Nel 1977, gli astronomi che lavoravano al telescopio Big Ear, che all'epoca si trovava nel Delaware (Ohio), registrarono un segnale unico proveniente dallo spazio, in direzione della costellazione del Sagittario. Questo durò 72 secondi, aveva una frequenza di 1420 MHz (la stessa emessa dall'idrogeno neutro) ed era così forte che il membro del team Jerry Ehman scarabocchiò un significativo "wow! " accanto alla lettura. Tuttavia, nonostante anni di lavoro, nessuno è mai riuscito a risalire alla fonte e a trovarne la causa.

Tra il 2016 ed il 2017, un gruppo di scienziati del Center of Planetary Science (CPS), diretto da Antonio Paris, ipotizzò che il famoso segnale WOW! fosse stato generato da una nuvola di idrogeno attorno ad una cometa in rapido movimento nel cielo. Ma evidentemente non tutti si sono arresi a questa spiegazione.

Caballero, per esempio, ha ipotizzato che il segnale fosse inviato da un'intelligenza aliena. Se così fosse, gli ipotetici E.T. vivrebbero su un esopianeta in orbita attorno ad una stella simile al Sole. Così, ha iniziato a spulciare il catalogo di Gaia, pubblico e costantemente aggiornato. La sonda dell'ESA è stata lanciata nel 2013 e, ad oggi, ha mappato posizione e movimento di oltre 1,3 miliardi di stelle (e presto se ne aggiungeranno altre grazie al nuovo catalogo EDR3). In questo enorme database, Caballero ha trovato 66 stelle di tipo solare e, in particolare, 2MASS 19281982-2640123, una stella molto simile al Sole distante 1800 anni luce e che si trova in una delle due ampie porzioni di cielo da cui si deve essere generato il segnale WOW!. Da qui, ora, dovrebbero partire le ricerche degli astronomi alla scoperta di eventuali esopianeti terrestri.

Tuttavia, è facile cedere agli entusiasmi e infatti la notizia ha avuto notevole risonanza sulla rete; tuttavia non c'è nulla di veramente eclatante in questa ricerca e, in fondo, essa si limita a suggerire ulteriori indagini su un campione di 66 stelle di tipo solare (e su una in particolare) che è statisticamente normale trovare in qualsiasi zona di cielo. Va anche sottolineato che Caballero, già autore di altri articoli e proposte anche su possibili astronavi interstellari, non mostra di avere una grande preparazione scientifica e le sue idee vanno prese con molte precauzioni. Ad esempio, in quest'ultimo lavoro egli fa notare una discutibile coincidenza tra la distanza della stella di tipo solare più vicina nel campione da lui selezionato e quella che è la stima della probabile distanza della più vicina civiltà extraterrestre in grado di comunicare con noi (circa 500 anni luce, secondo uno studio pubblicato da Claudio Maccone nel 2012); in realtà, non esiste un nesso logico tra le due quantità e si tratta di una semplice coincidenza numerica!

(alcune informazioni/considerazioni nell'articolo sono state integrate da Marco Di Lorenzo)