Nuovo record di significatività per la campagna osservativa O4, iniziata oltre 5 mesi fa. Alle 17:30 italiane del 28 ottobre, infatti, un segnale estremamente chiaro e potente, con la caratteristica modulazione "chirp" in frequenza, è stato osservato da entrambi i rivelatori americani, gli unici attualmente in funzione dato che l'antenna italiana Virgo e quella giapponese Kagra sono ancora in fase di "commissioning" (potenziamento della sensibilità) e si uniranno nuovamente alla ricerca solo nei primi mesi del prossimo anno. Questo ha purtroppo limitato la precisione nel posizionare la sorgente sulla volta celeste (porzione inferiore dell'immagine di apertura), comunque l'area di incertezza non è troppo estesa, dato che, al 90%, il segnale proveniva da un'area che copre il 3% della volta celeste ed è centrata poco sotto l'equatore galattico, in una direzione quasi diametralmente opposta al centro galattico. La posizione della sorgente nello spazio tridimensionale è invece mostrata nella porzione superiore dell'immagine e, in particolare, il grafico in alto a destra mostra la possibile distanza stimata in coordinate "co-moventi" ovvero tenendo conto degli effetti dell'espansione cosmologica; il valore più probabile corrisponde infatti a quasi 13,8 miliardi di anni luce che è il raggio dell'universo osservabile, ovvero la distanza alla quale vediamo ora il fondo di radiazione cosmica! Se queste onde gravitazionali fossero partite davvero subito dopo il big bang, a causa dell'espansione cosmologica avrebbero subito uno "stiramento" (red-shift) di alcune migliaia di volte e avrebbero raggiunto i rivelatori con una frequenza dell'ordine di una frazione di Hertz, impossibile da rilevare con LIGO! Invece, il tempo di viaggio effettivo del segnale (la distanza al momento della fusione) dovrebbe essere di poco superiore a 9 miliardi di anni (luce).

 Statisticamente parlando, per il segnale in questione (denominato S231028bg, dove il primo carattere "S" sta per "super-evento", seguito dalla data di ricezione e da lettere generate sequenzialmente), la probabilità "FAR" di osservarne uno simile come pura oscillazione casuale del rumore di fondo risulta estremamente bassa, addirittura una occorrenza ogni 4,2·1022 anni! Stiamo parlando di un intervallo temporale che è 3000 miliardi di volte l'età dell'universo, qualcosa che finora si è osservato solo in un paio di altri eventi, entrambi nel precedente ciclo di osservazione O3 (peraltro, un confronto diretto tra i valori di FAR in due diverse campagne osservative non sarebbe corretto dato che la sensibilità e quindi il rumore delle antenne usate risulta diverso).

 Anche se non è stata ancora resa pubblica, la forma del segnale (intensità e frequenza nel tempo) è sicuramente molto aderente a quella prevista dei modelli teorici di "merging" tra due buchi neri di svariate decine di masse solari, posti a quella distanza cosmologica; lo dimostra il fatto che la stima di probabilità che si tratti del merging tra buchi neri è del 100%, lasciando praticamente nulla all'eventualità di un meccanismo di generazione differente di tipo terrestre oppure che coinvolga una o due stelle di neutroni.

 Ricordiamo che, nell'arco di ormai 158 giorni, l'attuale campagna osservativa ha permesso di rilevare 48 eventi significativi, più altri 8 "quasi" significativi (FAR di poco superiore ad 1 evento fittizio all'anno) e quasi 1200 segnali poco significativi, la maggior parte dei quali sono probabilmente davvero effetti spuri dovuti al rumore strumentale. Per statistiche e aggiornamenti continui, rimandiamo il lettore alla rubrica dedicata.