Scritto: Domenica, 07 Marzo 2021 19:00 Ultima modifica: Lunedì, 08 Marzo 2021 06:13

Curiosity raggiunge Mont Mercou: Sole, nuvole e paesaggio spettacolare


Il rover della NASA sta continuando la scalata alle pendici del monte Sharp e finalmente, dopo 8,5 anni di missione, sembra aver raggiunto uno dei posti chiave per lo studio della geologia e dell'evoluzione di Marte.

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Curiosity raggiunge Mont Mercou: Sole, nuvole e paesaggio spettacolare Crediti: NASA/JPL-Caltech - De-bayer e Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Questa scogliera, chiamata "Mont Mercou", potrebbe rappresentare l'inizio degli strati ricchi di solfato (Sulfate Unit) osservati dall'orbita alla base del grande tumulo di 5,5 chilometri al centro del cratere Gale.
Le Sulfate Unit su Marte rappresentano condizioni ambientali passate fondamentalmente diverse da quelle che hanno formato le argille. I minerali argillosi sono tipicamente associati a condizioni ambientali più umide, mentre i minerali solfati ad un clima più secco: il contatto tra i due può rappresentare un cambiamento significativo nell'ambiente. I solfati, come il gesso e i sali di Epsom, di solito si formano intorno all'acqua mentre evapora e, pertanto, sono un importante indizio di come il clima e le prospettive di vita siano cambiati quasi 3 miliardi di anni fa sul Pianeta Rosso.
È importante documentare attentamente le rocce per consistenza, struttura e composizione mentre si passa da un'unità portante di argilla ad una di solfato, alla ricerca di cambiamenti graduali o bruschi che possano chiarire cosa è successo su quel confine.

L'immagine in apertura mostra il Mont Mercou in una delle più recenti riprese della Mastcam, sol 3049 (5 marzo 2021). L'immagine a piena risoluzione è disponibile sul nostro album di Flickr.
Qui sotto, lo stesso panorama in versione stereo creato con due riprese della Mastcam right, scattate durante lo stesso sol ma con una visuale leggermente diversa. Prendere gli occhialini 3D!

curiosity mastcam sol3049

Curiosity sol 3049 - anaglifo Mont Mercou (9960 × 2481 pixel)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - De-bayer e Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

curiosity chemcam sol3051Curiosity ChemCam sol 3051: un dettaglio della parete rocciosa del Mont Merco
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il rover ha dovuto affrontare un percorso difficile per raggiungere questo traguardo e superare una grande distesa di sabbia.

curiosity sol2991 Curiosity sol 2991 (4 gennaio 2021)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - De-bayer e processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

 

Una strada difficile

Curiosity fa i conti con i problemi alle ruote praticamente da quando è arrivato su Marte nel 2012.
Solo dopo 60 sol di missione il rivestimento in alluminio iniziò a mostrare delle "punzonature" dovute alla durezza del terreno marziano. A ottobre 2013, comparirono i primi fori (avevo dedicato un approfondimento all'argomento) e nella primavera del 2017, si manifestarono i primi danni più seri con l'interruzione delle nervature, ossia la costolatura che fornisce aderenza e impedisce al rover di scivolare sia nelle arrampicate sulle rocce più dure che sulle colline di sabbia soffice.

In tutti questi anni, il problema è stato gestito con maestria, astuzia ed efficacia dal team e, nonostante tutto, il rover ha superato i 3000 sol di una gloriosa esplorazione su Marte. Certo, alcune volte le guide sono state rallentate o hanno richiesto più tempo per aggirare ostacoli insidiosi e scongiurare l'usura precoce delle ruote ma ora che, forse, questa missione si sta avvicinando (inevitabilmente) alla fine, la strategia sembra essere radicalmente cambiata. E, tutto sommato, sta diventando più emozionante.

Il confine tra le due unità è stato piuttosto impegnativo perché il rover ha dovuto attraversare una distesa pietrosa fratturata, un pietrisco (rubbly) appuntito ed insidioso per le povere ruote del rover.

curiosity sol3030

Curiosity sol 3030
Crediti: NASA/JPL-Caltech - De-bayer e processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Durante la scalata, Curiosity ha anche subito una piccola "storta alla caviglia", come l'ha definita il team. Nel sol 3047 (3 marzo 2021), le ruote centrali e la posteriore destra sono rimaste sollevate a causa di alcune rocce più consistenti, causando una momentanea instabilità ed impedendo l'estensione del braccio robotico.

curiosity navcam sol3049

Curiosity sol 3049 NavCam
Credito: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

 

Cercando i dust devil

È la stagione giusta per i diavoli di polvere su Marte e Curiosity, anche se non ne ha visti poi così tanti nel cratere Gale dall'inizio della missione, ha iniziato a scrutare l'orizzonte scattando foto.

curiosity sol2847

Curiosity sol 2847
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Ma il monitoraggio dell'opacità atmosferica, delle condizioni meteo e le riprese più frequenti al cielo hanno dato i loro frutti.

Oltre, a diverse foto del Sole, di cui una suggestiva scattata anche con la ChemCam mentre l'ottica telescopica puntava sulla parete rocciosa in lontananza, sistemi nuvolosi e polverosi hanno invaso il cielo sopra il cratere Gale per diversi sol.

curiosity chemcam sol3042Curiosity sol 3042 - ChemCam
Credito: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Dapprima ripresi in bianco e nero con la NavCam, sono stati successivamente immortalati anche a colori con la Mastcam: è interessante notare il contrasto tra le nuvole più opache e quelle più iridescenti, un effetto probabilmente dovuto alla presenza di cristalli i quali riflettono la luce solare.

curiosity sol3043 navcam

Curiosity sol 3043 NavCam (in questa immagine i colori sono stati ricostruiti sovrapponendo 4 frame con esposizioni diverse consecutive)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

curiosity sol3048 mastcamCuriosity Mastcam 3048
Crediti: NASA/JPL-Caltech - De-bayer e processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Per restare aggiornati sul veterano Curiosity, continuate a seguire i nostri Mission Log.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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1 commento

  • Comment Link lucio Mercoledì, 10 Marzo 2021 11:42 posted by lucio

    Il Monte Mercou è caratterizzato da una formazione chiaramente sedimentaria, a laminazione parallela interessata da alcune fratture sub verticali. Ai piedi della formazione si osservano sedimenti sottili in apparenza di colore grigio. Ritengo che si tratti di depositi detritici e non di un'unità alla base della formazione stratificata.

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