Scritto: Domenica, 03 Aprile 2016 18:20 Ultima modifica: Venerdì, 12 Agosto 2016 18:04

Opportunity: nuvole marziane e dust devil in un solo sol!


Durante il sol 4332 (1 aprile 2016), la Navigation Camera di Opportunity ha catturato un suggestivo Dust Devil correre sul pavimento del cratere Endeavour. Ma non solo.

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Opportunity NavCam sol 4332: nuvole e dust devil Opportunity NavCam sol 4332: nuvole e dust devil Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/ASU - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il panorama è stato scattato dalla parete sud ovest di Knudsen Ridge, una zona piuttosto impervia della Marathon Valley.
Prendete i vostri occhialini 3D per il dettaglio qui sotto (una versione a colori del panorama di Marco Di Lorenzo e Ken Kremer era stata pubblicata nella nostra immagine del giorno del 2 aprile).

Opportunity sol 4332 anaglifo

Opportunity sol 4332 anaglifo
Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/ASU - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Un altro diavolo di polvere all'orizzonte era stato ripreso nel sol 4311 (10 marzo 2016) ma questo è decisamente spettacolare.
La vista arroccata, le tracce del rover in primo piano e la distesa del grande cratere Endeavour al centro del quale si staglia, solitario ed imponente, il mini-tornado di sabbia rendono la scena davvero unica.

Questi fenomeni sono stati ripresi molte volte dai rover e dalle sonde in orbita ed Opportunity, che da gennaio sta affrontando il suo settimo inverno marziano, ora si trova nella stagione migliore per osservarli, fino all'equinozio di primavera. Le tempeste di sabbia sono anche un grande aiuto per il rover perché le improvvise ventate riescono a ripulire i pannelli solari dalla polvere, consentendo una migliore produzione di energia.

Ma durante quel sol, Opportunity ha avuto un doppio colpo di fortuna.
Nei frame più a sinistra del mosaico in apertura, disponibile sul nostro album di Flickr e volutamente scurito (qui la versione base), dove l'illuminazione è più propizia, si riescono a scorgere alcune velature in cielo. Si tratta probabilmente di nuvole di ghiaccio ad alta quota oppure di un effetto dovuto alle polveri in sospensione in atmosfera (durante quel sol, l'opacità atmosfera tau era 0.50).

D'altra parte, ultimamente, le nuvole sembrano essere molto presenti su Meridiani Planum: Opportunity le ha riprese anche durante il sol 4320 e 4332.

Opportunity NavCam left e right sol 4320

Opportunity NavCam left e right sol 4320
Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/ASU - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Opportunity NavCam left e right sol 4332

Opportunity NavCam left e right sol 4332
Credit: NASA/JPL-Caltech/Cornell/ASU - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Il rover sta cercando di scalare una delle salite più ripide mai affrontate su Marte, con una pendenza di oltre 30 gradi.

Opportunity: mosaico alla Marathon Valley sol 4267 - 4294

Opportunity: mosaico alla Marathon Valley sol 4267 - 4294, disponibile per il download in full-size dalla nostra gallery.
Credit: NASA/JPL-Caltech - Processing: Elisabetta Bonora & Marco Faccin / aliveuniverse.today

Tuttavia, dopo alcune prove per raggiungere la vetta non andate a buon fine, il team ha selezionato un altro target.
La decisione è stata presa dopo un terzo tentativo durante il quale le ruote di Oppy hanno girato tanto come se avesse percorso 20 metri ma con lo slittamento, era avanzato di soli 9 centimetri.

Opportunity 22 marzo 2016

Opportunity - 22 marzo 2016
Credit: NASA/JPL-Caltech

Entrambi gli obiettivi, quello iniziale ed il nuovo, si trovano in una zona in cui le osservazioni del Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) a bordo dell'orbiter Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), hanno identificato interessanti esposizioni di minerali argillosi (smectite), possibili testimonianze di antiche condizioni ambientali favorevoli alla vita. Nel dettaglio, le ricerche si stanno concentrando sulle rocce con colorazioni rossastre, chiamate dal team "red zones" (zone rosse), diverse da quelle imbrunite nei dintorni.

Il primo aprile, Opportunity aveva superato i 42 chilometri totali di percorrenza da quando ha iniziato la sua missione più di 12 anni fa, di cui 9,2 sul bordo occidentale del grande cratere Endeavour di 22 chilometri di diametro (potete restare aggiornati seguendo i "Mission Log" di Marco Di Lorenzo).

In accordo con l'ultimo report di Larry Crumpler, membro del team Mars Exploretion Rover e del New Mexico Museum of Natural History & Science, con il sol 4330, Opportunity ha raggiunto i margini della zona di interesse (l'area rossa nella mappa qui sotto).

Opportunity - percorso previsto

Tratteggiato in bianco il percorso programmato per il rover; in rosso le aree in cui la rilevazione di minerali argillosi di MRO/CRISM si è mostrata più forte; in verde quelle in cui i minerali argillosi sono stati rilevati ma non sono così evidenti.

Il rover si muoverà lungo il confine di questa area nei prossimi giorni, con tre tappe per scattare foto e studiare almeno un paio di target tra i più interessanti.

Altre informazioni su questo articolo

Read 2194 times Ultima modifica Venerdì, 12 Agosto 2016 18:04
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

2 commenti

  • Comment Link Claudio Costerni Giovedì, 07 Aprile 2016 00:00 posted by Claudio Costerni

    Continuo a stupirmi ogni volta che sento parlare e vedo le immagini dell'intrepido Opportunity, ancora operativo dopo ben 12 anni di peripezie in un ambiente e su un terreno così inospitale e ...

    ... soprattutto, praticamente da solo su un'altro pianeta!
    Insomma ha dell'incredibile se ci pensiamo bene, no?
    Certo, 12 anni sono un battito di ciglia in termini assoluti, ma per una macchina dei nostri tempi non è poco.

    C'è qualcuno che se lo poteva immaginare 12 anni fa?
    Probabilmente no, nemmeno il più ottimista progettista.
    E d'altronde non ha avuto la stessa sorte fortunata il suo gemello, compagno d'avventura Spirit, che resterà per sempre fermo da un'altra parte su Marte come un monumento, più o meno visibile, più o meno impolverato, per lungo tempo, centinaia, forse migliaia di anni, o più, testimone storico dei primi lungimiranti pionieri terrestri.

    A meno che non cambi qualcosa molto prima.
    Che qualche evento inatteso, ma sempre possibile, lo spazzi via disintegrandolo.
    Oppure che nuovi esploratori ancor più intrepidi di lui e motivati non arrivino fin li a colonizzare quel mondo arido trasformandolo gradualmente in una nuova Terra alterando la sua naturale evoluzione od involuzione.
    Intelligenti macchine meccaniche, prolifici cloni biologici, caparbi e forti esseri umani...

    Apro gli occhi.
    Il sogno è finito?

    Manca il campo magnetico!
    Come si fa?

  • Comment Link Claudio Costerni Mercoledì, 06 Aprile 2016 23:37 posted by Claudio Costerni

    Continuo a stupirmi ogni volta che sento parlare e vedo le immagini dell'intrepido Opportunity, ancora operativo dopo ben 12 anni di peripezie in un ambiente e su un terreno così inospitale e ...

    ... soprattutto, praticamente da solo su un'altro pianeta!
    Insomma ha dell'incredibile se ci pensiamo bene, no?
    Certo, 12 anni sono un battito di ciglia in termini assoluti, ma per una macchina dei nostri tempi non è poco.

    C'è qualcuno che se lo poteva immaginare 12 anni fa?
    Probabilmente no, nemmeno il più ottimista progettista.
    E d'altronde non ha avuto la stessa sorte fortunata il suo gemello, compagno d'avventura Spirit, che resterà per sempre fermo da un'altra parte su Marte come un monumento, più o meno visibile, più o meno impolverato, per lungo tempo, centinaia, forse migliaia di anni, o più, testimone storico dei primi lungimiranti pionieri terrestri.

    A meno che non cambi qualcosa molto prima.
    Che qualche evento inatteso, ma semore possibile, lo spazzi via disintegrandolo.
    Oppure che nuovi esploratori ancor più intrepidi di lui e motivati non arrivino fin li a colonizzare quel mondo arido trasformandolo gradualmente in una nuova Terra alterando la sua naturale evoluzione od involuzione.
    Intelligenti macchine meccaniche, prolifici cloni biologici, caparbi e forti esseri umani...

    Apro gli occhi.
    Il sogno è finito?

    Manca il campo magnetico!
    Come si fa?

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