A distanza di 20 giorni dall'ultimo aggiornamento, rieccoci a parlare di Hubble Space Telescope per quella che sembra essere la puntata conclusiva o quasi dell'odissea iniziata ben 6 settimane fa.

 Come si ricorderà, a partire dal 25 ottobre l'anziano telescopio spaziale è incorso in una serie di "safe mode", dovuti a problemi di mancata sincronizzazione o ritardo nelle comunicazioni da parte dei suoi strumenti scientifici. Da quel momento è iniziata una laboriosa attività volta a cercare di arginare il blocco delle osservazioni e, contemporaneamente, indagare sull'origine del problema per risolverlo definitivamente.

 Esattamente un mese fa, lo strumento Advanced Camera for Surveys (ACS) è stato il primo ad uscire dalla modalità provvisoria, tornando alle normali attività scientifiche. Due settimane dopo, il 21 novembre, è toccato alla Wide Field Camera 3 che, una paio di giorni dopo, ha ricominciato a riprendere immagini scientifiche. La WFC-3, da sola, occupa più di un terzo del tempo di osservazione del veicolo spaziale.

 Analoghi provvedimenti sono stati applicati allo spettrografo Cosmic Origins, anche per proteggere il suo sensibile rivelatore nel lontano ultravioletto. Questo strumento è stato il terzo a tornare operativo, lo scorso 28 novembre.

 Infine, ieri, il team HST della NASA ha recuperato anche lo Space Telescope Imaging Spectrograph e ora tutti e quattro gli strumenti attivi che raccolgono dati scientifici. Ottima notizia, che si abbina all'assenza di ulteriori problemi di sincronizzazione, da quando è iniziato il monitoraggio lo scorso 1° novembre.

 Il team continuerà comunque a lavorare sullo sviluppo e il collaudo delle modifiche software che consentiranno agli strumenti di condurre operazioni scientifiche, anche se in futuro dovessero ripresentarsi molteplici messaggi di sincronizzazione persi. La prima di queste modifiche sarà installata sullo spettrografo Cosmic Origins a metà dicembre, mentre gli altri strumenti riceveranno aggiornamenti simili nei prossimi mesi.

 Hubble opera ormai da oltre 31 anni, raccogliendo osservazioni scientifiche rivoluzionarie che hanno cambiato la nostra comprensione fondamentale dell'universo. Dopo il successo del suo ripristino e con il lancio del telescopio Webb previsto per la fine di questo mese, la NASA prevede che i due osservatori lavoreranno insieme durante questo decennio, ampliando ulteriormente la nostra conoscenza del cosmo.