In base ai dati della sonda della NASA Cassini, gli scienziati hanno scoperto che i geyser di Encelado sono influenzati dall'orbita della luna stessa e dalla sua vicinanza con Saturno.

Il nuovo studio, pubblicato questa settimana sulla rivista Nature, mostra, per la prima volta, in modo chiaro ed inequivocabile le variazioni dei pennacchi del polo sud della luna.

La scoperta, così, aggiunge ulteriori prove che, sotto la sua crosta ghiacciata, si nasconde un oceano di acqua liquida.

Per la prima volta, da quando l'uomo ha iniziato a scoprire pianeti extrasolari, circa 20 anni fa, è stato osservato in raggi X un esopianeta oscurare la sua stella stella madre.

L'allineamento è avvenuto nel sistema HD 189733, a 63 anni luce dalla Terra.

Gli osservatori Chandra X-ray della NASA e XMM Newton dell'ESA hanno potuto sfruttare questa occasione unica per studiare l'eclissi in raggi X.

E' stato uno degli eventi astronomi del mese di luglio più seguiti, quando la sonda della NASA Cassini, sfruttando l'ombra di Saturno, ha catturato un mosaico completo del pianeta ad anelli.

Nel panorama è stata ripresa anche la Terra:
19 LUGLIO 2013, LA TERRA E LA LUNA INSIEME IN UNA FOTO RICORDO SCATTATA DALLA SONDA CASSINI
19 LUGLIO 2013, UN GIORNiO SPECIALE: LA TERRA E LA LUNA NELLE FOTO DELLE SONDE CASSINI E MESSENGER

Un corpo nero è un oggetto che, a livello teorico, assorbe tutta la luce incidente senza rifletterla.
Se portato ad alte temperature, inizierà ad emettere radiazione termica.

Sebbene le proprietà della radiazione di un corpo nero dipendono, quindi, dalla sua temperatura, tale radiazione è sempre stata ritenuta capace di un netto effetto repulsivo.
Ora, però, in nuovo studio, un team di scienziati ha dimostrato teoricamente che la radiazione di un corpo nero induce una seconda forza attrattiva su atomi e molecole vicine,sorprendentemente più forte di quella repulsiva.

La vera natura dei centauri, i corpi celesti ghiacciati in orbita intorno al Sole, nell'orbita tra Giove e Nettuno, è a lungo rimasta un mistero: sono asteroidi o comete?

Un nuovo studio basato sui dati e le osservazioni del NASA Wide-field Infrared Survey Explorer (WISE) forse riesce a far luce sull'argomento: potrebbero essere comete.

Ogni volta che un telescopio spaziale apre gli occhi per la prima volta, è un momento di grande eccitazione.

Il 17 luglio 2013 è stata la volta di IRIS (Interface Region Imaging Spectrograph), lanciato il 28 giugno scorso.

La prima osservazione, diretta verso gli strati più bassi dell'atmosfera del Sole, ha dato risultati sono a dir poco sorprendenti: l'immagine è nitida e mostra dettagli senza precedenti, variazioni di densità e temperatura mai viste prima.

Gli scienziati hanno scoperto un enorme acceleratore di particelle nel cuore di una delle regioni dello spazio più complicate e più vicine alla Terra: le fasce di Van Allen.

Queste zone a forma di ciambella, dominate da particelle super-energetiche, si trovano tra la cosiddetta orbita geostazionaria (l'orbita dei satelliti per telecomunicazioni) e l’orbita bassa (l'orbita della ISS, Stazione Spaziale Internazionale): intrappolano e scambiano plasma con lo spazio esterno, senza che questo raggiunga la Terra.

Domenica, 28 Luglio 2013 05:32

Il mistero dell'età dei meteoriti marziani

L'età dei meteoriti marziani è sempre stata un punto di dibattito ma ora, nuovi studi, suggeriscono che potrebbero essere più recenti del previsto.

Nel corso della storia, frammenti del Pianeta Rosso si sono staccati dalla superficie a seguito di impatti cosmici ed hanno occasionalmente raggiunto la Terra.

Finora ne sono stati trovati circa 100 chilogrammi in totale.

La ISON è ormai costantemente sotto osservazione: il 13 giugno 2013 il telescopio spaziale della NASA Spitzer ha ripreso la cometa per 24 ore, durante il suo primo viaggio nel Sistema Solare interno.

La campagna era già in programma: ne avevamo parlato nella timeline riportata nel post "LA TIMELINE DELL'INSIDIOSO VIAGGIO DELLA COMETA ISON".

Il 19 luglio scorso due sonde nel Sistema Solare, hanno puntato le loro fotocamere verso il nostro pianeta: la sonda della NASA Cassini dal sistema di Saturno, da una distanza di circa 1,5 miliardi di chilometri, e la MESSENGER, la prima sonda ad orbitare intorno a Mercurio, da una distanza di 98 milioni di chilometri.

La Cassini ha scattato molte riprese con diversi filtri, i fondamentali per ottenere un'immagine a colori (rosso, verde e blu) e altri di studio come l'infrarosso, l'ultravioletto e i polarizzati per studiare gli anelli più deboli del pianeta.

Da quando il rover delle NASA Curiosity è atterrato su Marte quasi un anno fa, i suoi strumenti di bordo hanno continuato ad analizzare campioni di aria marziana.

Grazie agli ultimi dati e agli studi sugli antichi meteoriti, ora sappiamo per certo che il pianeta deve aver perso gran parte della sua atmosfera circa 4 miliardi di anni fa e, la sua atmosfera di allora, non era poi così diversa da quella residua di oggi.

Il 19 e il 20 luglio sono stati due giorni importanti per la Terra: ben due sonde spaziali, la Cassini e la MESSENGER, si sono date appuntamento per catture una foto ricordo del nostro pianeta.

Il team della missione Cassini ha organizzato un evento coinvolgente, "Wave at Saturn", invitando il pubblico a salutare la Cassini tra le 21:27 e 21:47 UTC e a condividere le foto su Facebook e Flickr.

Riuscire a vedere direttamente, con le più moderne tecniche astronomiche, un pianeta extrasolare è un'idea estremamente affascinante ma nulla, se paragonata all'emozione di osservare il nostro stesso pianeta dallo spazio!

Il 19 e 20 luglio ben due sonde nel nostro Sistema Solare si predisporranno nella giusta posizione per fotografare la Terra: la Cassini da Saturno e la MESSENGER, da Mercurio.

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[LIBRO] Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno

Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno di Elisabetta BonoraLa pubblicazione ripercorre le gesta della missione interplanetaria NASA / ESA / ASI Cassini–Huygens, che esplorò Saturno e le sue lune dal 2004 al 2017. Le principali fasi del progetto, del lungo viaggio durato sette anni e della missione ultradecennale sono raccontate con semplicità e passione allo scopo di divulgare e ricordare una delle imprese spaziali robotiche più affascinanti ideate dall’uomo. Le meravigliose foto scattate dalla sonda nel sistema di Saturno, elaborate e processate dall’autrice, sono parte centrale della narrazione. Immagini uniche che hanno reso popolare e familiare un angolo remoto del nostro Sistema Solare. 244 pagine.

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