La NASA ha realizzato il suo primo panorama interattivo 360° da 1,3 miliardi di pixel.

Oltre 900 immagini raccolte dalle fotocamere del rover tra il 5 ottobre e il 16 novembre 2012 quando si trovava nel sito di Rocknest, dove è stato raccolto il primo campione di polvere marziana da una piccola duna di sabbia.

Da molti anni gli scienziati studiano i meteoriti marziani arrivati sulla Terra ma queste rocce spaziali, anche se classificate come provenienti dal Pianeta Rosso, presentano molte differenze con le rocce studiate sulla superficie dai rover.

Il nichel, che caratterizza la maggior parte delle rocce presenti sul pianeta, è invece contenuto in quantità decisamente minori nei meteoriti provenienti da Marte.

Martedì, 18 Giugno 2013 21:10

I veloci venti di Venere sempre più veloci

I dati della sonda dell'ESA Venus Express hanno rilevato che i venti che governano la movimentata atmosfera di Venere, sono costantemente aumentati durante gli ultimi 6 anni di osservazioni.

Tracciando i movimenti delle nubi a circa 70 chilometri sopra la superficie del pianeta, nel corso di un periodo di 10 anni venusiani (6 anni terrestri), gli scienziati sono stati in grado di monitorare i modelli a lungo termine della velocità del vento a livello globale.

La cometa (C/2012 S1) ISON, già definita la "Cometa del Secolo" sembra essersi bloccata a magnitudine +16 (10.000 volte più debole di una luminosità percepibile ad occhio nudo) mentre attraversa la cintura di asteroidi tra Marte e Giove ma secondo le ultime stime, potrebbe ancora diventare uno spettacolo per fine anno.

Quindi, cosa ci possiamo aspettare da questa cometa? Averla definita con molto anticipo "Cometa del Secolo" rischia di diventare fonte di imbarazzo?

Un gruppo di ricercatori dell'Università delle Hawaii, del Manoa NASA Astrobiology Institute (UHNAI), ha identificato alte concentrazioni di boro in un meteorite marziano: la scoperta implica che su Marte poteva esistere la chimica necessaria per la formazione di ribosio, un componente chiave del RNA (acido ribonucleico).

Secondo una nuova ricerca pubblicata sulla rivista Nature Geoscience, un'ondata di freddo 116 milioni di anni fa, avrebbe innescato negli ecosistemi, crisi simili a quelle osservate per il riscaldamento globale.

Lo studio internazionale che coinvolge gli esperti provenienti dalle università di Newcastle, Regno Unito, Colonia, Francoforte e GEOMAR-Kiel, conferma il legame tra raffreddamento globale e crash nell'ecosistema marino durante il periodo serra a metà del Cretaceo.

Come era stato annunciato nella conferenza del 5 giungo, Curiosity ha iniziato il suo percorso a ritroso in direzione del Monte Sharp.

La prima sosta è stata Point Lake, un affioramento roccioso che durante il viaggio di andata era stato osservato da una distanza di 25 metri.

Un team di ricercatori, grazie alle immagini del telescopio spaziale Hubble della NASA, potrebbe aver scoperto un pianeta extrasolare in formazione molto piccolo e molto distante dalla sua stella madre, la nana rossa TW Hydrae. Un pianeta che non dovrebbe esistere secondo gli attuali modelli.
La scoperta aggiunge, così, nuove importanti informazioni sulla grande varietà di sistemi planetari presenti nella nostra Galassia, mettendo in discussione le nostre conoscenze.

Il perclorato, la sostanza che ricopre la superficie marziana, inizialmente ritenuto un nemico per eventuali forme di vita perchè molto ossidante, ora è considerato un'importante fonte di energia chemoautotrofica, che potrebbe sostenere la vita microbica nel sottosuolo.
Ma un aspetto negativo rimane: potrebbe infatti costituire un problema per i primi esploratori del Pianeta Rosso.

Non c'è che dire, se le eclissi sulla Terra sono da sempre uno spettacolo della natura a cui l'uomo assiste rapito fin dai tempi dei tempi, le sonde della NASA Solar Dynamics Observatory (SDO) e Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) hanno sicuramente un punto di vista privilegiato.
Ad esempio, due o tre volte l'anno accade che la Luna passa tra il Sole e la sonda SDO, bloccando la vista ma permettendo riprese mozzafiato.

I ricercatori della missione Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) della NASA hanno scoperto che le temperature nell'atmosfera marziana oscillano regolarmente ben due volte al giorno.

"Vediamo un massimo di temperatura nel mezzo della giornata ma abbiamo anche una temperatura massima poco dopo la mezzanotte", spiega Armin Kleinboehl del NASA Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, autore principale del nuovo studio.

Un nuovo studio della NASA indica che il ghiaccio secco di Marte può scivolare verso il basso, su cuscinetti di gas, come un hovercraft in miniatura, lasciando chiare tracce sulle dune di sabbia.
I ricercatori ritengono che questo processo spieghi una classe engmatica di calanchi, identificati grazie alle immagini della sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).
Esperimenti sulle dune di sabbia sulla Terra, nello Utah e in California, confermerebbero l'ipotesi.

Anche se gli scienziati hanno ascoltato l'Universo per anni alla ricerca di altre forme di vita, ben poco è stato fatto per inviare nostri segnali mirati nel cosmo.
Chiamati METI (Messaging to Extraterrestrial Intelligence) o Active SETI (Search for Extraterrestrial Intelligence), in realtà finora, sono stati solo brevi lampi di informazioni.

Il dr. Jacob Haqq-Misra è il leader di un team di scienziati ed imprenditori che sta per lanciare una nuova iniziativa "Lone Signal" (letteralmente Segnale Solitario) che invierà il primo treno continuo di messaggi nello spazio, a partire da questo mese.

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Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

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