Scritto: Venerdì, 21 Febbraio 2014 05:48 Ultima modifica: Sabato, 27 Dicembre 2014 21:15

Anomalia di flusso caldo: sorprendentemente grandi su Venere


I ricercatori hanno scoperto che un fenomeno meteorologico noto alla periferia della magnetosfera terrestre, esiste su Venere in forma molto amplificata.

Questo fenomeno, chiamato "hot flow anomalie" (anomalia di flusso caldo), o HFA, può essere così evidente su Venere tanto da creare bolle più grandi del pianeta stesso, più volte al giorno.

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Venere HFA

Credit: NASA/Collinson

I ricercatori hanno scoperto che un fenomeno meteorologico noto alla periferia della magnetosfera terrestre, esiste su Venere in forma molto amplificata.

Questo fenomeno, chiamato "hot flow anomalie" (anomalia del flusso caldo), o HFA, può essere così evidente su Venere tanto da creare bolle più grandi del pianeta stesso, più volte al giorno.

Le HFA sono causate dalla discontinuità del vento solare, il flusso di particelle cariche che arriva dall'alta atmosfera del nostro Sole. A volte, queste discontinuità, settori in cui i campi magnetici del vento cambiano direzione bruscamente e improvvisamente, si allineano con il flusso del vento, rimanendo in contatto nel punto dove il vento solare rallenta velocemente e devia attorno ad un pianeta o un altro corpo di grandi dimensioni.
Qui, se tutto avviene molto lentamente, la discontinuità riesce ad intrappolare molte particelle solari, una raccolta di plasma super caldo che può espandersi fino alle dimensioni di un pianeta.

Il fenomeno è noto sulla Terra, su Saturno e forse anche su Marte ma la prima osservazione per Venere risale al 2009, grazie alla sonda della NASA MESSENGER mentre era sulla strada per Mercurio.
Dati più approfonditi arrivarono, però, dalla sonda dell'ESA Venus Express che effettuò rilevazioni per diversi giorni (1 giorno su Venere dura 243 giorni terrestri). La sonda ebbe la fortuna di volare attraverso un HFA il 22 marzo 2008, dimostrandone l'esistenza su Venere in modo inequivocabile.

Sulla Terra, queste eruzioni di plasma caldo sono eventi dinamici che possono comprimere la magnetosfera, la bolla magnetica che protegge e circonda il nostro pianeta, causando un agitazione delle particelle lungo le linee di campo, che, a volte, inondano l'atmosfera terrestre alle alte latitudini generando le aurore. Non si verificano oltre la magnetosfera e quando rilasciano energia, lo fanno verso l'esterno, spingendo il vento solare di nuovo verso il Sole.

Ma Venere ha un'atmosfera così densa ed inospitale, tanto che i veicoli spaziali sbarcati sulla sua superficie hanno resistito poche ore prima di soccombere, schiacciati dalla pressione atmosferica e non possiede un campo magnetico. Un ottimo spunto di studio per rispondere a domande quali: come sarebbe la Terra senza il suo campo magnetico?

L'unica protezione di Venere dal vento solare è la sua ionosfera, uno strato di atmosfera pieno di particelle cariche. Per cui, la stabilità dell'equilibrio tra ionosfera e vento solare è facilmente perturbabile e le anomalie di flusso caldo possono creare drammatiche interruzioni, risucchiando la ionosfera in alto lontano dalla superficie del pianeta.

"Non solo sono giganti", dice Glyn Collinson, scienziato della NASA Goddard Space Flight Center di Greenbelt, nel Maryland, "ma dato che Venere non ha un campo magnetico a sua protezione, le anomalie del flusso caldo possono partire appena sopra la superficie del pianeta ed inghiottirlo completamente".

Collinson è autore del nuovo studio pubblicato questo mese sulla rivista Journal of Geophysical Research.

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