Scritto: Giovedì, 01 Dicembre 2022 04:56 Ultima modifica: Giovedì, 01 Dicembre 2022 05:30

Due minerali mai visti prima sulla Terra trovati in un meteorite


Due nuovi minerali, mai visti prima sulla Terra, sono stati trovati all'interno dell'enorme meteorite di El Ali, scoperto in Somalia nel 2020, nei pressi della città di El Ali, nella regione di Hiiraan.

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Una fetta del meteorite di El Ali, ora conservata nella collezione di meteoriti della Università di Alberta, contiene due minerali mai visti prima sulla Terra.
Una fetta del meteorite di El Ali, ora conservata nella collezione di meteoriti della Università di Alberta, contiene due minerali mai visti prima sulla Terra.

Sono stati identificati all'interno di una sezione da 70 grammi delle roccia spaziale da 16,5 tonnellate, inviata all'Università di Alberta per la classificazione.
Gli scienziati hanno chiamato i minerali elaliite in onore della meteora ed elkinstantonite in onore di Lindy Elkins -Tanton, l'amministratore delegato dell'Arizona State University Interplanetary Initiative e investigatore principale dell'imminente missione Psyche della NASA, che invierà una sonda per studiare l'omonimo asteroide.
Lindy ha lavorato molto su come si formano i nuclei dei pianeti, come si formano questi nuclei di ferro-nichel e l'analogo più vicino che abbiamo sono i meteoriti di ferro. Quindi aveva senso dare il suo nome a un minerale e riconoscere i suoi contributi alla scienza", ha detto in una dichiarazione Chris Herd, professore presso il Dipartimento di Scienze della Terra e dell'Atmosfera dell'Università di Alberta.

"Ogni volta che trovi un nuovo minerale, significa che le effettive condizioni geologiche, la chimica della roccia, erano diverse da quelle trovate finora. Questo è ciò che lo rende eccitante: in questo particolare meteorite ci sono due minerali descritti ufficialmente che sono nuovi per la scienza".

Herd ha descritto i risultati allo Space Exploration Symposium del 21 novembre.


La classificazione e la scoperta

In collaborazione con i ricercatori dell'UCLA e del California Institute of Technology, Herd ha classificato il meteorite di El Ali come un meteorite "Iron, IAB complex", uno degli oltre 350 in quella particolare categoria.
Mentre era in corso l'analisi della fetta di roccia, qualcosa ha attirato l'attenzione di Herd. La rapida identificazione è stata merito dell'esperienza di Andrew Locock, capo dell'Electron Microprobe Laboratory dell'Università di Alberta.
"Il primo giorno in cui ha fatto alcune analisi, ha detto: 'Ci sono almeno due nuovi minerali lì dentro'", ha raccontato Herd. “È stato fenomenale. Il più delle volte ci vuole molto più lavoro per dire che c'è un nuovo minerale".

La rapida identificazione di Locock è stata possibile perché i due minerali erano stati creati sinteticamente in precedenza, quindi ha potuto abbinare la composizione dei minerali naturali appena scoperti con le loro controparti prodottei n laboratorio.
Le prime versioni sintetiche dell'elaliite e elkinstantonite erano state prodotte in un laboratorio francese negli anni '80 del secolo scorso

La scoperta di nuovi minerali non sono è entusiasmante in sé ma è di grande interesse per altre possibili applicazioni sulla Terra.
"Ogni volta che c'è un nuovo materiale noto, anche gli scienziati dei materiali sono interessati a causa dei potenziali usi in una vasta gamma di cose nella società", ha detto Herd.


Un terzo minerale

Secondo il comunicato, incluso nella roccia spaziale potrebbe esserci un potenziale terzo nuovo minerale ma per scoprirlo, i ricercatori dovrebbero ottenere più campioni di El Ali.
Tuttavia. il futuro del meteorite rimane incerto, Herd afferma che i ricercatori hanno ricevuto la notizia che potrebbe essere stato spostato in Cina alla ricerca di un potenziale acquirente.

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Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore e l'image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno" (segui su LinkedIn le mie attività professionali).
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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