"Dopo una fase di discesa e atterraggio da mangiarsi le unghie, il nostro team MEDA ha atteso con ansia i primi dati che confermassero che il nostro strumento era sano e salvo", ha detto Jose Antonio Rodriguez Manfredi, ricercatore principale del Centro de Astrobiología (CAB) presso l'Instituto Nacional de Tecnica Aeroespacial a Madrid. "Sono stati momenti di grande intensità ed emozione. Finalmente, dopo anni di lavoro e pianificazione, abbiamo ricevuto il primo rapporto dati da MEDA. Il nostro sistema era attivo e inviava i suoi primi dati meteorologici e immagini dalla SkyCam".

Perseverance sol 9 SKYCam

Perseverance sol 9 SKYCam
Crediti: NASA/JPL-Caltech/CAB

MEDA è una suite di circa 5,5 chilogrammi che contiene sensori ambientali per registrare i livelli di polvere e sei condizioni atmosferiche: vento (velocità e direzione), pressione, umidità relativa, temperatura dell'aria, temperatura del suolo e radiazione (dal Sole e dallo spazio). Il sistema si accende ogni ora e, dopo aver registrato e memorizzato i dati, entra in sospensione indipendentemente dalle operazioni del rover, sia di giorno che di notte. MEDA è l'evoluzione del REMS (Rover Environmental Monitoring Station) a bordo di Curiosity, che è stato meno fortunato durante l'atterraggio nel cratere Gale perdendo un sensore fin dall'inizio della missione.

 

Il meteo nel cratere Jezero

I primi dati indicano che la temperatura era poco inferiore a -20 gradi Celsius appena il sistema ha iniziato a registrare il giorno dell'atterraggio. Ed è scesa a -25,6 gradi Celsius nella mezz'ora successiva. Il sensore di radiazioni e polvere ha mostrato che Jezero stava vivendo, nello stesso periodo, un'atmosfera più pulita del cratere Gale che si trova a 3.700 chilometri di distanza. Inoltre, la pressione media era di 718 Pascal, ben all'interno dell'intervallo 705-735 Pascal previsto dai modelli.

 

Osservazioni incrociate

Grazie alle osservazioni con i telescopi terrestri ed ai veicoli spaziali in orbita attorno a Marte, gli scienziati hanno una buona comprensione del clima del pianeta ma studiare quello che accade su scala locale è fondamentale ed andrà a beneficio delle future missioni, inclusa l'imminente Mars Sample Return.

Nel prossimo anno MEDA fornirà preziose informazioni sui cicli di temperatura, flussi di calore, cicli di polvere e su come le particelle di polvere interagiscono con la luce, influenzando sia la temperatura che il tempo. Altrettanto importanti saranno le letture dell'intensità della radiazione solare, delle formazioni nuvolose e dei venti locali.

(Leggi anche qui per i dust devil nel cratere Jezero)

MEDA fornirà misurazioni ancora più dettagliate rispetto al REMS di Curiosity. Potrà registrare la temperatura a tre altezze atmosferiche: 0,84 metri, 1,45 metri e 30 metri, oltre alla temperatura superficiale. Il sistema utilizza sensori sul corpo e sull'albero del rover e un sensore a infrarossi in grado di misurare la temperatura a circa 30 metri sopra il rover. Registrerà, inoltre, la quantità di radiazione vicino alla superficie, in preparazione delle future missioni di esplorazione umana su Marte. 

Con i bollettini meteorologici di MEDA, gli ingegneri ora dispongono i dati atmosferici da tre diverse località del Pianeta Rosso: il cratere Jezero (Perseverance), il cratere Gale (Curiosity) ed Elysium Planitia (il lander Insight) che ospita i sensori di temperatura e vento (il dettaglio nei nostri Missione Log). Questi set preziosi consentiranno una comprensione più profonda dei modelli meteorologici, degli eventi e delle turbolenze atmosferiche marziane. A breve termine, le informazioni inviate da MEDA saranno fondamentali per pianificare il primo volo di Ingenuity, atteso non prima dell'11 aprile.