Scritto: Sabato, 12 Marzo 2022 06:04 Ultima modifica: Sabato, 12 Marzo 2022 07:29

La NASA apre un campione lunare di cinquanta anni fa


Il campione era stato raccolto durante la missione Apollo 17 nel 1972 e ora aiuterà la preparazione della missione Artemis.

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La NASA apre un campione lunare di cinquanta anni fa
Crediti: NASA

Il prezioso suolo lunare era stato prelevato da Eugene Cernan e Harrison Schmitt nella valle Taurus-Littrow, nel bacino Mare Serenitatis. La NASA sapeva che conservare questi campioni nel tempo avrebbe permesso un'analisi più approfondita in futuro, con tecniche che all'epoca non erano disponibili. Ora, con il programma Artemis che spera di riportare l'uomo sulla Luna entro il 2025 (o forse il 2026), l'Agenzia ha pensato che fosse un buon momento per aprire lo scrigno e esaminare l'ultimo campione rimasto.

"L'agenzia sapeva che la scienza e la tecnologia si sarebbero evolute e, in futuro, avrebbero consentito agli scienziati di studiare il materiale con nuovi metodi per affrontare nuove domande", ha affermato Lori Glaze, direttore della divisione di scienze planetarie della NASA, in una dichiarazione. Oltretutto, negli anni '70 gli scienziati non sapevano che i volatili, inclusa l'acqua, potessero nascondersi tra i grani lunari a temperature molto basse.

"Capire la storia geologica e l'evoluzione dei campioni lunari nei siti di atterraggio dell'Apollo ci aiuterà a prepararci per i tipi di campioni che potrebbe restituire il programma Artemis", ha affermato Thomas Zurbuchen, amministratore associato dello Science Mission Directorate della NASA a Washington. “Artemis mira a riportare campioni freddi e sigillati dal Polo Sud lunare. Questa è un'entusiasmante opportunità per comprendere gli strumenti necessari per raccogliere e trasportare questi campioni, per analizzarli e per conservarli sulla Terra per le future generazioni di scienziati".

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L'astronauta dell'Apollo 17 Gene Cernan si prepara a raccogliere i campioni 73001 e 73002.
Crediti: NASA

La capsula del tempo

Le missioni Apollo della NASA hanno riportato circa 382 chilogrammi di campioni lunari, tra cui rocce, nuclei rocciosi, ciottoli, sabbia e polvere. Gli scienziati li hanno studiati nel corso dei decenni e hanno già imparato molto.

L'Apollo 17 è stata l'ultima missione Apollo della NASA e anche l'ultima in generale in cui l'uomo ha messo piede sulla Luna, fino a oggi.
I tre astronauti erano Gene Cernan, Ronald Evans e Harrison Schmitt. Schmitt era un geologo e l'unico scienziato ad aver mai visitato la Luna. L'equipaggio ha raccolto circa 115 chilogrammi di  suolo lunare, il più grande carico riportato indietro da qualsiasi missione Apollo.

La missione aveva due obiettivi geologici principali: ottenere campioni di rocce antiche dagli altopiani lunari e cercare prove di recente attività vulcanica sul fondovalle.

Quando l'equipaggio dell'Apollo 17 raccolse i campioni, li collocò in un contenitore a due camere. Il campione aperto al Johnson Space Center della NASA a Houston è soprannominato Apollo Next Generation Sample Analysis Program (ANGSA) 73001 ed è l'ultimo campione lunare rimasto non aperto del Programma Apollo. L'equipaggio lo ha sigillato sotto vuoto sulla Luna e da allora è stato conservato all'interno di un altro tubo sotto vuoto esterno protettivo in un ambiente a atmosfera controllata al Johnson Space Center per mezzo secolo. La metà superiore del segmento venne aperta nel 2019.

La prima buona notizie è che Il tubo esterno non conteneva gas lunari, il che significa che il sigillo del tubo interno era ancora intatto. 

Le tecniche moderne, come la spettroscopia di massa, aiuteranno gli scienziati a scoprire i segreti di questo vecchio campione.
"Molte persone si stanno entusiasmando", ha detto Ryan Zeigler della NASA, curatore di campioni Apollo che sta seguendo il progetto. I lavori sono iniziati l'11 febbraio e Il 23 febbraio, il team ha iniziato la fase successiva del complesso processo, che potrebbe richiedere settimane: perforare il contenitore interno e raccogliere lentamente tutti i gas lunari che si spera siano ancora lì. Una volta rimosso il gas, il team della Astromaterials Research and Exploration Science Division (ARES) della NASA inizierà a rimuovere con cura il suolo e le rocce. 

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Sotto, la scansione del campione 73002 aperto nel 2019, eseguita utilizzando la tecnologia radiografica nel 1974 dalla NASA. Sopra, la scansione di microtomografia computerizzata a raggi X eseguita nel 2019 presso l'Università del Texas ad Austin.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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