Starlink, tanto per cambiare

La settimana è iniziata con il lancio di un Falcon 9 per la missione Starlink 7-3. Il decollo è avvenuto alle 8:48:20 UTC del 25 settembre 2023 dalla rampa SLC-4E della Space Force Base di Vandenberg, in Florida. Si è trattato del 69esimo lancio di SpaceX nel 2023.

La missione ha inserito in orbita 21 satelliti Starlink v2 Mini su un'orbita bassa terrestre di 286 x 297 chilometri.

Il primo stadio a supporto di questa missione, il B1075.6, aveva volato cinque volte in precedenza. B1076.6 aveva debuttato con un volo Starlink a gennaio e poi supportato il lancio SDA Tracking e altre quattro missioni Starlink. Dopo il lancio, il booster ha eseguito l'atterraggio sulla nave drone di SpaceX 'Of Course I Still Love You' (OCISLY), che si trovava di stanza a poco più di 600 chilometri al largo delle coste della California.

B1075.6 ha mantenuto un'ottima media di intervallo fra un volo e l'altro, circa 50 giorni. Da notare che i booster più recenti hanno dei tempi medi fra un volo e l'altro decisamente minore dei booster più 'anziani'.

Anche se non è noto se le due semi-ogive protettive utilizzate su questo lancio abbiano già volato in precedenza, il loro recupero è stato eseguito a circa 670 chilometri al largo, con la nave di recupero multiuso 'GO Beyond' di SpaceX.

Questa missione ha portato il numero totale di satelliti Starlink lanciati a 5.178, di cui 4.807 rimangono in orbita. 4.097 di questi si trovano attualmente nelle loro orbite operative.

Si è trattato del 156esimo lancio orbitale globale, l'83esimo per gli Stati Uniti.

 

La Cina fa 45

La Cina ha lanciato un razzo Chang-Zheng 4C (conosciuto come Lunga Marcia 4C o CZ-4C) dal Sito 9401 (SLS-2) del Centro Lancio Satelliti di Jiuquan, nel nordovest del Paese.

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Nella foto il decollo del CZ-4C con a bordo il satellite di telerilevamento Yaogan-33 04. Credito: Wang Jiangbo/Xinhua.

Il decollo è avvenuto il 27 settembre 2023 alle 4:15 del mattino, ora di Pechino (le 20:15:00 UTC del 26 settembre).

A bordo del razzo si trovava il satellite Yaogan-33 04 che verrà utilizzato per esperimenti scientifici, indagini sulle risorse del territorio, stime della resa dei raccolti e attività di prevenzione e soccorso in caso di catastrofi.

Il lancio è stata la 489esima missione di volo della serie di razzi vettori della serie Lunga Marcia.

Si è trattato inoltre del 157esimo lancio orbitale globale, il 45esimo per la Cina.

 

L'Iran segna un nuovo successo

Mercoledì 27 settembre 2023 l’Iran ha affermato di aver lanciato con successo un satellite per la raccolta di immagini della superficie terrestre dallo spazio, una mossa che potrebbe aumentare ulteriormente le tensioni con le nazioni occidentali che temono che la sua tecnologia spaziale possa essere utilizzata per sviluppare armi nucleari.

Il ministro iraniano delle Comunicazioni, Isa Zarepour, ha affermato che il satellite Noor-3 è stato messo in orbita a 450 chilometri sopra la superficie terrestre grazie ad un razzo Qased a tre stadi, lo ha riferito l’agenzia di stampa statale IRNA. Non è chiaro quando sia avvenuto esattamente il lancio anche se fonti non confermate parlano delle sei del mattino UTC dal sito missilistico di Sharud, nella provincia di Semnan, a circa 410 km dalla capitale Tehran.

Non vi è stata alcuna conferma immediata da parte dei funzionari occidentali del lancio o della messa in orbita del satellite. Le forze armate statunitensi non hanno risposto immediatamente a una richiesta di commento. Negli ultimi anni l’Iran ha avuto una serie di lanci falliti.

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Nell'immagine, tratta da un video della televisione iraniana, il decollo del razzo Qased con il satellite Noor-3. Credito: IRIB.

Il lancio più recente era stato effettuato dalla Guardia rivoluzionaria paramilitare iraniana e si era tenuto l'8 marzo 2022 ed aveva avuto pieno successo con l'invio in orbita del satellite Noor-2. Il generale Hossein Salami, comandante in capo della Guardia, ha detto alla TV di stato che il lancio è stata una “vittoria” e che il satellite raccoglierà dati e immagini.

Si stima che il satellite abbia un peso di 24 kg e possa ottenere immagini della superficie terrestre con una risoluzione da 6 a 4,8 metri.

Si è trattato inoltre del 158esimo lancio orbitale globale del 2023, il primo dell'anno per l'Iran.

 

La fine come l'inizio... Starlink

L'ultimo volo orbitale della settimana ha visto ancora protagonista un Falcon 9 per una missione Starlink, questa volta la 6-19.

Il decollo del razzo è avvenuto alle 22 locali (le 2:00 UTC del 30 settembre 2023) dalla rampa SLC-40 di Cape Canaveral, in Florida.

Le previsioni meteorologiche rilasciate dallo Space Launch Delta 45 prevedevano una probabilità del 40% di condizioni meteorologiche favorevoli per il decollo il giorno del lancio principale. In caso di ulteriore ritardo, c’era un’opportunità di lancio di riserva circa 24 ore dopo, dove il tempo sarebbe peggiorato fino a raggiungere solo il 35% di possibilità di lancio.

La missione Starlink Group 6-19 prevedeva un altro lotto di 22 satelliti Starlink v2 Mini che sono stati lanciati nella costellazione di seconda generazione di Starlink (Starlink Gen 2).

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Nella foto uno spettacolare time laps del decollo del Falcon 9 da Cape Camaveral per la missione Starlink 6-19. Credito: SpaceX.

Prima del lancio, la nave drone di SpaceX 'A Shortfall Of Gravitas' (ASOG) e la nave di recupero multiuso 'Doug' erano salpate da Port Canaveral subito dopo l’alba del 25 settembre.

Il primo e il secondo stadio di questa missione sono partiti dalla struttura HangarX dell'azienda presso il Kennedy Space Center fino alla piattaforma il giorno successivo, il 26 settembre. Il booster, B1069.10, ha volato ora per la decima volta dopo aver precedentemente supportato i lanci di CRS-24, Gruppo Starlink 4-23, Hotbird 13F, OneWeb-15, Gruppo Starlink 5-3, SES-18 e SES-19, Gruppo Starlink 5-6, Gruppo Starlink 5-12 e Gruppo Starlink 6-9. Il B1069 è diventato l'undicesimo booster a volare fino a dieci volte.

B1069.10 è atterrato regolarmente su ASOG circa 8 minuti dopo il decollo. Poco dopo la sua separazione dal primo stadio, il secondo stadio ha acceso il suo motore Merlin 1D Vacuum (MVacD) per circa sei minuti, inserendo se stesso e i satelliti Starlink in un'orbita di parcheggio preliminare.

Circa 30 secondi dopo l’accensione dell’MVacD, le due semi-ogive protettive del carico utile si sono separate e rientrate sulla Terra, precipitando a circa 650 chilometri di distanza dal sito di lancio. Queste sono state poi recuperate da 'Doug', che ha svolto anche il ruolo di imbarcazione per il recupero delle semi-ogive e da rimorchiatore della nave drone per questa missione.

Cinquantaquattro minuti dopo il lancio, il secondo stadio ha riacceso il motore per una breve accensione di due secondi al fine di aumentare il perigeo dell'orbita, mirando all'orbita di dispiegamento di 284 x 294 chilometri. I satelliti sono stati rilasciati dieci minuti dopo.

Con questa missione SpaceX ha aggiunto altri 22 satelliti Starlink v2 Mini alla sua costellazione Starlink, portando il numero totale di satelliti lanciati a 5.200. Di questi, 4.827 rimangono in orbita mentre 4.199 satelliti sono ora nelle loro orbite operative.

Si è trattato inoltre del 159esimo lancio orbitale globale del 2023, l'84esimo per gli Stati Uniti.