Lunedì, 10 Giugno 2013 05:59

SMOS, un satellite contro le inondazioni

Proprio in un momento in cui l'Europa centrale è in lotta contro le inondazioni, i meteorologi sperano che il satellite dell'ESA SMOS possa aiutare a prevedere eventi di questo tipo in futuro.

Come suggerisce il nome, Soil Moisture and Ocean Salinity, SMOS monitora la quantità di acqua trattenuta negli strati superiori del terreno e la salinità superficiale dell'acqua dei mari.

Secondo un nuovo studio a cura dell'Università del Colorado, una reazione chimica tra i minerali contenti ferro e l'acqua potrebbe produrre abbastanza idogeno tanto da sostenere la vita per comunità microbiche che vivono nei pori e nelle crepe all'interno dell'enorme volume di roccia sotto il fondo dell'oceano.

Dopo un mese di maggio che ha ricordato novembre, giugno sembra essere iniziato nel migliore dei modi, preannunciando effettivamente l'estate, almeno qui in Liguria.

Ma l'area ad alta quota deve essere ancora fredda e così, questa mattina, non appena il Sole ha iniziato a spuntare dalle montagne, nel cielo si è creato uno spettacolare effetto ottico: un alone di 22°, un cerchio parelico e con due cani solari.

Un team di ricercatori britannici e canadesi hanno scoperto antiche sacche d'acqua isolate nel sottosuolo per miliardi di anni, contenenti una abbondante chimica adatta a sostenere la vita: quest'acqua potrebbe essere tra la più antica del nostro pianeta.

Stiamo parlando di acque fossili, più volte nominate nei nostri articoli, acqua che potrebbe esser rimasta bloccata in falde acquifere fin dalle origini.

Il 15 febbraio 2013 una meteora inaspettata esplose nei cieli della Russia, sulla regione di Chelyabinsk, provocando danni agli edifici e diversi feriti.

Da allora l'evento è stato classificato come il più significativo da quello di Tunguska del 1908, che non coivolse l'essere umano ma rase al suolo 2.000 chilometri quadrati di foresta siberiana.

La vegetazione alle latitudini più settentrionali del nostro pianeta assomiglia sempre di più a quella delle latitudini più a sud: questo sarebbe il risultato di uno studio finanziato dalla NASA, basato su 30 anni di osservazioni.

Un team internazionale di ricercatori universitari e scienziati della NASA hanno esaminato la relazione tra i cambiamenti di temperatura della superficie terrestre e la crescita della vegetazione dai 45 gradi di latitudine nord fino al Mar Glaciale Artico.

Nuove informazioni fornite dalla rete mondiale di sensori hanno permesso agli scienziati di perfezionare i dati in merito al meteorite che ieri mattina è entrato in atmosfera disgregandosi nel cielo di Chelyabinsk, in Russia, alle 03:20:26 UTC, orario ufficiale d'impatto.

Gli scienziati della NASA confermano: la tendenza lungo termine rispecchia senza dubbio un aumento delle temperature globali. Il 2012 è stato uno degli anni più caldi, il nono dal 1880.

Il NASA Goddard Institute for Space Studies (GISS) di New York che controlla le temperature della superficie terrestre in modo continuativo, ha rilasciato martedì scorso un'analisi aggiornata che mette a confronto le temperature del 2012 con la media globale del 20° secolo.

A partire da questo mese la NASA utilizzerà dei voli Uav (Unmanned Aerial System, aerei senza pilota controllati da remoto) a quota 65.000 metri sopra l'oceano Pacifico, vicino all'equatore, al largo della coste del Centro America, per sondare le alte regioni inesplorate della nostra atmosfera e trovare risposte ai cambiamenti climatici.

Sabato, 01 Dicembre 2012 19:23

La vita nascosta nei ghiacci dell'Antartico

In uno dei remoti laghi dell’Antartide, a circa 65 metri sotto la superficie ghiacciata, gli scienziati della NASA, del Desert Research Institute (DRI) di Reno (Nevada), dell’University of Illinois di Chicago e altre nove Istituzioni, hanno trovato un ambiente ricco di vita.

Qualcosa di grande è successo nell'anno 774 a.C., gli scienziati lo hanno visto dagli alberi.
Studiando l'evoluzione delle piante, è stato riscontrato un forte aumento del carbonio-14 radioattivo: l'evento è stato registrato negli anelli dei tronchi dei cedri millenari giapponesi, tra il 774 e il 775 a.C.

La spazzatura spaziale sta diventando una forma di inquinamento vero e proprio e il problema inizia ad essere seriamente sentito dalle Agenzie Spaziali Internazionali e dai governi.

Il livello dei mari sta crescendo più velocemente rispetto a quanto previsto dai modelli climatici relativi al riscaldamento globale.

L'ultimo rapporto ufficiale del 2007, prevedeva un aumento tra 0,2 e 0,5 metri entro il 2100 ma le ultime stime indicano che entro la fine del secolo, l'aumento sarà di un metro o anche di più.

Foto fantastica, quella pubblicata dal sito spaceweather.com.
Chi si trovava nei pressi del Marshall Space Flight Center ad Huntsville, in Alabama, il 30 ottobre scorso ha visto qualcosa di incredibile: il cielo, dopo il passaggio di Sandy, si è trasformato in una complessa rete di archi luminosi, riflessi e aloni solari.

Anche lo Space Shuttle Enterprise, il prototipo originale del famoso orbiter della NASA, non è stato risparmiato dall'uragano Sandy e sembra sia stato parzialmente danneggiato dal passaggio della tempesta sopra New York, lunedì sera 29 ottobre.

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