L'obiettivo principale di Insight è aiutarci a capire come i pianeti rocciosi, inclusa la Terra, si sono formati ed evoluti.

Uno degli strumenti fondamentali del lander, il Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS), un sismografo fornito dal CNES (Centre National d'Études Spatiales) in collaborazione con il DLR e le agenzie spaziali della Svizzera e del Regno Unito, in grado di misurare movimenti del terreno piccoli come il diametro di un atomo, richiede un sottovuoto perfetto dei tre sensori principali per resistere alle difficili condizioni operative dell'ambiente marziano. All'inizio del 2015 una perdita, successivamente riparata, aveva impedito al sismografo di conservare tale condizione ed il problema si era ripresentato a fine anno, durante alcune prove di laboratorio a -45 gradi Celsius. Di conseguenza, i funzionari della NASA valutarono che non c'era più tempo per risolverlo nuovamente, ripetere i test, garantire l'efficacia della soluzione e quindi la riuscita della missione. Per cui, sospesero il lancio.
Ora, i responsabili dell'Agenzia Spazile Statunitenze e del CNES hanno proposto di riprogettare e costruire un nuovo contenitore sottovuoto per lo strumento, che dovrà resistere almeno per i due anni previsti della missione primaria. La collaborazione diventerà più stretta tra i due team e la riprogettazione si svolgerà direttamente presso il Jet Propulsion Laboratory, piuttosto che al CNES. Quest'ultimo si occuperà dell'integrazione con lo strumento SEIS e dei test.

Nei prossimi mesi, sono in programma diversi riesami intermedi per controllare i progressi tecnici e la fattibilità. Anche il costo del ritardo di due anni, totalmente a carico della NASA, è in corso di valutazione ed una stima verrà presentata nel mese di agosto ma si aggirerà intorno ai 150 milioni di dollari.