Premessa

 Il film di cui parlo (2001, brevemente) è un capolavoro assoluto, probabilmente il più bel film di fantascienza mai realizzato e universalmente riconosciuto come uno dei più importanti nella storia del cinema.

 Questa è una premessa doverosa, perchè desidero mettere subito in chiaro che la mia non vuole essere una critica feroce, cinica o distruttiva verso un'opera che continuo ad ammirare anche dopo averla vista almeno una dozzina di volte. Del resto non potrei mai, è stato uno dei pochi film che ha influenzato davvero la mia vita, come quella di molte altre persone. Quello che presento è semmai un omaggio e una analisi rispettosa, alla ricerca dei pochissimi punti deboli soprattutto dal punto di vista scientifico, in quella che è altrimenti un'opera impeccabile al cui rigore molti hanno tentato di avvicinarsi senza raggiugerlo. Proprio il rigore scientifico e l'attenzione ai dettagli che caratterizzano questo film portano a notare anche le minime imperfezioni, cosa che in altri frangenti non si tende a fare perchè, in film più commerciali o "mainstream", la "sospensione dell'incredulità" ha un ruolo essenziale che ci rende indulgenti davanti alle incongruenze scientifiche. 

 Verranno accennate, dove serve, le tecniche innovative con cui è stato realizzato, i limiti con cui il regista si è dovuto scontrare e il modo in cui è riuscito eventualmente ad aggirarli. Ci saranno riferimenti ad alcune visionarie anticipazioni che il regista Stanley Kubrick e i suoi collaboratori (primo fra tutti lo scrottore e co-sceneggiatore Arthur C. Clarke) hanno saputo dare delle tecnologie attuali.

 Alcune osservazioni e considerazioni (quelle più tecniche, in genere) sono personali mentre, in altri casi, mi sono avvalso delle informazioni da varie fonti, in particolare quelle riportate nella sitografia finale. 

 L'analisi si soffermerà sui vari capitoli in cui è diviso il film, accennando anche ad alcune curiosità sulla lavorazione e ad alcuni dettagli poco noti. Avendo a disposizione la versione restaurata in 4K HDR, la qualità del materiale di partenza era già eccellente ma, spesso, gli screenshots sono stati elaborati, esaltando i dettagli, il contrasto e il cromatismo, per rendere ancora meglio l'effetto che dovevano avere in una buona sala di proiezione.

 

0) Prologo

 La famosa scena introduttiva, sulle solenni note di "Così parlò Zarathustra" di Strauss, mostra un allineamento di corpi celesti (Sole, Terra e Luna) che si riproporrà in vari momenti del film. Sebbene evocativa, la scena è impossibile per almeno un paio di motivi.

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Fig. 0a) fotogramma originale (errato) nella sequenza di apertura - Credits: S.Kubrick/MGM

 La prima obiezione è che il punto di ripresa, a giudicare dalla dimensioni apparenti della Luna eclissata, deve trovarsi poco oltre il nostro satellite naturale; per la precisione, sulla base del rapporto tra i diametri apparenti di Terra e Luna, siamo a quasi 24000 km dal centro della Luna. Da questa posizione, è facile calcolare che il nostro pianeta dovrebbe apparire 3,35 volte più grande del disco solare. Invece, facendo una misura sui fotogrammi della sequenza, tale rapporto risulta decisamente più alto, circa 4,5:1, una situazione che può verificarsi solo stando decisamente più vicini alla Terra di quanto sia la Luna!

 Inoltre, la "fase" della Terra è imprecisa nel senso che, considerando l'illuminazione in controluce dal Sole, la porzione di Terra illuminata dovrebbe essere molto più sottile e debole, soprattutto all'inizio della sequenza. In alternativa, assumendo invece come giusta l'illuminazione terrestre, il Sole dovrebbe apparire molto più in alto e la Luna dovrebbe essere ben fuori dal cono d'ombra, apparendo quindi anch'essa come una falce illuminata, anziché eclissata! Invece, la falce terrestre ampia indica un angolo di illuminazione di circa 28° (angolo tra la congiungente Sole-osservatore e i raggi solari che illuminano il terminatore).

 Di seguito, una grafica (in scala) che illustra entrambe le opzioni possibili; viene anche mostrato il cono d'ombra terrestre (più scuro dello sfondo).

Opzioni

Fig. 0b) Si veda la descrizione nel testo - Processing: Marco Di Lorenzo

 Nelle immagini seguenti ho cercato di correggere il fotogramma originale, seguendo queste due possibili opzioni. Nella prima, la Luna rimane eclissata nel cono d'ombra, ma è rossastra a causa della luce crepuscolare diffusa dall'atmosfera terrestre (come realmente appare durante le eclissi di Luna), mentre la falce della Terra è molto più sottile; essenzialmente, si tratta infatti della suddetta luce diffusa attraverso l'atmosfera e quindi anche un po' arrossata. Nella seconda viene mostrata la Luna illuminata direttamente dal Sole in controluce, ma quest'ultimo è posizionato più in alto per essere coerente con una illuminazione meno radente (qui il rigore sugli angoli non è assoluto e inoltre avrei dovuto utilizzare una immagine del lato nascosto invece di una ripresa al telescopio da Terra); naturalmente, il Sole è stato ingrandito per rispettare le giuste proporzioni. Probabilmente, la prima versione riflette meglio anche le intenzioni originali del regista.

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Figg. 0c, 0d) Come dovrebbe apparire la sequenza di apertura - Credits: S.Kubrick/MGM - Processing: Marco Di Lorenzo
 Una idea di come dovrebbe realmente apparire la scena è arrivata dalla recente missione Artemis-1, durante la quale la capsula Orion si è trovata in una posizione simile, però in assenza di eclisse di Luna. Nella versione originale, Luna e Terra mostrano una illuminazione simile a quella di 2001 ma il Sole è ben al di fuori dal campo inquadrato; qui ho invece creato una versione processata ed ampliata, in cui è stato aggiunto un "Sole virtuale" nel rispetto delle proporzioni suddette.
 

 

1) L'Alba dell'Uomo

 Questa prima parte, che in realtà è stata girata per ultima, mostra il punto di svolta dell'umanità, avvenuto 4 milioni di anni fa. Anche qui, alla prima comparsa del monolito, fa di nuovo capolino una "configurazione impossibile", con una falce di Luna che non può essere così ampia e luminosa dato l'angolo ridottissimo che la separa dal Sole; inoltre quest'ultimo, anche se parzialmente coperto, sembra avere un diametro più grande mentre, come noto, i due corpi celesti visti da Terra appaiono praticamente uguali in dimensioni,

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Fig.1a) Il disco del Sole, estrapolato nella parte coperta dal monolito (linea rossa tratteggiata) ha un diametro che è circa il 50% maggiore rispetto a quello della Luna. - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Gli scenari sono suggestivi e grandiosi, anche se girati all'interno di uno studio cinematografico. Questo perchè Kubrick si è avvalso di una ingegnosa tecnica per proiettare frontalmente fotografie scattate in esterno su un grande schermo posto dietro gli attori-scimmia e alla scenografia in cui essi si muovono. Tuttavia, guardando attentamente le vecchie versioni su DVD e BluRay, in diverse inquadrature si notano strani aloni e strisce scure, statici sullo sfondo, simili a pennellate o impronte di sporcizia!

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Fig.1b) Esempio delle strane "pennellate" nel cielo (qui amplificate tramite contrasto) - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Queste imperfezioni erano percepibili anche nella proiezione cinematografica e, dato il perfezionismo proverbiale di Kubrik nel preparare e riprendere le scene, appaiono incomprensibili in quanto abbastanza palesi, almeno ai miei occhi  Esse sono presumibilmente dovute ad imperfezioni nel grande schermo su cui venivano proiettate le fotografie, oppure nello speciale specchio semitrasparente del sistema di proiezione utilizzato. In ogni caso, il problema sembra essere stato completamente rimosso nella nuova versione 4K restaurata, come mostrato dai due fotogrammi qui sotto, oppure comunque è stato fortemente ridimensionato grazie ad una opportuna regolazione del contrasto o della "curva gamma" in quella porzione. Si noti anche la forte vignettatura nell'angolo in alto a sinistra, un altro difetto evidente di alcune scene, legato evidentemente alle ottiche utilizzate e che è stato anche lui parzialmente corretto nella nuova versione.

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Fig. 1c) Due screenshots della stessa scena (la battaglia tra le scimmie per il possesso dell'acqua); in alto, un dettaglio della versione Blu-Ray, con evidenti macchie scure nella porzione superiore di cielo. In basso, la stessa inquadratura nella nuova versione 4K, dove il difetto sembra essere stato rimosso o comunque molto attenuato. - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 

2) Un balzo nel futuro

 Dopo un salto temporale di 4 milioni di anni, eccoci nel 1999, nello spazio intorno alla Terra. Le note del "Bel Danubio Blu" accompagnano il movimento di una serie di satelliti di varie nazionalità: prima uno americano, poi tedesco, poi francese e infine uno cinese* (come si deduce dalle insegne, difficili da notare ed ingrandite nella figura sottostante).

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Fig.2a) Mosaico dei quattro satelliti con ingrandimento dei vessilli riconoscibili sulla loro superficie - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Mentre per le prime tre sequenze c'è una coerenza almeno approssimativa nell'illuminazione dei satelliti, il quarto mostra una illuminazione innaturale, come se una luce diffusa provenisse prevalentemente dal basso; invece, sia il pianeta che la Luna (che appare negli attimi finali della sequenza) sono direttamente illuminati dall'alto e quasi frontalmente, pertanto anche il satellite dovrebbe mostrare, in prevalenza, una illuminazione di questo tipo. Naturalmente, l'ipotesi che Kubrick volesse mostrare il satellite nel cono d'ombra della Terra e magari illuminato dalla Luna è resa impossibile dalla configurazione degli altri corpi celesti.

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Fig. 2b) Il satellite russo illuminato dal basso (unione coerente di tre fotogrammi dalla stessa sequenza) - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Ed ecco apparire la celebre stazione rotante "Space Station IV" e l'affusolato spazioplano "Orion III". Entrambi fanno intuire che Kubrick si è avvalso della consulenza di veri esperti aerospaziali, in particolare l'ingegnere F.I.Ordway del Marshall Spaceflight Center. Già all'epoca delle missioni Apollo, infatti, si cominciavano a studiare possibili veicoli più avanzati e riutilizzabili, idee si sono poi concretizzate nel progetto Space Shuttle e non solo.

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Fig. 2c) La stazione orbitante e lo spazioplano nella loro prima apparizione, in due fotogrammi distinti - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 In una celebre sequenza, mentre il passeggero (il dottor H. Floyd) dorme con il braccio fluttuante sulla poltrona nello spazioplano, una hostess compare in fondo al corridoio ed avanza per recuperare quella che sembra la penna stilografica sfuggita al passeggero, che fluttua in assenza di peso. Come mostrato qui sotto, la hostess indossa delle "grip shoes", presumibilmente con velcro, ma se la memoria non mi inganna, il termine venne impropriamente tradotto nelle vecchie versioni per le sale italiane come "scarpe magnetiche". Proprio durante il primo piano delle calzature, però, si rimane sconcertati dall'inciampo evidente della ragazza, con una dinamica possibile solo in presenza della gravità. Simili errori grossolani appaiono anche in altri momenti del film e francamente è strano che Kubrick non ci abbia dato peso (mi si consenta il gioco di parole!).

Grip Penna

Fig. 2d) La hostess inciampa (in basso) e poi, avanzando e barcollando, si china e raccoglie la penna di Floyd (in alto) - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Sempre nella sequenza di recupero della penna, una visione attenta rivela il trucco utilizzato: la penna era attaccata ad una lastra di vetro che veniva fatta ruotare davanti all'obiettivo della cinepresa e in effetti la comparsa di alcuni piccoli graffi, riflessi e granelli di polvere in movimento al margine superiore della ripresa rivelano la presenza di tale lastra; anche il lievissimo sforzo effettuato dalla hostess per afferrare la penna tradisce il trucco. Si tratta comunque di difetti difficili da notare e la sequenza, nel complesso, risulta molto efficace.

2001 2 vetro Fig. 2e) Alcuni dettagli in movimento (tratti da diversi fotogrammi e ingranditi) tradiscono la presenza di una lastra di vetro cui è attaccata la penna - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Passando alla "Space Station V", splendidamente dettagliata e realistica, il suo verso di rotazione appare inizialmente orario (se ci mettiamo dal lato di "attracco" dello shuttle, con la porzione ancora parzialmente in costruzione sul retro). Poi, come molti hanno fatto notare, nella fase finale di approccio esso diventa clamorosamente anti-orario! Una ulteriore inversione del verso di rotazione sembra esserci anche in seguito, guardando il movimento apparente della Terra dai finestroni sulla stazione una volta che Floyd è a bordo. Inoltre, e questo non lo ha notato nessuno, l'asse di rotazione della stazione in queste ultime riprese dall'interno è diretto quasi esattamente verso la Terra, mentre nelle riprese "esterne" esso appariva orientato in una direzione completamente differente, quasi 90° rispetto al pianeta (improvviso cambio di assetto?).

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Fig. 2f) Il momento della conversazione di Floyd con sua figlia al videotelefono, a bordo della Station V, mentre la Terra ruota sullo sfondo - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Un altro problema scientificamente interessante riguarda la velocità di rotazione della stazione orbitante. La forza centrifuga dovrebbe servire a fornire una "gravità artificiale" sufficiente ad eliminare gli effetti indesiderati di una lunga permanenza a gravità zero, pertanto ci si aspetta che tale accelerazione fittizia sia uguale o perlomeno confrontabile con quella terrestre (ragionevolmente compresa tra 0,5 e 1 g, come suggeriscono anche i movimenti naturali delle persone al suo interno, nella scena successiva). Invece, sulla base del diametro di 300÷400 metri (dedotto sia dalle immagini che dalle informazioni in rete) e dal periodo di rivoluzione di 55÷80 secondi (a seconda di quale sequenza del film si guardi) risulta una accelerazione centrifuga compresa tra 0,9 e 2,6 m/s2 (9÷27% dell'accelerazione di gravità), dunque decisamente bassa! La possibile spiegazione è che in realtà nella stazione venga simulata la gravità lunare (17% di quella terrestre), per assuefare i viaggiatori a quella situazione, ma in tal caso il "peso" ridotto si dovrebbe vistosamente riflettere nei movimenti delle persone. Come vedremo, un problema analogo, ma più grave, si presenterà per la centrifuga all'interno dell'astronave Discovery.

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 Fig. 2g) Sulla Station V, Floyd incontra una delegazione di scienziati russi, notare la curvatura del pavimento e del soffitto - Processing: Marco Di Lorenzo

 Ancora più problematica dovrebbe essere l'accelerazione estremamente bassa per il personale che opera nel mozzo della stazione, perchè la forza centrifuga è proporzionale alla distanza dall'asse di rotazione, a parità di periodo. Invece, come si vede nel seguente screenshot dell'hangar che sta per ospitare lo spazioplano, le persone che stazionano nelle zone pressurizzate dietro ai 4 finestroni sembrano anche loro in un regime di gravità simile a quella terrestre, anche se questa affermazione non può essere categorica dato che gli attori si muovono poco; diciamo che nella realtà, avrebbero certamente bisogno dell'ausilio di "grip shoes" anche loro!

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Fig. 2h) L'hangar della SS-V durante l'approccio di Orion - Credits: MGM/S.Kubrick - Processing: Marco Di Lorenzo

 Una ulteriore osservazione a margine, valida anche nella scena introduttiva del prologo e per le successive riprese lunari, è che in tutte queste sequenze l'illuminazione solare è sempre diretta e qualsiasi cinepresa che lavori con impostazioni diurne non sarebbe in grado di catturare anche la flebile luce delle stelle sullo sfondo. Kubrick, grande esperto di illuminazione, era probabilmente conscio di questo fatto ma si deve essere concesso questa "licenza" per rendere le scene più ricche e coinvolgenti, altrimenti i veicoli si sarebbero mossi su uno sfondo completamente nero e monotono, come del resto appare anche il cielo lunare durante le riprese fatte dagli astronauti nelle missioni Apollo! Del resto, tutti i film di fantascienza precedenti e successivi a 2001 hanno praticamente replicato questo "errore" senza eccezioni e questo ha contribuito forse ad alimentare, tra chi non si intende di fotografia, lo scetticismo nei confronti delle immagini con cielo nero scattate dagli astronauti delle missioni Apollo sulla Luna. Paradossalmente, molti di questi complottisti ritengono che sia stato proprio Kubrick, segretamente incaricato dalla NASA, a girare il falso sbarco lunare!  

[fine prima parte]

* nota scritta poco dopo la pubblicazione: un amico esperto mi ha fatto giustamente notare che avevo erroneamente interpretato il vessillo del quarto satellite come russo, invece è probabilmente cinese poiché molto simile a quello dell'Esercito Popolare della Liberazione, riportato qui sotto

Vessillo