SuperCam è in grado di fornire immagini ed analisi sulla composizione chimica e mineralogia.
È stata sviluppata dal Los Alamos National Laboratory (LANL) nel New Mexico in collaborazione con un consorzio di laboratori di ricerca francesi sotto la guida del Center National d’Etudes Spatiales (CNES).

"È incredibile vedere SuperCam funzionare così bene su Marte", ha detto Roger Wiens, ricercatore principale per lo strumento presso il LANL. “Quando abbiamo ideato per la prima volta questo strumento otto anni fa, eravamo preoccupati di essere troppo ambiziosi. Ora è lassù che funziona meravigliosamente".

Posizionata in cima all'albero del rover, può eseguire cinque tipi di analisi per studiare la geologia di Marte ed aiutare gli scienziati a scegliere dove campionare per cercare segni di antica vita microbica.

SuperCam esamina rocce e terreni con una fotocamera, un laser e uno spettrometro per cercare composti organici che potrebbero essere correlati alla vita passata sul Pianeta Rosso.
Grazie al laser LIBS (Laser Induced Breakdown Spectroscopy) da 1064 nm, può identificare la composizione chimica e minerale di bersagli piccoli come una punta di matita da una distanza di oltre 7 metri.
La grande novità, a differenza della ChenCam di Curiosity, è che è in grado di eseguire spettroscopia Raman (a 532 nm per indagare su bersagli fino a 12 m di distanza dal rover); la spettroscopia Time-Resolved Fluorescence (TRF), la spettroscopia a riflettanza Visible and InfraRed (VISIR) (400-900 nm, 1,3 - 2.6 µm) a distanza per fornire informazioni sulla mineralogia e sulla struttura molecolare dei campioni, oltre a poter ricercare direttamente materiali organici. Infine, SuperCam è dotata di microfono e acquisisce anche immagini ad alta risoluzione dei campioni utilizzando un microimager remoto a colori (RMI).

Questa è la prima volta che uno strumento utilizza la spettroscopia Raman in un luogo diverso dalla Terra!", ha sottolineato Olivier Beyssac, direttore della ricerca del CNRS presso l'Institut de Minéralogie, de Physique des Matériaux et de Cosmochimie a Parigi. "La spettroscopia Raman giocherà un ruolo cruciale nella caratterizzazione dei minerali per ottenere una visione più approfondita delle condizioni geologiche in cui si sono formati e per rilevare potenziali molecole organiche e minerali che potrebbero essere state formate da organismi viventi".

Durante il sol 12 (2 marzo 2021), la fotocamera è stata testata sul target chiamato "Máaz".

supercam Máaz

Crediti: NASA/JPL-Caltech/LANL/CNES/CNRS

L'analisi ha mostrato che ha una composizione basaltica. È una roccia ignea (ossia vulcanica), o è costituita da grani fini di materiale igneo che si sono cementati insieme in un ambiente acquoso.
Il bersaglio era a 3,17 metri ed il campo visivo dell'immagine è di 6 centimetri di diametro.

La foto in apertura è un mosaico realizzato con altre immagini scattate durante il sol 16 (7 marzo 2021). Mostra una vista ravvicinata del bersaglio roccioso chiamato "Yeehgo", che era a 3,325 metri dal rover.
I due frame, ciascuno con un campo visivo di 6,2 centimetri di diametro, sono stati scattati dal Remote Micro-Imager (RMI).

supercam prime immagini location

Contestualizzazione del target Yeehgo.
Crediti: NASA/JPL-Caltech/LANL/CNES/CNRS/ASU/MSSS

 

Non solo immagini

La SuperCam ha inviato anche i primi file audio (forse addirittura più attesi delle immagini).

I suoni acquisiti sono di qualità straordinaria", ha affermato Naomi Murdoch, ricercatrice e docente presso la scuola di ingegneria aerospaziale ISAE-SUPAERO di Tolosa. "È incredibile pensare che faremo scienza con i primi suoni mai registrati sulla superficie di Marte!"

Nel primo, ripreso 18 ore dopo l'atterraggio, quando l'albero del rover era ancora ripiegato sul ponte, è udibile una leggera brezza marziana. Nel secondo, registrato nel sol 4, il vento sembra soffiare più forte. Nel terzo, del sol 12, si sentono anche gli zapping del laser che colpisce un bersaglio roccioso 30 volte a una distanza di circa 3,1 metri. Alcuni zap suonano leggermente più forti di altri, fornendo informazioni sulla struttura fisica del target, come la sua durezza.

 

 

 

Onorando i Navajo

Come abbiamo visto, il primo obiettivo scientifico del rover Perseverance della NASA è stata una roccia chiamata "Máaz" che in Navajo significa "Marte".

Per la NASA è ormai una prassi assegnare dei nomi a luoghi o rocce durante le missioni di superficie sul Pianeta Rosso. Si tratta di denominazioni informali che aiutano i team ad avere dei riferimenti.
Nelle precedenti missioni erano stati utilizzati nomi che richiamavano posti della Terra o nomi di persone coinvolte nell'esplorazione..

Prima del lancio, per Perseverance, il cratere Jezero è stato suddiviso in una griglia con quadrati di circa 1,5 chilometri quadrati, ai quali è stato assegnato il nome di parchi nazionali e riserve sulla Terra con geologia simile. Il rover è atterrato nel quad "Canyon de Chelly National Monument" (Tséyi’ in Navajo), nel cuore della Navajo Nation in Arizona. Quindi, Il presidente della Navajo Nation Jonathan Nez, il vicepresidente Myron Lizer e i loro consiglieri hanno messo a disposizione del team NASA un elenco di parole in lingua Navajo.
Ci auguriamo che l'utilizzo della nostra lingua nella missione Perseverance ispiri un maggior numero di giovani Navajo a comprendere l'importanza e il significato dell'apprendimento della nostra lingua. Le nostre parole sono state usate per aiutare a vincere la seconda guerra mondiale, e ora stiamo aiutando a navigare e imparare di più sul pianeta Marte ", ha detto Nez.