Scritto: Mercoledì, 24 Giugno 2020 05:25 Ultima modifica: Mercoledì, 24 Giugno 2020 06:25

Quante civiltà aliene intelligenti esistono?


Non molte, secondo una nuova ricerca dell'Università di Nottingham.

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Una scena tratta dal film Contact (1997) Una scena tratta dal film Contact (1997)

Nell'articolo pubblicato sulla rivista Astrophysical Journal, i numeri sono davvero bassi: nella Via Lattea esisterebbero solo 36 civiltà attive evolute. Queste, oltre ad essere poche, sarebbero distanti diverse migliaia di anni luce: trovarle sarà difficile, comunicare impossibile.

L'approccio classico

La famosa equazione di Drake è l'approccio classico noto nei campi dell'esobiologia e nella ricerca di forme di vita intelligente extraterrestri (SETI).
Questa è una formula matematica che concatena sette parametri per stimare il numero di comunità aliene nella nostra galassia, in grado di comunicare:

N = R* x fp x ne x fl x fi x fc x L

dove,
N= numero di razze aliene intelligenti comprese nella Via Lattea che potrebbero trasmettere dei segnali decifrabili dalla Terra
R* = Il tasso di formazione di stelle adatte allo sviluppo di vita intelligente
fp = La frazione di queste stelle dotate di sistemi planetari
ne = Il numero di pianeti per sistema solare che abbia un ambiente adatto alla vita
fl = La frazione di pianeti abitabili sui quali la vita compaia realmente
fi = La frazione di pianeti abitati dove emergano forme di vita intelligente
fc = La frazione di civiltà in grado di sviluppare una tecnologia per emettere segnali decifrabili nello spazio
L = Il periodo di tempo nel quale le civiltà presenti emettano segnali decifrabili nello spazio

Si tratta di una moltiplicazione di fattori di probabilità di cui, solo per i primi due è possibile dare una stima più accurata. Gli altri sono frutto di ipotesi e, cambiando i presupposti, anche i risultati possono essere molto diversi.
Tra tutti i termini, è l'ultimo ad avere il peso maggiore: per quanto tempo una società che ha padroneggiato la tecnologia continua a trasmettere onde radio o luminose nello spazio? Dopotutto, se gli alieni smettono di farlo, potremmo non trovarli mai.

Da quando l'equazione di Drake è stata formulata nel 1961, moltissimi studi hanno cercato di dare un senso scientifico alle incognite e di fornire la stima migliore.

Una stima deprimente

Quella formulata dai ricercatori britannici, invece, è una stima piuttosto avvilente, nata da una propria versione semplificata dell'equazione di Drake.
"Dovrebbero esserci almeno una dozzina di civiltà attive nella nostra Galassia, supponendo che occorrono 5 miliardi di anni perché la vita intelligente si formi su altri pianeti, come sulla Terra", ha spiegato nel comunicato Christopher Conselice, professore di astrofisica dell’Università di Nottingham co-autore dello studio. “L'idea è guardare all'evoluzione ma su scala cosmica". Questo calcolo viene chiamato limite copernicano astrobiologico.
Il primo autore Tom Westby ha aggiunto: “Il metodo classico [l'equasione di Drake N.d.R.] per stimare il numero di civiltà intelligenti si basa sull'ipotesi di valori relativi alla vita, per cui le opinioni su tali questioni variano sostanzialmente. Il nostro nuovo studio semplifica queste ipotesi utilizzando nuovi dati, fornendo una solida stima del numero di civiltà nella nostra Galassia".

In pratica, per stimare il numero di civiltà intelligenti nella Via Lattea, il team ha tenuto conto di due importanti "limiti copernicani astrobiologici", o condizioni da cui dipenderebbe una civiltà evoluta:

  • la vita intelligente si forma in meno di 5 miliardi di anni, così come è avvenuto sulla Terra dove la civiltà ha acquisito l'abilità di comunicare con l'esterno dopo 4,5 miliardi di anni
  • la vita intelligente può formarsi su pianeti rocciosi in orbita all'interno delle zone abitabili delle loro stelle, che devono avere adeguata età e metallicità.

I ricercatori britannici partono quindi da un paio di presupposti. Ipotizzano, cioè, che ogni civiltà aliena si trovi esattamente nella stessa fase evolutiva di quella terrestre dopo 4,5 / 5 miliardi di anni e che, nello stesso lasso di tempo, ogni pianeta nella fascia abitabile di una stella simile al Sole, genererà vita intelligente. Entrambe le ipotesi sono ampiamente discutibili: la prima, lo è in termini statistici perché prendere come riferimento un solo campione (la Terra) per un'intera teoria non sembra avere troppo senso; il secondo, non è vero per definizione, basti pensare al Sistema Solare dove Marte e Venere risiedono come la Terra nella zona abitabile ma non ospitano alcune civiltà tecnologicamente avanzata.

Oltre a questi due criteri, gli scienziati hanno tenuto conto del paramento L citato nel paragrafo precedente. In questo caso, il numero di società CETI (Communicating Extra-Terrestrial Intelligent) dipende fortemente da quanto tempo esse inviano attivamente segnali della loro esistenza nello spazio, come trasmissioni radio, televisive, ecc. Supponendo che tutte si comportano come gli umani, questo periodo è stato fissato pari a 100 anni, il che determina solo 36 civiltà intelligenti in corso in tutta la nostra galassia. Esse saranno distanti mediamente circa 17.000 anni luce l'una dall'altra, rendendo molto difficile il rilevamento e la comunicazione con la nostra tecnologia attuale.

N=R^{{*}}~\times ~f_{{p}}~\times ~n_{{e}}~\times ~f_{{l}}~\times ~f_{{i}}~\times ~f_{{c}}~\times ~L

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Read 321 times Ultima modifica Mercoledì, 24 Giugno 2020 06:25
Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

https://twitter.com/EliBonora | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

1 commento

  • Comment Link Marco Di Lorenzo (DILO) Mercoledì, 24 Giugno 2020 06:38 posted by Marco Di Lorenzo (DILO)

    Articolo molto interessante. Per quanto criticabile e "deprimente", questa stima è secondo me molto più attendibile di altre (generalmente più ottimistiche) perché basata sugli unici dati realmente disponibili, le tempistiche dell'evoluzione della vita sulla Terra; del resto, se ci fossero molti più alieni attorno a noi, avremmo ricevuto sicuramente qualche segnale in quasi 60 anni di ricerche SETI!
    Andrebbe sottolineato, però, che è una stima per difetto, in quanto il tempo di 100 anni che gli autori assumono per la durata di una civiltà tecnologica è un limite inferiore basato sull'attuale durata dell' "uomo tecnologico"; di sicuro, comunque, le civiltà tecnologiche come la nostra hanno una durata molto limitata altrimenti, di nuovo, Fermi ci insegna che saremmo immersi in un mare di comunicazioni aliene che invece non c'è!
    Certo, rimane la possibilità che, dopo un breve periodo di utilizzo delle onde radio, le altre civiltà siano passate ad altri sistemi più sofisticati per comunicare...

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