Scritto: Lunedì, 01 Ottobre 2012 05:26 Ultima modifica: Mercoledì, 13 Agosto 2014 21:39

Riscaldamento globale? Oscuriamo il Sole!


Il mondo cambia e il clima si sta riscaldando, questo è ormai un dato di fatto.
I modelli indicano che la temperatura media globale aumenterà da 1,1 a 6,4 C° entro la fine di questo secolo.

Per rispondere al problema, oltre per così dire, alla lotta ordinaria contro i gas serra, alcuni esperti delle Nazioni Unite hanno iniziato a prendere in esame progetti di geoingegneria su scala planetaria.

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Global Warming

Image credit: Eric Rignot, NASA JPL

Il mondo cambia e il clima si sta riscaldando, questo è ormai un dato di fatto.
I modelli indicano che la temperatura media globale aumenterà da 1,1 a 6,4 C° entro la fine di questo secolo.

Per rispondere al problema, oltre alla lotta ordinaria, per così dire, contro i gas serra, alcuni esperti delle Nazioni Unite hanno iniziato a prendere in esame progetti di geoingegneria su scala planetaria.

Se è vero che i cambiamenti climatici sono colpa delle attività umane che hanno modificato ambiente, ecosistemi e spazio intorno alla Terra, adesso spingiamoci oltre, modifichiamo il Sistema Solare!

Possiamo dire di non avere ancora una chiara idea sulle cause del riscaldamento globale, tant'è che ogni giorno si legge una diversa teoria.
Le notizie che parlano di cambiamenti ambientali e climatici sono sempre molte ma scollegate le une dalle altre: dallo scioglimento dei ghiacci, all'aumento delle nubi nottilucenti, alle nuvole ad una quota più bassa... ma cosa c'è realmente all'origine?
Ad esempio, si pensa molto alle emissioni dei gas serra nella vita di tutti i giorni ma non si fanno mai riferimenti a come la tecnologia abbia modificato anche lo spazio vicino a noi.
Solo qualche giorno fa abbiamo parlato della spazzatura spaziale, l'inquinamento di detriti che affolla l'orbita. Ma considerando, invece, i satelliti ufficialmente attivi (1100), quanti watt vengono costantemente irradiati verso la nostra atmosfera? Anche se pochi, moltiplichiamoli per il numero di satelliti operativi, per le 24 ore giornaliere, per i 365 giorni all'anno: la Terra è costantemente irradiata. Ora chiediamoci quanto potrebbe incidere questo aspetto sul global warming.

Sicuramente la Terra è cambiata in parte per colpa dell'uomo ma probabilmente anche per una naturale evoluzione: orbita, rotazione, atmosfera, magnetosfera, tutti elementi in sottile equilibrio reciproco. D'altra parte, se fosse solo colpa dell'essere umano, su altri pianeti tutto sarebbe rimasto immutato mentre spesso, l'evoluzione geologia e ambientale, altrove, è stata molto più rapida che sulla Terra.

In questo, stato di incertezza però, cerchiamo comunque di trovare soluzioni.

I progetti su larga scala concettualmente mirano a creare degli schermi per filtrare e ridurre la radiazione solare ricevuta a Terra. Alcune proposte sono molto ambiziose e costose, come quella di portare in orbita dei grandi specchi, oppure utilizzare uno strato di polvere per oscurare il Sole lavorando sullo stesso principio delle nuvole.

Di quest'ultima soluzione, ora, gli scienziati offrono una variante: un asteroide potrebbe ancorare con la sua gravità, una nuvola di polveri per oscurare il Sole e raffreddare la Terra.

Gli esperti mettono in chiaro che non avrebbero mai suggerito progetti di geoingegneria per rispondere ai cambiamenti climatici dal momento che una soluzione stabile e definitiva, potrebbe essere trovata qui sulla Terra. Tali soluzioni, tuttavia, permetterebbero di guadagnare tempo mantenendo la situazione pressoché inalterata per un po'.

L'idea sarebbe quella di mettere un asteroide nel punto di L1 (Lagrange 1), dove l'attrazione gravitazionale del Sole e della Terra si annullano. L1 è a circa 4 volte la distanza Terra-Luna.
I ricercatori hanno calcolato che l'asteroide più grande vicino alla Terra, 1036 Ganimede, potrebbe mantenere una nuvola di polvere per bloccare il 6,58 % della radiazione solare che normalmente raggiunge la Terra, più che sufficiente per combattere l'attuale riscaldamento globale. La nube avrebbe una massa pari a 5 milioni di miliardi di chili e una larghezza di 2600 chilometri.

La parte più difficile di questa proposta sarebbe quella di spingere Ganimede e la sua massa di 130 milioni di miliardi di chili, nel punto L1. Nel frattempo però, potremmo essere in grado di raggruppare nel punto di Lagrange asteroidi più piccoli.

I dettagli dello studio saranno disponibili sul numero del 12 novembre della rivista Advances in Space Research.

Il Sole, la nostra stella che rende così unico questo pianeta e che rende possibile la vita, potrebbe da un certo momento in poi, apparire per sempre velato e allora, cosa succederà sulla Terra? A detta degli stessi esperti, i progetti su larga scala sono difficili da verificare e quindi in realtà, nessuno sa quali conseguenze avrebbe una modifica così importante. Ma se tutto andasse come programmato e i risultati dovessero essere quelli sperati, comunque i bambini delle generazioni future non conoscerebbero più la luce e il calore del Sole così come ora possiamo apprezzare noi in una splendida serena giornata.

Read 3532 times Ultima modifica Mercoledì, 13 Agosto 2014 21:39
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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