A giugno, l'Agenzia ha annunciato di aver incaricato una commissione di indagare sui cosiddetti fenomeni aerei non identificati (UAP), più comunemente definiti UFO. Lo studio indipendente inizierà il 24 ottobre, costerà meno di 100.000 dollari e durerà circa nove mesi. Esaminerà le osservazioni UAP raccolte in precedenza (solo quelle non classificate, tralasciando i dati militari sensibili), concentrandosi su come potrebbero essere meglio organizzate e analizzate in futuro per fare luce sui fenomeni ancora inspiegabili.

"Esplorare l'ignoto nello spazio e nell'atmosfera è al centro di chi siamo alla NASA", ha affermato Thomas Zurbuchen, amministratore associato della Science Mission Directorate (SMD) dell'Agenzia. "Capire i dati che abbiamo sui fenomeni aerei non identificati è fondamentale per aiutarci a trarre conclusioni scientifiche su ciò che sta accadendo nei nostri cieli", ha aggiunto. "I dati sono il linguaggio degli scienziati e rendono spiegabile l'inspiegabile".

"La NASA ha riunito alcuni dei principali scienziati del mondo, professionisti dei dati e dell'intelligenza artificiale, [e] esperti di sicurezza aerospaziale, tutti con un incarico specifico, che è di dirci come applicare il focus completo della scienza e dei dati all'UAP", ha detto Daniel Evans, assistente vice amministratore associato per la ricerca presso l'SMD.

 

Il team

Lo studio sarà presieduto dall'astrofisico David Spergel, presidente della Simons Foundation, orchestrato dal funzionario della NASA Daniel Evans e, con l'ultimo comunicato, sono stati svelati anche gli altri membri del gruppo:

- Anamaria Berea, professoressa associata di scienza computazionale e dei dati alla George Mason University, ricercatrice affiliata al SETI Institute di Mountain View, California e ricercatrice al Blue Marble Space Institute of Science di Seattle;
- Federica Bianco, italiana, nata a Genova e laureata in astronomia all'Università di Bologna, ora professoressa associata presso l'Università del Delaware nel Dipartimento di Fisica e Astrofisica, Biden School of Public Policy and Administration e scienziata senior al Multi-city Urban Observatoryo;
- Paula Bontempi, preside della Graduate School of Oceanography dell'Università di Rhode Island (URI) e professoressa di oceanografia all'URI;
- Reggie Brothers, partner operativo di AE Industrial Partners a Boca Raton, Florida ed ex CEO e membro del consiglio di BigBear.ai a Columbia, Maryland;
- Jen Buss, CEO del Potomac Institute of Policy Studies di Arlington, Virginia;
- Nadia Drake, giornalista scientifica freelance e scrittrice al National Geographic;
- Mike Gold, vicepresidente esecutivo di Civil Space and External Affairs presso Redwire a Jacksonville, Florida e precedentemente amministratore associato della NASA per Space Policy and Partnerships;
- David Grinspoon, scienziato senior presso il Planetary Science Institute di Tucson, in Arizona, e consulente della NASA per l'esplorazione spaziale;
- Scott Kelly, ex astronauta della NASA, pilota collaudatore, pilota di caccia e capitano della Marina degli Stati Uniti in pensione;
- Matt Mountain, presidente dell'Association of Universities for Research and Astronomy (AURA) e scienziato per le missioni Hubble e James Webb della NASA;
- Warren Randolph, vicedirettore esecutivo del dipartimento Accident Investigation and Prevention for Aviation Safety della Federal Aviation Administration (FAA) degli Stati Uniti;
- Walter Scott, vicepresidente esecutivo e chief technology officer presso la società di tecnologia spaziale Maxar, in Colorado;
- Joshua Semeter, professore di ingegneria elettrica e informatica alla Boston University e direttore del Center for Space Physics della scuola;
- Karlin Toner, direttore esecutivo ad interim dell'Office of Aviation Policy and Plans della FAA ed ex direttore della strategia globale della FAA;
- Shelley Wright, professoressa associata di fisica presso l'Università della California, Center for Astrophysics and Space Studies di San Diego.