NASA MESSENGER: Mercurio polo nord

Credit: NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington

Un incredibile vista ravvicinata della superficie di Mercurio è stata ripresa dalla sonda della NASA MESSENGER lo scorso 15 marzo, con la fotocamera Narrow Angle Camera (NAC) del MDIS (Mercury Dual Imaging System).

L'immagine, con una risoluzione di ben 5 metri per pixel, la migliore ottenuta fino ad oggi, mostra una sezione della regione del polo nord di 8,3 chilometri, caratterizzata da piccoli crateri e dolci colline.

Durante questo tipo di osservazioni a bassa quota, la sonda si muove piuttosto velocemente: per questo motivo gli scatti sono caratterizzati da esposizioni brevi e un po' più di rumore rispetto alle riprese tipiche del MDIS, che generalmente hanno una risoluzione di 200 metri per pixel per una mappa morfologica di base.

Se volete esplorare Mercurio ad alta risoluzione, non perdete questo link: http://messenger-act.actgate.com/msgr_public_released/react_quickmap.html

NASA MESSENGER: 30 aprile 2012Durante i primi due anni di missione, MESSENGER ha restituito oltre 150.000 immagini ma solo cinque con risoluzioni migliori di 10 metri per pixel.

Il record precedente era stato segnato con uno scatto del 30 aprile 2012 che, con una risoluzione di 7 metri per pixel, copriva una superficie di 11 chilometri circa, vicino al cratere Gaugin (qui a sinistra).

Il 20 aprile 2014, MESSENGER ha completato la sua 3.000ª orbita intorno a Mercurio (3.085 oggi), spostandosi costantemente in orbite più basse, fino ad arrivare a meno di 200 chilometri della superficie sopra il polo nord.

Ora che il 100% del pianeta è stato mappato con successo, la sonda si può concentrarsi su target scientifici mirati.

Dal mese di aprile 2012, MESSENGER completa tre orbite di Mercurio ogni giorno, quando due correzioni di traiettoria hanno ridotto il suo periodo orbitale da 12 ore a 8 ore. L'orbita più breve ha permesso al team scientifico di esplorare in dettaglio la composizione del pianeta, l'evoluzione geologica ed ambientale.

"L'ultimo anno di operazioni orbitali di Messenger sarà come una nuova missione", ha detto Sean Solomon, del team di missione. "Con ogni orbita, le nostre immagini, le nostre misure sulla composizione superficiale e le nostre osservazioni di campi magnetici e gravitazionali del pianeta avrà una risoluzione maggiore rispetto al passato".