Oggi si è generata una certa confusione di notizie in merito al viaggio della sonda della NASA Voyager 1.
Un documento accettato per la pubblicazione dall'American Geophysical Union riporta che la Voyager 1 non subisce più l'influenza del Sole ed è uscita dall'eliosfera. Ma leggendo con attenzione, si nota che i dati a cui si fa riferimento sono gli stessi resi noti dagli scienziati i primi dello scorso dicembre.

Il destino di molti veicoli spaziali è quello di far perdere le loro tracce nello spazio profondo ma le sonde gemelle della NASA GRAIL hanno avuto ben altra sorte: la loro missione si concluse con un impatto controllato sulla superficie lunare a dicembre 2012.

Quale immagine scegliere per rappresentare gli ultimi risultati rilasciati ieri nel corso del Lunar and Planetary Science Conference tenutosi in Texas?
Curiosity ha ottenuto ulteriori prove che l'acqua una volta scorreva copiosa nel cratere Gale e le sue tracce sono rimaste intrappolate nelle vene minerali all'interno delle rocce.

Lunedì, 18 Marzo 2013 05:38

NASA Cassini: ultimo flyby su Rhea

Il 9 marzo la sonda della NASA Cassini ha scattato le ultime foto ravvicinate alla grande e gelida luna di Saturno, Rhea, butterata e modellata da urti violenti.

Il flyby di sabato scorso è stato l'ultimo previsto intorno alla superficie di Rhea fino al 2017, quando la missione terminerà con una caduta controllata della sonda nell'atmosfera di Saturno.

In base ad un report pubblicato sul sito arxiv.org, strutture simili ad alghe fossili sarebbero state scoperte all'interno di alcuni frammenti di un meteorite precipitato nello Sri Lankan: secondo gli astrobiologi, una chiara prova di panspermia e del fatto che la vita esiste in tutto l'Universo.

Il 29 dicembre 2012 una palla di fuoco illuminò il cielo della provincia di Polonnaruwa nello Sri Lankan e i testimoni riferirono di aver visto diversi frammenti raggiungere il suolo. La gente del posto aveva anche segnalato un forte odore di catrame o asfalto

Domenica, 17 Marzo 2013 09:50

La Storia Infinita: il bosone di Higgs

Se sembra Higgs, agisce come Higgs e decade come Higgs allora probabilmente è Higgs!
Così, il 14 marzo è arrivata la conferma: la particella annunciata lo scorso 4 luglio 2012, era il Bosone di Higgs.

E' sabato mattina, mi alzo e mi preparo una bella tazza di caffè. Come sempre accendo il computer per leggere le ultime notizie e fare il consueto tour tra i siti scientifici alla ricerca dell'ultima scoperta.
Digito www.nasa.gov e non appena il browser carica la home page, ho un sussulto: tra le sei top news in alto a sinistra spicca un panorama del monte Sharp ottenuto con le immagini di Curiosity.

Nella vorticosa atmosfera di Giove, le zone senza nuvole sono essenzialmente una rarità tanto da essere definite "Hot Spot". Fino ad oggi, non si è mai saputo molto sulla loro formazione e distribuzione, in particolare sul motivo per cui si formano prevalentemente intorno all'equatore.

Ora, utilizzando le immagini della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno identificato, per la prima volta, l'onda responsabile dei movimenti presenti nelle tipiche correnti a getto atmosferiche e degli Hot Spot di Giove, ritrovando un modello già visto anche nelle dinamiche terrestri.

La vegetazione alle latitudini più settentrionali del nostro pianeta assomiglia sempre di più a quella delle latitudini più a sud: questo sarebbe il risultato di uno studio finanziato dalla NASA, basato su 30 anni di osservazioni.

Un team internazionale di ricercatori universitari e scienziati della NASA hanno esaminato la relazione tra i cambiamenti di temperatura della superficie terrestre e la crescita della vegetazione dai 45 gradi di latitudine nord fino al Mar Glaciale Artico.

Dopo dibattiti e correnti di pensiero, arriva la conferma ufficiale: Marte poteva sostenere la vita.

Ieri si è tenuto il briefing sui risultati del primo campione di roccia marziana prelevato dal target John Klein.
I dati hanno evidenziato zolfo, azoto, idrogeno, ossigeno, fosforo e carbonio, alcuni degli ingredienti chimici fondamentali per la vita.

Mentre il rover di ultima generazione Curiosity è alle prese con un problema al computer principale, in via di risoluzione, poco più in la, su Marte, Opportunity continua ad esplorare la zona di Matijevic Hill, cercando di caratterizzare l'area nel miglior modo possibile, prima di intraprendere un nuovo percorso verso sud, fino all'area selezionata dal team di missione per trascorrere il prossimo inverso marziano.

I lavori di Opportunity a Matijevic Hill dovrebbero concludersi in un paio di settimane in modo che il rover sia sulla strada per Solander Point non più tardi del 9 maggio.

Grazie allo SHARAD (Shallow Subsurface Radar), lo strumento radar dell'ASI (Agenzia Spaziale Italiana) montato a bordo della sonda NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), gli scienziati hanno potuto ricostruire, per la prima volta, in 3D, i canali sotterranei di Marte, creati da violenti inondazioni.

Nel corso degli anni, MRO ha restituito numerose immagini di canali marziani, attribuiti alle inondazioni degli ultimi 500 milioni di anni, periodo durante il quale, Marte è sempre stato considerato freddo e secco.

Il prossimo martedì, alle 19:00 ora italiana, la NASA ha fissato una conferenza stampa sui risultati delle prime analisi del campione di roccia marziana, John Klein, prelevato da Curiosity con la prima perforazione.

Secondo un report pubblicato su space.ref, voci di corridoio farebbero pensare che Curiosity abbia trovato carbonio organico su Marte, ossia un ingrediente chiave per la vita.

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[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

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