Scritto: Giovedì, 25 Giugno 2020 05:38 Ultima modifica: Giovedì, 25 Giugno 2020 06:33

L'enigma di GW190814


Quella rilevata il 14 agosto dell'anno scorso è stata una onda gravitazionale insolita, avvenuta a quasi 800 milioni di anni luce di distanza e generata dalla fusione di un buco nero con un corpo di massa intermedia, la cui vera natura rimane un mistero.

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A sinistra, i diagrammi tempo-frequenza del segnale osservato dalle tre antenne gravitazionali, a destra i valori più probabili per le masse dei due corpi secondo diversi modelli; la banda grigia a sinistra indica l'intervallo in cui cade la massa della stella di neutroni più massiccia nota in precedenza in un sistema binario. A sinistra, i diagrammi tempo-frequenza del segnale osservato dalle tre antenne gravitazionali, a destra i valori più probabili per le masse dei due corpi secondo diversi modelli; la banda grigia a sinistra indica l'intervallo in cui cade la massa della stella di neutroni più massiccia nota in precedenza in un sistema binario. Credits: LIGO/Virgo collaboration - The Astrophysical Journal Letters

 Un mese e mezzo fa parlammo dell'evento GW190412, il primo ad esibire una marcata differenza tra le masse dei due corpi coinvolti, con un rapporto pari a circa 3,5. Adesso il record si spinge fino a 9 volte e, mentre nel primo caso si trattava di sicuramente di due buchi neri, dall'analisi di questo nuovo evento risulta che il più grande dei due corpi era un buco nero di 23 masse solari mentre l'altro doveva avere una massa di sole 2,6 masse solari, cadendo in una "zona grigia" in cui gli attuali modelli non riescono a descriverne la natura esatta: potrebbe trattarsi del più leggero buco nero visto in un sistema binario o della stella di neutroni più pesante mai osservata, se non di qualcosa di ancora più esotico. Anche la genesi di un sistema binario così particolare sfida i modelli di formazione attuali e, nonostante la buona localizzazione sulla volta celeste (in una regione ampia soli 18,5 gradi quadrati), non sono stati identificate controparti elettromagnetiche che potrebbero aiutare a risolvere il mistero.

https://www.virgo-gw.eu/
https://iopscience.iop.org/article/10.3847/2041-8213/ab960f/pdf

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

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