Qui, ai piedi del Monte Sharp, il rover sta raccogliendo alcune delle più belle immagini di tutta la missione tra formazioni rocciose che potrebbero raccontare il passato geologico di Marte, un paesaggio che rivaleggia con alcuni degli angoli suggestivi della Terra.

Curiosity a Murray Buttes - sol 1451

Curiosity sol 1451 Murray Buttes (panorama 360°)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Curiosity Sol 1451 Murray Buttes

Curiosity sol 1451 Murray Buttes (dettaglio)
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: K.Kremer/kenkremer.com/Marco Di Lorenzo

L'appassionato di image processing Seán Doran ha elaborato molti panorami introducendo nelle vedute Curiosity e un astronauta per avere una migliore idea del contesto e mostrare quanto sono grandi le colline. Uno lo avevamo pubblicato come immagine del giorno il 31 agosto e molti altri li potete trovare nel suo album di Flickr.

Curiosity sol 1448 NavCam

Crediti: NASA / JPL / MSSS / Seán Doran

Murray Buttes  è disseminata di monti isolati, resti di antiche arenarie erose.
"Il loro studio da vicino ci ha fornito una migliore comprensione delle antiche dune di sabbia che si sono formate e sono state sepolte, chimicamente modificate dalle acque sotterranee, dissotterrate ed erose per formare il paesaggio che vediamo oggi", ha detto Ashwin Vasavada, Project Scientist della missione.

Curiosity MastCam Right e Left - sol 1454 Murray Buttes

Curiosity sol 1454 Murray Buttes
Crediti: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Di certo questa topografia così interessante qualche piccolo inconveniente l'ha creato. 
Lauren Edgar, nel blog di missione su USGS, scrive: "anche se le colline isolate sono belle, rappresentano una sfida per le comunicazioni perché occultano parzialmente il segnale tra il rover ed i satelliti che usiamo per trasmettere i dati (MRO e Odyssey). Ma è un piccolo prezzo da pagare per le grandi esposizioni stratigrafiche e la splendida vista!"

Alla base di una di queste formazioni il team ha individuato un'area luminosa, chiamata "Quela", come target per la quattordicesima perforazione.
Quando Curiosity è arrivato a destinazione, nel sol 1456 (10 settembre 2016), nei suoi laboratori interni ancora girava il campione prelevato a Marimba il 6 agosto.

Curiosity route map aggiornata al sol 1455

Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona / Phil Stooke, University of Western Ontario

Questa volta, però, l'attività con il trapano non ha avuto subito successo.
Un primo tentativo durante il sol 1461 (15 settembre 2016) non è andato a buon fine e l'operazione non è stata completata come previsto. Per il momento non se ne conoscono le cause ma il team ha comunque deciso di riprovare nel sol 1464 (18 settembre 2016), questa volta con successo.
Qui sotto la tavola di riepilogo con tutti i fori eseguiti da Curiosity su Marte dall'inizio della missione e tre dettagli della trapanazione in Quela, dove un processing mirato mette in risalto i dettagli del pavimento ed i diversi colori rispetto alle immagini originali essenzialmente monocromatiche.

Fori su Marte - riepilogo

Curisity MAHLI sol 1464 - Quela

Curisity MAHLI sol 1464 - Quela
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Anche questa volta, in occasione del foro, Curiosity si è scattato un selfie ma, a differenza degli altri, è stato ripreso prima della perforazione.
La zona è talmente particolare che anche l'assemblaggio di questo autoritratto ha richiesto un po' di lavoro in più: il rover si trova, infatti, molto vicino ad una collina tanto che trovare la giusta prospettiva e geometria non è semplice ed i software di image processing tendono a distorcere troppo o l'orizzonte o le ruote in primo piano. Non soddisfatti dei risultati, abbiamo optato per un approccio ibrido, un po' automatico un po' manuale, cercando di ottenere la vista migliore. L'immagine completa, in apertura, è disponibile in full-size nella nostra gallery.

Ora, il rover sta uscendo da Murray Buttes per proseguire verso sud. Per gli aggiornamenti quotidiani sulla distanza percorsa, posizione ed altri dati, potete seguire il "Mission Log" di Marco Di Lorenzo.