Per decenni si è discusso sull'origine degli anelli ghiacciati di Saturno e sulla loro età. Ma secondo due nuovi studi di Durisen, pubblicati su Icarus, non hanno più di qualche centinaio di milioni di anni, cioè sono molto più giovani del pianeta stesso formatosi 4,5 miliardi di anni fa. L'astronomo ha affermato che gli anelli potrebbero essersi formati quando i dinosauri camminavano ancora sulla Terra. Durisen e il coautore Paul Estrada, ricercatore presso l'Ames Research Center della NASA nella Silicon Valley in California, hanno anche concluso che dureranno al massimo solo poche centinaia di milioni di anni.
Secondo Durisem "guardando al sistema di satelliti di Saturno, ci sono altri indizi che qualcosa di drammatico è accaduto lì nelle ultime centinaia di milioni di anni".


La conferma dal Grand Finale

I due astronomi sospettano da tempo che la coreografica struttura ad anelli che circonda Saturno oggi, fosse relativamente giovane perché altrimenti dovrebbe risultare erosa e offuscata dall'afflusso di meteoroidi interplanetari. Tuttavia, è stato solo grazie ai dati della fase finale della missione Cassini della NASA che è arrivata la conferma. La sonda ha orbitato attorno al pianeta per 13 anni ma, soprattutto durante il Gran Finale del 2017, costituito da 22 orbite che passavano tra gli anelli e Saturno, ha fornito informazioni preziose. Queste hanno permesso di utilizzare modelli teorici per determinare l'età e la longevità degli anelli.

Particolarmente importanti per questo studio sono state le misurazioni di Cassini sulla velocità di afflusso dei meteoroidi, sulla massa degli anelli e sulla velocità di afflusso del materiale degli anelli su Saturno.

L'impatto dei meteoroidi non solo inquina gli anelli ma alla fine porta il materiale dell'anello alla deriva verso il pianeta.
I modelli teorici presentati da Durisen ed Estrada dimostrano che gli anelli dovrebbero perdere massa sul pianeta alla prodigiosa velocità di molte tonnellate al secondo, come osservato da Cassini. Il che significa che la vita residua degli anelli è solo di poche centinaia di milioni di anni circa.

Per la prima volta, i calcoli dettagliati di Estrada e Durisen combinano la diffusione viscosa, dovuta alle interazioni delle particelle dell'anello, con effetti meteoroidi in simulazioni progettate per coprire l'intera vita di un sistema ad anello come quello di Saturno. Dimostrano che gli impatti di meteoroidi sono ciò che alla fine impone una vita breve rispetto all'età del Sistema Solare, dato il tasso di afflusso di meteoroidi misurato da Cassini.

"Abbiamo dimostrato che anelli massicci come quelli di Saturno non durano a lungo", ha detto Estrada. "Si può ipotizzare che gli anelli relativamente piccoli attorno agli altri giganti di ghiaccio e gassosi nel nostro Sistema Solare siano resti di anelli che un tempo erano massicci come quelli di Saturno. Forse in un futuro non così lontano, astronomicamente parlando, gli anelli di Saturno saranno sminuzzati e assomiglieranno di più agli anelli radi di Urano".

"Se riuscissimo a scoprire cosa è successo in quel sistema poche centinaia di milioni di anni fa per formare gli anelli, potremmo finire per scoprire perché la luna di Saturno Encelado sta vomitando dai suoi profondi pennacchi oceanici di acqua, ghiaccio e persino materiale organico", ha detto Durisen. "Forse potremmo anche finire per trovare i mattoni della vita stessa su Encelado".