Scritto: Martedì, 09 Giugno 2020 05:16 Ultima modifica: Martedì, 09 Giugno 2020 06:18

Una Terra e un Sole a 3000 anni luce


Tra gli oltre 4000 esopianeti conosciuti, KOI-456.04 è speciale: è poco più grande della Terra ed orbita attorno ad una stella simile al Sole, ad una distanza tale che le temperature in superficie potrebbero consentire la vita.

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Una Terra e un Sole a 3000 anni luce Crediti: MPS / René Heller

La stella ospite si chiama Kepler-160, una nana gialla situata nella costellazione della Lira a circa 3000 anni luce da noi. Si trovava nel campo visivo di Kepler durante la missione primaria. Il telescopio spaziale l'ha costantemente osservata dal 2009 al 2013: il suo raggio di 1,1 raggi solari, la sua temperatura superficiale di 5200 gradi Celsius (300 gradi in meno rispetto al Sole) e la sua luminosità stellare molto simile al Sole, la fanno apparire come un parente stretto della nostra stella.
Da circa 6 anni, sappiamo che ospita due esopianeti Kepler-160b e Kepler-160c, entrambe troppo più grandi della Terra e in orbita troppo vicina alla stella. Ma minuscole variazioni nel periodo orbitale di Kepler-160c, nascondevano la firma di un terzo pianeta che ancora non era stato individuato.

Nel nuovo studio pubblicato su Astronomy & Astrophysics, un team guidato dal Max Planck Institute for Solar System Research di Gottinga è tornato ad analizzare i dati con un nuovo algoritmo di ricerca, basato su un modello fisico dettagliato delle variazioni delle luminosità stellari. René Heller, scienziato del MPS e primo autore del documento, ha dichiarato: "le nostre analisi suggeriscono che attorno a Kepler-160 orbitino non due ma un totale di quattro pianeti".

Uno dei due mondi appena scoperti è Kepler-160d, responsabile delle alterazioni orbitali riscontrate in Kepler-160c; l'altro è KOI-456.04, con un raggio di 1,9 raggi terrestri e un periodo orbitale di 378.42 giorni. Quest'ultimo coincide quasi con il periodo di rivoluzione della Terra attorno al Sole e, dato che la sua stella ospite è praticamente simile alla nostra, il pianeta deve ricevere una quantità e qualità di luce analoga a quella che sperimentiamo sulla Terra, anche in termini di colore e calore (a patto che non abbia un'atmosfera troppo spessa).

Le condizioni superficiali su Koi-456.04 potrebbero essere quindi simili a quelle presenti sulla Terra perché il pianeta si trova nella cosiddetta fascia abitabile della sua stella e potrebbe avere acqua liquida in superficie e sostenere la vita:
"La quantità di luce ricevuta dalla sua stella ospite è circa il 93 percento della luce solare ricevuta sulla Terra. Se KOI-456.04 avesse un'atmosfera per lo più inerte con un lieve effetto serra simile alla Terra, la sua temperatura superficiale madia sarebbe di +5 gradi Celsius, che è circa 10 gradi in meno rispetto alla temperatura globale media della Terra", ha aggiunto Heller.

Tuttavia, è importante sottolineare che KOI-456.04 è al momento ancora un pianeta candidato, cioè non è stato confermato e potrebbe rilevarsi un errore statistico: il team ne ha confermato la natura planetaria all'85% quindi, con una discreta possibilità di errore. Ulteriori osservazioni con telescopi terrestri e spaziali potranno sciogliere ogni dubbio.

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Elisabetta Bonora

Sono una image processor e science blogger appassionata di astronomia, spazio, fisica e tecnologia, affascinata fin da bambina dal passato e dal futuro.
Nella vita lavorativa mi occupo di web, marketing e comunicazione, digital marketing.
Dedico il tempo libero alla mia dolcissima bimba Sofia Vega, a questo sito (creato nel 2012 in occasione dello sbarco del rover Curiosity su Marte) ed al processing delle immagini raw scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

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