Scritto: Martedì, 31 Marzo 2020 17:41 Ultima modifica: Sabato, 04 Aprile 2020 12:19

Spegnimento anticipato per LIGO e Virgo!


A causa della crisi pandemica, le tre antenne gravitazionali hanno anticipato la fine del ciclo osservativo; intanto anche il progetto EHT e importanti società aerospaziali d'oltreoceano cadono vittime di COVID-19.

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La "control room" semideserta di Virgo e un simbolico tramonto sui due rivelatori LIGO La "control room" semideserta di Virgo e un simbolico tramonto sui due rivelatori LIGO Images Credit: EGO/LIGO-Virgo Collaboration - Sunset - Getty Images / Processing: Marco Di Lorenzo

 Solo due settimane fa raccontavamo dell'approssimarsi della fine del ciclo di osservazione O3, previsto per il 30 Aprile. Da allora, soprattutto negli Stati Uniti, la situazione è letteralmente precipitata a causa della rapidissima diffusione del corona-virus e cinque giorni fa è arrivata la drastica decisione di fermare entrambe le antenne Ligo. L'annuncio è stato diramato giovedi 26 Marzo e il giorno dopo lo "shutdown" è avvenuto alle 18 italiane, su entrambi gli interferometri.

 La motivazione è quella di preservare prima di tutto la salute di chi lavora in quelle strutture, massimizzando al contempo il valore scientifico dei dati raccolti. A questo scopo, prima di spegnere completamente la strumentazione, si sono condotte una serie di misure e calibrazioni critiche sui rivelatori. Non è per ora chiaro quando i rivelatori torneranno in funzione, nella versione ulteriormente potenziata (Ligo Advanced Plus); di sicuro questo aggiornamento inizierà in ritardo e questo potrebbe far slittare in avanti la ripartenza con il ciclo O4, precedentemente pianificata tra quasi 2 anni. Invece, il processo di analisi dei dati fin qui raccolti dovrebbe proseguire senza grandi intoppi, essendo un'attività già in gran parte realizzata "in modalità remota"; quindi nel corso dell'anno vedremo sicuramente uscire molti articoli sugli oltre 50 segnali rivelati in 11 mesi di osservazione.

 Adesso anche Virgo sta fermando tutto; l'annuncio ufficiale è stato dato stasera ma lo si poteva già dedurre leggendo il logbook redatto dai tecnici che lavorano presso l'interferometro a Cascina, vicino a Pisa. In particolare, oggi è stato dapprima messo in stand-by il sistema di sospensione delle masse (che sono state quindi bloccate) e poi si è effettuato lo "shutdown" del "Injection system" (il laser che alimenta l'interferometro). Prima di queste operazioni, anche sull'interferometro italiano sono stati condotti dei test di calibrazione utilizzando generatori di rumore in banda udibile.

 Tutto questo lo si vede bene nell'immagine qui sotto, dove è visualizzato l'utilizzo delle tre antenne LIGO+Virgo (e anche del prototipo tedesco GEO600) negli ultimi 5 giorni.

LaFine

Operatività delle antenne gravitazionali (lo stato di osservazione è indicato dalle barre più spesse e satura) - Data source: gw-openscience.org / Processing: Marco Di Lorenzo

 "È certamente difficile essere obbligati a sospendere l'attività nel momento in cui Virgo aveva raggiunto la massima sensibilità e un'operatività quasi impeccabile", afferma Stavros Katsanevas, direttore dell'Osservatorio europeo gravitazionale (EGO), "ma la prima priorità della collaborazione mondiale e in particolare delle gestioni EGO-Virgo è quella di preservare la salute delle persone, sia quelle che lavorano nel sito che il pubblico in generale. Qui non posso che elogiare la compostezza, la calma e la dedizione al compito delle persone sul posto, con gli operatori EGO in prima linea, che hanno gestito il rivelatore nelle ultime settimane, nelle difficili condizioni che tutti conosciamo. Questo è sicuramente un buon auspicio per il riavvio delle operazioni, quando le condizioni lo consentiranno".

 Va sottolineato che per ora non ci sono notizie o segnali di chiusura sull'antenna giapponese Kagra che di fatto risulta l'unica ancora in funzione. Questo rivelatore è davvero sfortunato perchè è entrato in funzione in ritardo rispetto alle previsioni, solo alla fine di Febbraio e con difficoltà tecniche che gli hanno comunque precluso (per quanto ne sappiamo) la possibilità di "vedere" 3 o 4 eventi in contemporanea con le altre antenne, prima che venissero spente. Adesso, anche se rimanesse in funzione raggiungendo la sensibilità prevista, il valore scientifico delle sue osservazioni sarebbe molto limitato perchè non si potrebbero verificare gli eventi registrati in coincidenza con altri rivelatori e, anche in caso di un segnale talmente forte da essere inequivocabile, la sua localizzazione in cielo con un solo interferometro sarebbe estremamente approssimativa. Per questo, è probabile che dopo un periodo limitato di test, anche Kagra venga spenta e si proceda al suo potenziamento in vista del ciclo O4.

 Un'altra vittima illustre della pandemia è la nuova campagna osservativa di EHT (Event Horizon Telescope), lo stesso che ci aveva regalato la prima immagine epocale di un buco nero, pubblicata quasi esattamente 1 anno fa e basata sui dati raccolti nel 2017. Infatti, proprio in questi giorni dovevano iniziare nuove osservazioni, utilizzando una schiera potenziata di 11 antenne sparse sul globo. Purtroppo, già due settimane fa è arrivato l'annuncio che la campagna pianificata tra fine Marzo e primi di Aprile è stata cancellata a causa delle limitazioni imposte dal COVID-19, con la chiusura di molti di quei radiotelescopi. Dato che la finestra favorevole in termini di situazione meteorologica e di visibilità non si ripresenterà per un anno, tutto è slittato ad Aprile 2021 e questo è il secondo rinvio, dopo quello dell'anno scorso. Nel frattempo, anche in questo caso, si continueranno ad analizzare i dati raccolti in precedenza, specialmente durante l'ultima campagna osservativa del 2018, e c'è molta attesa per i primi risultati sul buco nero "nostrano" SgrA.

 Sempre negli Stati Uniti, la grave crisi economica innescata dall'epidemia ha drasticamente aggravato le difficoltà finanziarie in cui già versavano due importanti compagnie aerospaziali, costringendole a dichiarare bancarotta. La prima è Bigelow areospace che aveva realizzato il modulo abitativo gonfiabile BEAM, installato sulla ISS 4 anni fa; la seconda è OneWeb, che stava realizzando una sua costellazione per Internet satellitare in competizione con Starlink di Space-X; l'ultimo lancio, questo mese, aveva già portato a 74 il numero di satelliti in orbita. Entrambe, in mancanza di finanziatori, hanno dovuto dichiarare fallimento.

 Speriamo che non ci siano ulteriori vittime illustri tra le altre ditte impegnate in questo settore, come la Blue Origins e soprattutto Space-X; inoltre, si incrociano le dita riguardo ad altre missioni spaziali in partenza, specialmente per il rover Perseverance della NASA, il cui lancio verso Marte dovrebbe avvenire a metà luglio...

 

Riferimenti:

 https://www.prnewswire.com/news-releases/oneweb-files-for-chapter-11-restructuring-to-execute-sale-process-301031259.html?tc=eml_cleartime

https://mainenginecutoff.com/blog/2020/03/bigelow-lays-off-all-employees

 

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Marco Di Lorenzo (DILO)

Sono laureato in Fisica e insegno questa materia nelle scuole superiori; in passato ho lavorato nel campo dei semiconduttori e dei sensori d'immagine. Appassionato di astronautica e astronomia fin da ragazzo, ho continuato a coltivare queste passioni sul web, elaborando e pubblicando numerose immagini insieme al collega Ken Kremer. E naturalmente amo la fantascienza e la fotografia!

https://www.facebook.com/marco.lorenzo.58 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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