lanciato tramite un razzo Vulcan-Centaur di United Launch Alliance.

DHLS2

Lancio successivo dell'equipaggio, tramite navicella Orion che poi attracca il DHSL. - Credits: Dynetics

  Thales Alenia Space si occuperà della progettazione del volume principale del modulo che ospiterà l'equipaggio: l'abitacolo, il portello e gli accessi EVA (Extra Vehicular Activities), i finestrini, la protezione termica e da micro-meteore, insieme alla produzione degli strumenti di base. Il design della struttura della cabina pressurizzata procederà a un ritmo molto più veloce rispetto agli altri componenti del sistema, nonostante le sfide tecniche che il team deve affrontare. Questo componente svolge un ruolo chiave nello sviluppo dell'intero lander, poiché ospiterà e proteggerà gli astronauti dall'ambiente ostile della Luna.

 L'obiettivo è raggiungere la Critical Design Review (CDR) entro la fine dell'anno, quando la NASA selezionerà la migliore soluzione tecnica e autorizzerà a procedere con la produzione immediata delle prime due unità di volo, che dovrebbero volare nel 2024 e 2026, a bordo del nuovo lanciatore SLS. 

DHLS3

Allunaggio, preceduto dallo sganciamento dei due serbatoi più esterni. - Credits: Dynetics

 “Siamo onorati e molto orgogliosi di collaborare con Dynetics nella prossima emozionante pietra miliare per consentire all'umanità di riconnettersi con la nostra Luna. Diffondere il sogno di generazioni [passate] ad altre [future], questa è una delle missioni tra le più impegnative mai realizzate" ha commentato Massimo Comparini, CEO di Thales Alenia Space Italia e Senior Executive Vice President Observation, Exploration and Navigation presso Thales Alenia Space. "I requisiti e la tempistica della NASA richiedono le massime capacità ed esperienze industriali e Thales Alenia Space ha il privilegio di partecipare a questa nuova avventura, coinvolgendo l'Agenzia Spaziale Italiana (ASI)".

 Thales Alenia Space aderisce all'accordo tra le agenzie spaziali italiana e americana, firmato il 23 ottobre 2019 dall'amministratore della NASA Jim Bridenstine e da Giorgio Saccoccia, capo dell' ASI, per conseguire l'intento comune di estendere la fruttuosa collaborazione nel futuro.

DHLS4

Ripartenza e uscita dall'orbita lunare da parte di Orion. - Credits: Dynetics

 

Riferimenti:

https://www.thalesgroup.com/en/worldwide/space/press_release/thales-alenia-space-selected-dynetics-partner-back-moon-challenge

https://www.dynetics.com/space-solutions/

Altre informazioni su questo articolo

Read 737 times Ultima modifica Sabato, 09 Maggio 2020 17:41
Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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2 commenti

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Lunedì, 11 Maggio 2020 00:12 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Sono d'accordo, Massimo!

  • Comment Link Massimo Martini Sabato, 09 Maggio 2020 14:31 posted by Massimo Martini

    Ottimo articolo di approfondimento!
    Quello di Dynetics è senza dubbio il miglior design per ritornare, in tempi brevi, sulla Luna. Molto felice che un'azienda europea possa partecipare a questo progetto (a differenza delle americanissime SpaceX e National Team). Se fosse fra le prescelte (perché la NASA potrebbe scegliere, come per il Commercial Crew, anche due aziende anzichè solo una) magari anche un astronauta europeo (o meglio italiano/a...) potrebbe essere a bordo del secondo equipaggio che ri-metterà piede sulla superficie lunare.

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