Scritto: Mercoledì, 04 Novembre 2020 05:11 Ultima modifica: Mercoledì, 04 Novembre 2020 05:52

Forse ritrovato un frammento perduto della Luna


Gli astronomi credono di aver scoperto un asteroide con la stessa composizione della Luna. Questo oggetto potrebbe essersi staccato dal nostro satellite a seguito dei giganteschi impatti che formarono la Terra, gli altri pianeti rocciosi e la Luna stessa miliardi di anni fa.

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L'asteroide 101429 rappresentato dal punto blu in L5. L'asteroide 101429 rappresentato dal punto blu in L5. Crediti: Armagh Observatory

L'asteroide è un troiano di Marte, ossia appartiene a quella classe di oggetti che seguono i pianeti nelle loro orbite come un gregge di pecore segue il proprio pastore, Si tratta di corpi che condividono la stessa orbita dell'oggetto maggiore ma non collidono mai con esso perché rimangono intrappolati all'interno di "paradisi gravitazionali sicuri", cioè orbitano attorno ai punti di Lagrange L4 e L5 situati 60° davanti e dietro il corpo celeste più grande.

Lo studio è stato condotto da un team internazionale di scienziati italiani, bulgari ed americani, guidati dall'Armagh Observatory and Planetarium (AOP) nell'Irlanda del Nord. Il team stava studiando i troiani di Marte per saperne di più sulla formazione dei pianeti rocciosi del nostro Sistema Solare.

Dalle osservazioni condotte con lo spettrometro X-SHOOTER montato sul Very Large Telescope (VLT) dell'European Southern Observatory in Cile, è emerso l'asteroide (101429) 1998 VF31, i cui colori suggerivano una composizione simile a una classe comune di meteoriti chiamata condriti ordinarie. Tuttavia, le nuove misurazioni combinate con i dati precedentemente ottenuti con l'Infrared Telescope Facility della NASA alle Hawaii, hanno mostrato che lo spettro non corrispondeva bene a nessun tipo particolare di meteorite o asteroide classificato. La squadra ha quindi ampliato la ricerca, includendo spettri di altre superfici. Così, con grande sorpresa, hanno scoperto che la migliore corrispondenza spettrale non era con altri piccoli oggetti ma con la nostra Luna.

Il dottor Galin Borisov dell'AOP ha detto: "Molti degli spettri che abbiamo per gli asteroidi non sono molto diversi dalla Luna ma se guardi da vicino ci sono differenze importanti, ad esempio la forma e la profondità di ampi assorbimenti spettrali a lunghezze d'onda di 1 e 2 micron. Tuttavia, lo spettro di questo particolare asteroide sembra essere quasi molto simile alle parti della Luna dove è esposto il substrato roccioso come l'interno dei crateri e sulle montagne".

 

Ma come ha fatto (101429) 1998 VF31 a diventare simile alla Luna?

Una possibilità è che 101429 sia solo un altro asteroide, simile forse ai normali meteoriti condriti, che ha acquisito il suo aspetto simile alla Luna attraverso eoni di esposizione alla radiazione solare. In alternativa, l'asteroide potrebbe assomigliare alla Luna perché proviene dalla Luna.

Il dottor Apostolos Christou, astronomo AOP e autore principale dell'articolo, ha spiegato: "Il sistema solare primitivo era molto diverso dal luogo che vediamo oggi. Lo spazio tra i pianeti appena formati era pieno di detriti e le collisioni erano all'ordine del giorno. Grandi asteroidi (planetesimi) colpivano costantemente la Luna e gli altri pianeti. Un frammento proveniente da queste collisioni avrebbe potuto raggiungere l'orbita di Marte quando il pianeta si stava ancora formando, rimanendo intrappolato nelle sue nuvole troiane".

Un altro scenario, forse più probabile, è che l'oggetto venga da Marte stesso.
"La forma dello spettro 101429 ci dice che è ricco di pirosseno, un minerale che si trova nello strato esterno o nella crosta di corpi di dimensioni planetarie. Marte, come la luna e la Terra, è stato colpito da impatti all'inizio della sua storia, uno di questi era responsabile del gigantesco bacino Borealis, un cratere largo quanto il pianeta stesso. Un impatto così colossale avrebbe potuto facilmente inviare 101429 verso il punto lagrangiano L5 del pianeta", ha detto Christou.

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Letto: 387 volta/e Ultima modifica Mercoledì, 04 Novembre 2020 05:52
Elisabetta Bonora

Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing. Nel tempo libero sono un'incontenibile space enthusiast e mamma di Sofia Vega.
Mi occupo di divulgazione scientifica, attraverso questo web, collaborazioni con riviste del settore ed image processing delle foto provenienti dalle missioni robotiche. Appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro. Nel 2019 è uscito il mio primo libro "Con la Cassini-Huygens nel sistema di Saturno".
Amo le missioni robotiche inviate nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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