Da anni gli uomini sognano di andare su Marte ma la tecnologia utilizzata nell'attuale esplorazione spaziale ha dei limiti che rendono il viaggio lungo ed insidioso. Ora gli astronauti potrebbero essere un passo più vicini al Pianeta Rosso grazie ad un nuovo motore a fusione nucleare, la stessa energia che alimenta il Sole e le stelle.

Venerdì, 05 Aprile 2013 05:29

I vulcani di Io? Sono nel posto sbagliato!

La luna di Giove, Io, è uno dei mondi più attivi dei nostro Sistema Solare, con centinaia di vulcani, fontane di lava ed eruzioni fino a 400 chilometri di altezza ma la sua attività vulcanica non si trova nel punto previsto dai modelli, dicono gli scienziati della NASA e dell'Agenzia Spaziale Europea ESA.

La sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter è riuscita a riprendere diverse immagini, tanto da poter realizzare una sequenza, delle variazioni, nella forma e nella posizione, del paracadute di Curiosity dal giorno dell'atterraggio ad oggi.

Osservando la turbolenta atmosfera del nostro Sole, il Solar Terrestrial Relations Observatory B (STEREO-B) è riuscito a catturare una foto ricordo della Terra con l'ospite celeste, la cometa PanSTARRS.

E' stata visibile dall'emisfero nord ma la sonda STEREO-B ha avuto senz'altro una vista privilegiata.

La Russia ha manifestato un rinnovato interesse per l'esplorazione della Luna: il programma è stato presentato Igor Mitrofanov dell'Institute for Space Research (IKI) di Mosca, durante il 54° Microsymposium, tenutosi in Texas il 16 e il 17 marzo, su "Lunar Farside and Poles — New Destinations for Exploration".

Le dune di Marte, soprattutto quelle al polo nord, potrebbero ospitare acqua liquida non molto sotto la loro superficie ghiacciata: la scoperta si basa su una ricerca effettuata in Alaska ed apre nuove ipotesi sul recente ambiente marziano.

Oggetto dello studio sono state le dune del Kobuk Valley National Park, circa 600 chilometri a nord di Fairbanks, in Alaska.

Habemus Papam!
In effetti, una fumata bianca c'è ma su Marte e non riguarda certo i recenti eventi istituzionali.

Alcuni forse le ricordano mentre altri le avranno dimenticate ed altri non le avranno ancora viste, sto parlando delle immagini scattare a luglio 2009 dalla camera VMC (Visual Monitoring Camera) a bordo della sonda ESA Mars Express, in orbita intorno a Marte dal 2003.

La sonda Mars Express dell'ESA avrà un importante ruolo come supporto alle comunicazioni durante quelli che sono stati definiti i "sette minuti di terrore" che precedono l'atterraggio.

Inoltre, la sonda dell'ESA ha fornito dati preziosi per migliorare e restringere il punto di atterraggio.

Ripresa il 17 e il 18 gennaio con la sonda della NASA Deep Impact, quando era ancora oltre l'orbita di Giove, la cometa C/2012 S1 (ISON) è stata osservata dagli astronomi dell'Università del Maryland, a College Park (UMCP), e del Lowell Observatory tramite il satellite della NASA Swift.

Utilizzando le immagini degli ultimi mesi ottenute dal Ultraviolet/Optical Telescope (UVOT) a bordo del satellite, il team è riuscito a stimare il quantitativo d'acqua contenuto nella cometa, la produzione di polveri e le dimensioni del suo nucleo.

Nel corso degli anni gli esseri umani hanno inviato decine di sonde e rover verso il Pianeta Rosso. Oggi ci sono tre satelliti attivi in orbita, mentre due rover, Opportunity e Curiosity, passeggiano in superficie sulle rosse sabbie marziane ma il Marte che conosciamo oggi ben presto potrebbe cambiare.

C'è una possibilità, piccola ma non trascurabile, che la cometa C/2013 A1 (Siding Spring) possa colpire Marte ad ottobre 2014: le stime attuali valutano una probabilità di impatto di 1 su 2000.

Gli scienziati potrebbero aver scoperto il primo meteorite proveniente da Mercurio.

Secondo Anthony Irving, dell'University of Washington, la roccia verde trovata in Marocco lo scorso anno, chiamata  NWA 7325, potrebbe essere il primo reperto noto del pianeta più interno del nostro Sistema Solare.

I risultati sono stati presentati al 44° Lunar and Planetary Science Conference, in Texas.

Chiunque fosse alla ricerca di qualche reperto risalente ai primi giorni della nascita del nostro Sistema Solare, probabilmente potrà trovare tutto in un unico posto: il sistema di Saturno.

Un nuovo studio, basato sui dati provenienti dalla sonda della NASA Cassini, suggerisce che le lune di Saturno e i suoi anelli sono reperti di antiquariato della nascita del nostro Sistema Solare: anche se in superficie hanno catturato materiale "recente", risalgono a più di 4 miliari di anni fa.

Mercoledì, 27 Marzo 2013 05:40

Un nuovo studio sui ricchi geyser di Encelado

geyser di Encelado, i getti che si sprigionano dal polo sud della piccola luna ghiacciata di Saturno, sono stati scoperti in questi nove anni di missione dalla sonda della NASA Cassini: vere e proprie eruzioni di ghiaccio che arrivano da fratture nella crosta, causate probabilmente dalle azioni mareali esercitate dalla forza di attrazione gravitazionale di Saturno.

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[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

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